Ognun quaggiù s’inganna,
e in ogni tempo è il numero infinito
di chi corre e s’affanna
e crede l’ombre di toccar col dito.
Per questi vale di quel Can la favola,
che della preda nel ruscel l’imagine
vista riflessa, il pezzo abbandonò
ch’aveva in bocca, e in l’acqua si tuffò.
Ma invece di pigliarne
doppia porzione, quasi vi restò,
e perdette coll’ombra anche la carne.
In ascoltoAscolta storie con Audible
Scopri Audible Scopri audiolibri e racconti per tutta la famiglia.
