13Feb
2017

Romeo il barboncino

Fiaba di: Rosy

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La fiaba

Son civettuoli amori
su trame di lodi
dalla felice mia penna
sull’elogio suo ne scriverò un poema

Un esserino poco più di sei chili
pelo grigio e sfumature bianche
pelo arruffato e sporco
chissà quando avrà visto l’acqua
quell’esserino tenero minuto debole
fa la spola da ben più di una settimana
fra macchina e portone col suo nasino freddo
va ad annusar l’odorlasciato dalla sua amata

Quel tenero musetto
aspetta e l’aspetta accovacciato
notte e dì
a sospirar malinconico il suo amor
nulla ne può eguagliar
la sua tenacia testardaggine
quel corpicino tozzo e gli occhietti
son pallide pupille
nascoste sotto un ciuffo di fango secco
se ne sta cheto cheto
nelle vicinanze non si allontana
e non fa avvicinar nessuno
non dorme e non mangia più
muore dalle pene d’amore
d’amor per la mia Trilly
da quando l’ha vista si è perso nel suo mondo
lei pelosetta bianca profumata
col suo fiocchettino rosso
lo ha fatto innamorare e cotto al punto giusto

Fa pipì a più non posso
per disegnar il suo tracciato stabilito
guai a chi s’avvicina
son abbaiate
il suo cuor caldo non sente nulla
ne pioggia ne vento
il suo nome da me impostato sarà Romeo
l’eterno amore lui non vuol
mangiare lui fuggi ha paura
intelligente e furbo la insegui per strada
vorrebbe darle un bacio
ma Trilly non sta da sola
sei un bellissimo barboncino
i tuoi padroni non si curan di temi
guardi vorresti dirmi qualcosa
ma la mia Trilly ancora è piccolina
ed ha giù il suo amorino
si chiama Loki

Oh… mio caro Romeo

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