11Set
2007
finestra

La finestra di dietro / 2

Fiaba di: Redazione

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La fiaba

Lo scemo del villaggio fu nominato seduta stante, in piedi davanti al re regnante, genio di corte. Con tutta la cerimonia salameleccosa che tanto piaceva a quel golosone del ciambellano, sarà che tutto quello zuccheroso rituale gli ricordava le sue amate ciambelle .

La nuova visione che aveva regalato al regal re permise ora che il tanto atteso ordine venisse nuovamente pronunciato nella sua forma riveduta e corretta perfettamente conforme ai dettami del regno. Con il solito aspetto regale ed un tono regolare, il re disse:  “aprite quella finestra! voglio vedere cosa c’è lì fuori!”.

Ecco le guardie guardinghe che, sbloccatesi dal passo pazzo riuscirono finalmente ad avanzare con fare minaccioso verso la finestra. Il più guardingo rimase a guardare il compagno più robusto che infilzò la spada tra la finestra e il muro che amorevolmente l’avvolgeva.

Per inciso, di certo tra la finestra e il muro era amore, si vedeva. Nella sostanza diversi ma palesemente inseparabili. Pareva scritto nelle venature del legno e nelle sottili crepe del cemento, pareva chiaro ai più che non sarebbe stato affatto semplice separare due che si amano come quel muro e quella finestra.

Ma ora azione, azione ci vuole: la guardia guardinga spinse con delicatezza, quasi a non rompere l’incantevole incantesimo d’incanto collettivo che avvolgeva il capannello di gente uscita dalle proprie capanne per assistere al Grande Evento.

Il muro tiene, la finestra tiene, la spada tiene … la guardia guardinga ride e tira più forte.

Il muro tiene, la finestra tiene, la spada tiene … la guardia guardinga sorride e inizia a sudare.

Il muro tiene, la finestra tiene, la spada tiene … la guardia guardinga s’acciglia e diventa paonazza.

Il muro tiene, la finestra tiene, la spada tiene … la guardia guardinga delusa molla la presa.

Ci provano in due ora, guardia guardinga robusta e guardia guardinga che stava a guardare.

Il muro tiene, la finestra tiene, la spada tiene … le guardie guardinghe ridono e tirano più forte.

Il muro tiene, la finestra tiene, la spada tiene … le guardie guardinghe sorridono e iniziano a sudare.

Il muro tiene, la finestra tiene, la spada tiene … le guardie guardinghe s’accigliano diventano paonazze.

Il muro tiene, la finestra tiene, la spada tiene … “crack” la spada si spezza e ruzzoloni le guardie guardinghe abbattono il capannello di gente venuta dalle capanne.

E’ in quel momento, sotto lo sguardo rabbioso del re che pensava di licenziare il real mastro spadaio che il giocoliere di corte, mentre gioca con le sue dodici uova senza farne cadere una, esclama gioioso: “ci dovrà pur essere una maniglia!”.

… to be continued … sogno permettendo.

Già, c’è sempre una maniglia che consente di prendere le cose senza che ci scivolino di mano. Che se poi cadono si rompono e c’è sempre qualcuno che ci rimette.

Basterebbe a volte avere il tempo di cercare …

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