Tutte le fiabe che parlano di "gioia"
La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "gioia", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".
Il Paese senza specchi
Nel paese della gioia non esistevano gli specchi e nessuno perciò sapeva quale fosse il proprio aspetto; il magro non sapeva che era affilato come un grissino, il grasso non sospettava di essere tondo come un bue appesantito, la bella si beava dello sguardo altrui, la brutta si compiaceva di passare per simpatica, ma nessuno conosceva i dettagli del proprio corpo.
A dire il vero, in questo paese, non essendoci termini di riferimento e paragone, mancavano tutte le parole che in genere si riferiscono alle qualità delle persone; non esisteva “bello” e neanche “brutto”, e tantomeno “alto” oppure “basso” e le persone, per capirsi, si accontentavano di fare gesti per indicare gli altri.
“Hai visto il..?” e si faceva un certo segno con le dita a significare alto, oppure si limitava il gesto della mano per dire basso; per indicare una bella ragazza si facevano circolare pollice e indice, per indicarne una bruttina quelle stesse dita dovevano ruotare al contrario. Esistevano, invece, tutte le parole che indicano le qualità morali, come simpatico, intelligente, gentile, perchè quelle non si vedevano con gli specchi, ma con gli occhi che si trovano dentro il cuore.
Il cavallo con il corno dorato
C’era una volta in un paese lontano un cavallo bianco con il corno dorato che cercava l’erba magica per mangiare, girava in lungo ed in largo perche l’erba magica voleva trovare camminando lungo la strada incontra tre fate e le fate gli domandono: “cosa cerchi?”
Il cavallo con il corno dorato gli dice: ” sto cercando l’erba dorata voi mi potete aiutare?”, e le fate rispondono:
(Ritornello cantato) “se tu l’erba dorata vuoi trovare giù dal sentiero devi andare … Do-Re-Mi-Fa …”
Ed il cavallo va verso il sentiero per trovare la sua erba da mangiare, ed arriva fino in fondo che lui sa non ce ritorno. Ed incontra sul suo cammino un ometto piccolino, e la domanda che gli fa: “Chi è lei, che fa qua? “.
Risponde l’ometto: “Sono uno gnomo dal cuore spezzato ed in questo bosco sono nato, cosa cercate qui da me, parlate ed io se potrò aiutare sarò felice di camminare.”
Un albero speciale
Un grande albero faccio a Natale
con tante luci e un lungo puntale.
E’ così alto che tocca il soffitto,
e per addobbi ci son gli orsacchiotti.
Proprio così…non ci sono palline
e a cercarle …..neanche stelline.
Ci metto sopra solo pupazzi,
di quando eran piccoli miei due ragazzi.
Me li ricordo tutti a memoria ,
