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Tutte le fiabe che parlano di "fata"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "fata", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

gatto-mezzo

Il gatto a mezzo

Pippiri era un cosiddetto gatto da fienile, di quelli che continuamente cacciano topi, lucertole, farfalle ed ogni cosa che comunque si muove.

Era magrissimo, di un grigio fumo striato di bianco e di nero, con occhi di un brillante giallo fanale, lunghe zampe e coda sempre in movimento che esprimeva tutti i suoi sentimenti. Viveva in due case poco distanti l’una dall’altra, ma completamente diverse: una era la casa della fata Morgana e l’altra quella della strega Alissa, di colori tenui la prima, nera e fumosa la seconda. Nessuna delle due padrone sapeva dell’altra ed entrambe consideravano Pippiri il proprio gatto personale.

Celestino Mingherlino e la marmellata di alchechenge

Ortensia la Fata della Lana era un’instancabile lavoratrice.

Viveva assieme alla figlia Betulla in un grande Castello al di là del Monte Alto.

All’interno del Castello, Ortensia dirigeva un grosso centro di produzione della lana a livello artigianale, che esportava in tutto il mondo.

Migliaia di fate erano impegnate nella realizzazione di splendidi capi di lana pregiata accuratamente selezionata dalla stessa Ortensia, che si recava personalmente a visionare capre e pecore presso un allevamento specializzato, piuttosto lontano, oltre le colline diametralmente opposte al paese, e al Monte Alto.

Fata e Fattucchiera

La Fata Acquamarina era da tempo oggetto dell’invidia della Fata del Topazio: quest’ultima non poteva sopportare di essere arrivata seconda alla finale del famoso e importantissimo concorso “Miglior Fata dell’Anno”: l’annuale iniziativa aveva luogo a Boscocipresso, e premiava la Fata che più si era distinta per buone azioni e Magia Bianca, dunque la più meritevole.

La Fata del Topazio aveva sempre vinto, fin dalla prima edizione della gara, ormai erano passati più di cinquecento anni. Topazio era diventata famosa, era conosciuta in tutti i Boschi Incantati, avevano versato fiumi di inchiostro, a proposito delle sue vittorie, sul più importante giornale locale, La Penna del Gufo e, al suo castello, Topazio custodiva tutte le coppe in una stanza nella torre più alta, in cima alla scala a chiocciola.

La fata nella nocciola

E’ tutta sola,Lola,
la fata della nocciola
ma si consola.

Delicata, bionda carina
è la fata, della brina.

Nutrita da scoiattoli, circondata da usignoli,
dai loro voli.
Saltella trai fiori tra mille colori,

E’la fata dell’ arcobaleno,
del cielo, sereno,
della gioia della serenità.
Fin’ora nessuno l’ha vista, la vedrà

La leggendaria storia di Bluette e il Cavaliere dei sogni

Tantissimo tempo fa in un piccolo paesino di montagna del nord Europa viveva con la mamma e con il nonno una meravigliosa fanciulla dai lunghi capelli castani e dagli occhi color verde scuro di nome Bluette che abitava lungo ai margini di una fitta foresta in una misera casetta di legno dal tetto giallo davanti alla quale stava immobile una gigantesca pietra di roccia.

Bluette era una fanciulla sognatrice,operosa e amabile con tutti molto apprezzata in paese per la sua grande bontà ed altruismo.

Aiutava spesso la madre una donna molto esigente nelle faccende di casa e accudiva con dedizione e costanza il nonno oramai vecchio e ammalato da anni.

Fata Sorriso

– Mamma guarda, oggi a scuola la maestra Giovanna mi ha regalato un piccolo libricino … ma io sono troppo piccola e ancora non so leggere bene.

– Bambina mia – Disse la mamma,dallo a me, te lo leggerò io … entreremo nel mondo magico delle fiabe … questa nuova avventura inizia così: Suad è una piccola bambina di colore proveniente dal Marocco dai folti capelli neri sparse sulle spalle e lo sguardo nocciola reso intenso da due occhioni furbi.

Vive in un modesto collegio alle porte di un piccola borgata di provincia.

Suad ha un carattere taciturno e solitario … non sorride mai … e molto introversa, riservata e triste non ama facilmente rapportarsi con gli altri neanche con le sue compagne di collegio che nonostante tutto l’adorano.

La fata dei desideri

Celestino sedeva su uno scoglio, una seduta scomoda, ma lui pareva non accorgersene.

Stava piangendo, imprecando, maledicendo, rimuginando su una vita con poche soddisfazioni, senza slanci, senza novità, mai, con tante sfortune e mai, mai una sola volta, un momento di fortuna inaspettato.

Probabilmente tutto ciò non era molto diverso da quanto avevano passato e passano quotidianamente molte altre persone, ma si sa: non è vero che mal comune è mezzo gaudio e il dolore di vivere degli altri non può consolare, né contribuire a diminuire il proprio.

Forse, anzi certamente, non fa piacere sapere che altri soffrono, ma lascia indifferente chi è raggomitolato nei propri problemi.

Isabella e le sue avventure

Ciao bambini,volete che vi racconti una bellissima storia?

Beh comincia proprio come tutte le storie, C’ERA UNA VOLTA……

C’era una volta una bellissima bambina di nome Isabella che purtroppo era rimasta orfana.

Un giorno arriva una donna brutta e cattiva che dice di essere la nuova mamma di isabella, e Isabella è contentissima di avere una nuova mamma, ma non sapeva neancora che cosa le aspettava. Appena arrivate a casa la mamma di nome Morgana le fa vedere tutta la casa, poi la stanza dove Isabella dovrà dormire che era una stanza piccola e brutta dove quasi quasi non ci si respirava, e poi le presenta la sua figlia Isabrutta di nome e di fatto.

Un giorno però…

La fata e la strega

C’era una volta una fata che accontentava tutti i bambini buoni.                                                                                                                                                  

C’era una  strega invece che accontentava tutti i bambini cattivi.                                                                                                                                              

La fata portava sempre a tutti i bambini buoni un regalo, invece la strega portava a tutti i bambini cattivi un ragno.                                                        

I bambini buoni ogni giorno raccontavano una favola alla fata.                                                                                                                                                    

I bambini cattivi davano una ricetta alla strega.                

Tullipan

C’era una volta, quando non si sa, una principessa che si chiamava Tullipan, che nome strano direte voi, ma tanto strano non è, perché il suo papà, Re Gaudio, gli diede quel nome quando la vide per la prima volta nella culla.

Re Gaudio era un re buono che amava viaggiare e conoscere il mondo (ma questa è un’altra storia) e nel corso dei suoi viaggi vide tante cose belle, ma bella come quella bambina nella culla non aveva mai visto nulla.

Era così felice che quando dovette scegliere il nome per sua figlia cercò nella sua memoria il posto più bello che avesse mai visto e si ricordò di un bellissimo campo di tulipani in Olanda, illuminato dalla luce dell’alba e bagnato dalla rugiada, quell’immagine magnifica gli ricordò la bellezza di sua figlia e da quel giorno la principessa fu Tullipan.

Rosa CuorDiPetalo e il mondo delle piccole cose.

Rosa CuorDiPetalo profumava d’acqua di rose, era piccola e delicata come un bocciolo vestito di rugiada ed era solita portare tra i capelli una piccola rosa.

Per molti era una bambina come tante, ma alcune persone ben informate dicevano con certezza che fosse una fata venuta da NonSiSaDove.

La piccola Rosa viveva sulla collina, in una minuscola casa circondata da rose e fiori di campo, baciata ogni mattina dal sole e rallegrata dal cinguettio di allegri passerotti.

Rosa ogni mattina riempiva il suo sguardo di meraviglia ammirando il leprotto dal codino bianco, che saltellava lesto dietro al cespuglio, poi ascoltava attenta il tordo zirlare, quindi respirava profondamente l’odore dell’erba tagliata e infine annusava le sue rose per scegliere quella più adatta ad adornare la sua folta chioma.

Cenerentola // traduzione di A. Gramsci

Un ricco signore aveva la moglie malata. Quando ella sentì che la fine stava per venire, chiamò la sua unica figliolina accanto al letto e le disse: «Cara figlia, rimani sempre buona, così il buon… 

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