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Tutte le fiabe che parlano di "sole"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "sole", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

Il Principe Andel // Alla ricerca del paese del sole

C’era una volta un piccolo principe di nome Andel, egli viveva in un paese lontano ai confini del mondo dove la notte era più lunga del giorno, il ghiaccio e la neve lo ricopriva interamente tanto da essere denominato il paese dei ghiacci.

La sua famiglia regnava da tantissimi anni e nulla sembrava turbare la quiete del regno, tuttavia man mano che il principe cresceva la regina notava nel giovane un velo di tristezza, così un giorno gli chiese: “Andel figlio mio, perché sei così triste?” “Cara mamma – rispose il principe – qui fa tanto freddo, tutto intorno è ricoperto di neve e ghiaccio, il cielo è sempre così grigio e triste”.

La regina accennò un piccolo sorriso poi con dolcezza rispose: “Andel capisco il tuo stato d’animo ma devi sapere che il tuo futuro e già scritto tu diverrai il Re dei ghiacci, sarai potente e rispettato da tutti”.

Meteo Prometeo: una favola tecnologica

Un giorno mentre il Sole stava sorgendo sulla città di Atene, in Grecia, notò che i suoi abitanti avevano sistemato sui tetti delle case dei grandi schermi che avevano tutta l’aria di essere dei minacciosi scudi puntati verso il cielo.

Il Sole, impaurito ed arrabbiato allo stesso tempo, chiamò tutti gli altri elementi della natura a partecipare ad una riunione urgente dietro la cima del monte Olimpo, la montagna più alta della Grecia.

“Qualcuno di voi ha un’idea di quello che gli uomini stanno combinando?” chiese il Sole alla Pioggia, al Vento e alla Tempesta.

“Non ne sappiamo nulla” risposero tutti gli altri elementi in coro.

Chi troverà Re Gaudio?

Le vedette arrivarono di corsa annunciando la terribile notizia, un incombente pericolo stava piombando sul regno di Re Gaudio.

Il terribile Cavalier Timore era giunto ai confini ed era pronto alla guerra per conquistare il regno.

Tutta la popolazione fu immediatamente colta dalla paura, nella sua lunga storia mai era entrata in guerra ed aveva sempre vissuto in pace e armonia con tutti, quindi non avevano idea di come affrontare questa situazione, un misto di paura e rabbia che stava rovinando l’atmosfera di questa bellissima terra.

Anche il Principe Arguto tornò a casa per aiutare insieme alla famiglia Re Gaudio in questa nuova vicissitudine, ma nonostante tutti gli sforzi e le idee nessuno era ancora riuscito a trovare una soluzione al problema.

L’amore per sé

C’era una volta un prato.

Un prato con tanti fiori profumati.

Su nel cielo si sentivano le grida di tante piccole gocce d’acqua colorate dell’arcobaleno; Si stavano divertendo un mondo tra di loro a mescolare il rosso con il giallo e il blu.

Ad un tratto udirono un rumore strano, un cigolio lento e continuo.

Guardarono curiose giù, verso il basso, e videro una formichina molto triste che stava trascinando un pesante carretto.

Era ricolmo di provviste per l’inverno e tra esse un grosso seme di grano.

Lei pensava sempre a tutti, poco a se stessa, per questo era triste.

Cosi, quel giorno, parlava da sola, o canticchiava non si udiva bene, e ,nel frattempo, trascinava il suo peso.

Dedicato alla Madre Terra e a tutte … le sue figlie

Dal tuo profondo nasce la vita
per dare al mondo ricchezza infinita.
L’acqua dal cielo disseta i tuoi solchi,
che piano piano germogliano tutti.

Discreta ti lasci baciare dal sole,
fedele rimane il tuo unico amore.
Da venti impetuosi difendi i tuoi figli,
gli apri le braccia, li curi, li accogli.

Assai generosa lenisci i dolori ,
gioisci ai palpiti dei loro cuori.

Il messaggio del sole

Il sole durante il suo viaggio,
incontra la luna,alla fine del suo pellegrinaggio,
oh luna, per te ho un messaggio,
ah guarda caso ci vuol coraggio,

ascolta, chiede il sole, nel tuo illuminare, e nel mio tramontare,
sei così indaffarata, al punto da non potermi guardare,
beh fammi pensare, ogni giorno io ti vedo è abituale,

Celestino Mingherlino e l’omino del Tempo

Già da una settimana sul bosco cadeva una pioggerella incessante e malata, di quelle che impregnano l’aria di umido, un umidiccio fastidioso che ti si insinua nelle ossa e ti fa venire tutti gli acciacchi.

Celestino Mingherlino si sentiva così, stanco, malaticcio e acciaccato.

Era un po’ preoccupato, lui sempre così arzillo e allegro e scattante, si ritrovava col mal di schiena e con uno strano umore sospeso tra la pigrizia e la noia: cominciava le cose e le lasciava a metà, andava alla finestra, andava a fare la pipì, tornava in salotto, si sedeva, si alzava, intrappolato in un’impazienza che non esplodeva in nulla di creativo.

Le settimane successive fu anche peggio: la pioggia si alternava ad acquazzoni violenti, con certi fulminacci e certi tuoni che ti facevano sobbalzare da sotto uno spesso strato di coperte, proprio mentre eri lì lì per cascare nel sonno.

Il campo di margherite e la vera bellezza

Al limite della città di Meraviglia, c’era un bellissimo prato ricolmo di margherite e tutte se ne stavano tranquille e beate a prendere il sole, in attesa che i contadini le venissero a raccogliere per abbellire le loro tavole.

Un giorno accadde che tra queste, ne spuntasse una diversa dalle altre.

“Come sei strana”, cominciarono a dirle “Sì, sei proprio stravagante”.

Il piccolo fiore non sapeva neppure che cosa volesse dire quella parola e quindi non ci fece caso.

Fantasia

Immagina un cielo blu, disegnaci un bel sole ,

aggiungi tante farfalle che volano allegre

e uccelli colorati che cinguettano nell’aria.

Spunta all’improvviso un bel prato,

con fiori profumati e petali delle sfumature che vuoi tu ….

Clicca su “Leggi tutto” per vedere il video.

Satya e il Sole

I – IL TRAMONTO SULL’ALBERO

In un tempo in cui solo la luna, i pianeti e le stelle riflettevano barlumi di luce nelle notti più buie, una bimba di nome Satya sedeva sulla cima di un albero sperando che i tramonti non avessero mai fine.

Ogni giorno, all’imbrunire, Satya restava stupita dalla bellezza della luce e dei colori, dalle ombre che ponevano in risalto i contorni della valle, dal distendersi delle colline e dai campi dorati che scintillavano in lontananza.

Nulla le appariva più stupefacente dell’ora del giorno in cui le sfumature dell’arancio, del rosso e del viola coloravano il cielo creando uno spettacolo celestiale.

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