Le vostre fiabe

Nocciolina

Nocciolina tra le foglie del bosco al tramonto, con Gufetto su un ramo e piccole lucciole accese
Nocciolina tra le foglie del bosco al tramonto, con Gufetto su un ramo e piccole lucciole accese

Nocciolina era una piccola noce a cui piaceva tanto cantare, ma ahimè era stonatissima e, quando incominciava, tutti gli animaletti del bosco scappavano via.

Un bel giorno di primavera, mentre Nocciolina provava il suo nuovo acuto del mattino, facendosi sentire fino al ruscello, dalla cima di una grande quercia scese Gufetto. Era l'unico animale del bosco a non scappare, non perché gli piacesse quel concerto stonato, ma perché di giorno dormiva pesantemente e portava sempre due grandi tappi per le orecchie fatti di muschio.

Quella mattina, però, un tappo gli era caduto.

«Per tutti i pennacchi!» esclamò Gufetto, mettendosi le zampe sulle orecchie. «Nocciolina, cara amica mia, la tua voce sembra un tronco che scricchiola sotto la bufera!»

Nocciolina fermò il suo canto e abbassò i suoi piccolissimi occhietti. «Lo so… ma io sento così tanta gioia dentro che non riesco a non farla uscire!»

Gufetto la guardò con tenerezza. Si tolse l'altro tappo di muschio e disse: «I veri desideri non vanno mai fatti tacere, vanno solo indirizzati bene. Tu non sei fatta per cantare da sola… tu sei fatta per fare il ritmo!»

Gufetto le spiegò che, quando lei provava ad allungare le note cantando, il suo guscio duro faceva risuonare l'aria in modo strano. Ma se, invece di cantare, si fosse buttata a capofitto su un letto di foglie secche, o se si fosse fatta dondolare dal vento contro un guscio di lumaca vuoto, il suo scricchiolio diventava musica pura.

Nocciolina volle provare subito. Prese la rincorsa e saltò sopra una pigna secca: TUM-TUM! Poi rotolò su una pietra liscia: KLIK-KLAK!

Nel giro di pochi minuti, tutti gli animali del bosco, che prima erano scappati, cominciarono a fare capolino da dietro i cespugli. Gli scoiattoli iniziarono a battere le zampe al tempo dei suoi salti, gli uccellini intonarono la melodia sulle sue percussioni e persino le rane del ruscello aggiunsero il loro «croa! croa!» a tempo.

Nocciolina non era più la lagna noiosa del bosco, ma era diventata il cuore ritmico della grande orchestra della natura. E da quel giorno, ogni volta che voleva far uscire la gioia che aveva dentro, le bastava fare un salto, una capriola e la festa nel bosco poteva cominciare.

E così, la piccolissima Nocciolina capì che non serve avere la voce di un usignolo per riempire il mondo di meraviglia: basta trovare il proprio ritmo e avere il coraggio di saltare.

Ancora oggi, se passeggi nel bosco al calar del sole e senti sotto i piedi un crac-crack allegro e un po' matto tra le foglie secche, non credere che sia solo il vento. È Nocciolina che sta dando l'attacco alla banda! E se presti davvero attenzione, vedrai le lucciole accendersi una ad una come tanti piccoli lampioncini a festa, mentre gli alberi secolari dondolano, cullati dalla musica più stonata, sgangherata e meravigliosamente felice che la natura abbia mai creato.

Perché la vera magia, si sa, non sta nell'essere perfetti… ma nel far ballare il cuore di chi ci sta a sentire.

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