Stando sull’asino, vedendo un Vecchio
un prato pieno d’un’erba tenera,
lasciò che l’Asino
entrasse e pascolasse.
E l’Asino saltando e ruzzolando
e sgambettando,
mangiò dell’erba fino a crepapancia.
Ma sul più bello
ecco il padrone del campicello.
Allor spronandolo colle calcagna
per la campagna,
comanda il Vecchio: – Andiam, fuggiamo.
– Perché fuggire? – dice la bestia.
– O c’è pericolo
ch’abbia a portar in groppa un doppio basto?
– Non dico questo. – E allora
alla buon’ora
lascia ch’io lo finisca questo pasto.
Il padrone è un nemico certamente.
Ma è cosa indifferente,
tel dice in buon volgare un asinello,
servir a questo o a quello.
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