10Apr
2013
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Premonizioni – prima parte // Voce novella

Fiaba di: GiamPiero Brenci

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La fiaba

Ben ritrovati, miei arguti Lettori. Di Sacco di Pulci già vi accennai, nevvero? Recentemente nell’episodio “ Un inseguimento nel bosco”…

Ed ora è proprio lui, cavallo di pelo grigio opaco dall’aspetto malinconico che pare sempre sul punto di afflosciarsi al suolo ed esalare l’ultimo respiro, che s’appresta a trascinare l’enorme carico di legna da legna da ardere  verso la lontana Capanna Tassoni.

Qui tutti gli episodi de “Il nonno e il peste“.

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La voce novella

Il testo completo

Ben ritrovati, miei arguti Lettori. Di Sacco di Pulci già vi accennai, nevvero? Recentemente nell’episodio “ Un inseguimento nel bosco”…

Ed ora è proprio lui, cavallo di pelo grigio opaco dall’aspetto malinconico che pare sempre sul punto di afflosciarsi al suolo ed esalare l’ultimo respiro, che s’appresta a trascinare l’enorme carico di legna da legna da ardere  verso la lontana Capanna Tassoni.

Il Nonno mi ha chiesto se potevo dargli una mano in questo lavoro duro e faticoso ed io, anche per sdebitarmi dell’ospitalità e del desinare, non ho certo potuto dire di no. Anzi…

E’ dall’alba che stiamo ritirando legna da ardere da alcuni rifugi disseminati nel bosco.

Tre ore fa un vento subdolo ha preso a spingere nubi grigio piombo sulla zona.

Il Nonno ha sollevato la testa, annusato l’aria e poi ha ordinato al Peste, alla Franca e al Medoro di tornare a Capanna Tassoni. Ed i tre si sono avviati che la strada è lunga.

La piccola Franca è la deliziosa fanciulla coetanea, o quasi,  del Peste e nipote della Rita. Ma è proprio l’opposto del fanciullo: seriosa, posata, attenta e pensosa.

Ha fama di essere una profondissima conoscitrice di tutte le erbe che si trovano sia nel bosco che fuori. Ma di questo vi ho già parlato e ve parlerò altrove.

Il Nonno ha assicurato  il carico di legna con uno dei suoi nodi da marinaio, all’apparenza innocui, ma che hanno l’abilità di serrarsi sempre più ad ogni scossone.

gp-nonno< Alè, Sacco di Pulci, alè! Sbrigati se vuoi tornare alla stalla e alle tue mele! – dico ed il ronzino, così battezzato dal Peste, ha risposto all’ordine mettendosi a tirare.

Essendo un animale alla “corte” del fanciullo biondiccio e magro anche il Sacco di Pulci ha delle peculiarità di cui già vi dissi. La più importante, che mi lascia perplesso ogni volta che lo vedo, è la sua capacità di trainare carichi di legna impressionanti  su erti sentieri, ove si fa fatica a stare in piedi, e dove lo sforzo dovrebbe fiaccarlo.

Invece lo vedete arcuare la schiena e proseguire con aria affranta, ma sempre con un frullo ‘allegro’ delle orecchie. Ma il cavallo ha anche quell’altra peculiarità…

Noi, tre maschietti, stavamo facendo una sosta, accanto ad una fresca sorgente,  per rifocillarci con gli alimenti portati dall’ottima Franca: pane, salsicce e  mele per noi. Un canestro di biada per il cavallo e, infine, ossa ed interiora per il Medoro.

Come stavo dicendo m’apprestavo ad addentare la mela quando ho percepito una specie di minaccia… Una premonizione che noi, tardi di cervello, certe cose le sentiamo…

Sacco di Pulci, che m’era giunto vicino con la leggiadria di una voluta di nebbia di novembre,  ha mosso il collo, con la velocità di una vipera, e la mela è passata dalla mia mano alla sua bocca: uno schiocco secco seguito da uno spruzzo di succo e saliva.

La mela è scomparsa tra i suoi grossi denti, mentre lui socchiudeva gli occhi beato e gli tremavano le orecchie come se stesse ridendo!

Alle mie proteste vibrate e vibranti lui si è passato la grossa lingua sulle labbra, ha mosso le orecchie e mi ha guardato con un’espressione alla:

gp-sacco-pulci< Dici a me? Si, ti ho mangiato la mela, ma in cambio posso darti del fieno! – e con uno sbruffo sonoro ha immerso il muso nell’acqua,  a significare che, per lui, tutto era a posto.

Miei arguti Lettori devo dirvi, per caso, che il Nonno stesse borbottando, con gli occhi al cielo, mentre il Peste ghignava allegramente senza ritegno alcuno? No, vero?

La giudiziosa Franca ha estratto dalla tasca del suo grembiule un’altra mela, non certo portata per caso, e me l’ha consegnata con un sorrisetto compito ed un lampo negli occhi così azzurri da apparir quasi falsi. L’ho ringraziata e, per cautela, mi sono allontanato!

Ed io mi son domandato una volta ancora,  se debbano capitare tutti a me? O esagero?

Una folata di vento schiocca contro il terreno, alle nostre spalle, rimbalza sollevando una spirale di polvere, foglie, rametti e con enorme precisione finisce per colpirci.

Mi sono preso l’impegno, come vostro Narratore di fiducia, di riportarvi tutto ciò che accade in queste Istorie, ma mi rifiuto di riportarvi l’imprecazione del Nonno che il vento fa fatica a portar via. E dopo l’imprecazione lui prosegue:

gp-nonno< …….. La vedo bruttina, Pellegrino! Senti quest’odore di acqua marcia? Più a valle, tra quelle volute di nebbia laggiù, sta già diluviando e non passerà molto che Madama Pioggia, accompagnata dalle sue sorellastre:  Tempesta e Grandine, ci sarà addosso.  Di raggiungere Capanna Tassoni nemmeno a pensarci e se non vogliamo metterci a saltellare per  scansare le folgori ci converrà raggiungere un riparo! –                                     Una seconda folata si tira dietro una nube grigio-piombo che pare volerci schiacciare al   suolo, poi ci ripensa e ci lascia scrosciare addosso una bella mastella di grosse gocce gelide e pesanti.  Sposo la teoria del Nonno, come se fossi un uomo saggio!

.Come dite, miei arguti Lettori? Come?…..Dovrete urlare per farvi intendere che ora il vento è divenuto un lupo famelico che ci ulula contro e, per non farci mandare nulla, fodera i suoi assalti con gocce gelate di pioggia e chicchi di grandine che rimbalzano su di noi!

Mi tiro il cappuccio del mantello sulla testa, ma è un riparo da poco che ora la pioggia è assimilabile ad cascata di un torrente oltre il ciglio di uno strapiombo.

Non riesco quasi a vedere il Nonno, che si trova sull’altro lato del carro ed urla qualcosa.  Sacco di Pulci abbandona il sentiero, mentre una saetta apre la coltre di nubi nere e si va a schiantare sulle rocce con un crepitio sinistro ed un esplosione all’odore di zolfo.

Pare che la nostra destinazione sia la parete rocciosa emersa dalla cortina di pioggia.

Il Nonno ed io stiamo spingendo il carretto incuranti della grandine e del fango che ci si attacca agli zoccoli di legno. Sacco di Pulci ingobbisce la schiena e prosegue.

Il mantello, ormai intriso d’acqua, provvede egregiamente a tenermi ben bagnato e freddo!

In un paio di occasioni rischio di finire lungo disteso a terra. Non ci mancherebbe altro!

Improvvisamente siamo contro l’altissima parete rocciosa.

Il Nonno deve ben conoscere la zona visto che si dirige alla sua destinazione senza esitazioni. Poco oltre, infatti, la parete si arcua all’esterno creando un misero riparo ove la sferza dell’acqua e della grandine diminuisce.

Una salva di tuoni ci esplode sopra preceduti dallo sfrigolio delle folgori sulle rocce.

Improvvisamente Sacco di Pulci strappa le briglie dalle mani del Nonno, con un frullo accentuato delle orecchie, esce dal riparo e con decisione riprende a marciare verso una destinazione che solo lui pare conoscere. Gli strattoni, i fischi, le urla non hanno esito.   

gp-nonno< E’ inutile che tu cerchi di fermarlo, Pellegrino! Potresti frustarlo a sangue, ma non cambierebbe idea!-  urla l’avo del Peste riparandosi gli occhi con le mani.

Rimaniamo, interdetti, affranti e bagnati ad osservare il carro che, dondolando, si allontana avvolto dalla pioggia.

Ecco, miei arguti Lettori, mi ci mancava che Sacco di Pulci iniziasse a prendere decisioni autonome e senza possibilità di ‘discuterle’…

Sto per dire qualcosa, d’estremamente sconveniente, quando sento il Nonno imprecare con veemenza ed una ‘fantasia’ che solo certi navigati naviganti possono avere.

Mi strappa quasi un sorriso quando, a voce alta, giunge ad invocare una folgore da Giove.

Poi chiede al Dio dei Fulmini che la saetta colpisca il quadrupede sulla parte posteriore del corpo.

Ed infine richiede che non sia una saetta semplice, ma una saetta ‘biforcuta’ così che nessuna delle due chiappe del cavallo ne resti illesa!

Il resto di questa piovosa e bagnata istoria è racchiusa nella seconda parte che riprenderò a narrarvi non appena il Nonno mi consiglierà sul da farsi……

Alla prossima, sicuramente!

***

Le immagini sono gentilmente fornite da Rubens Fogacci e Gabriele Brenci

© VoceNovella ideata e realizzata da  GiamPiero Brenci www.basiliscohistory.it e recitata da Edoardo Camponeschi che pubblica con Menestrandise Audiolibri Indipendenti i 13 episodi delle < VociNovelle Nel Bosco>

L’Autore pubblica  < ISTORIE DI UN BASILISCO > con la Maglio Editore

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