Tutte le fiabe che parlano di "notte"
La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "notte", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".
Chi ha mangiato la mela dorata?
Era da poco passata l’estate e iniziato l’autunno pieno di colori caldi.
Sulle foglie degli alberi del bosco chiamato “Il bosco della Grande Quercia” c’erano tutte le sfumature di giallo, marrone e arancione. Anche quelle già cadute erano ancora piene di colori e a ogni soffio di vento si sollevavano da terra, unendosi a quelle che cadevano, in un’allegra danza multicolore. Scendeva il crepuscolo sul bosco, il sole si tuffava lentamente dietro le montagne. Il crepuscolo, come una coperta di seta arancione, trasparente, senza far rumore scendeva come una carezza.
Quel pomeriggio inoltrato una strana agitazione percorreva il bosco. Qualcosa succedeva o stava per succedere, in ogni caso quella non era una qualsiasi sera autunnale.
Il gufo Bruno aveva già preso la sua solita posizione su uno dei rami della Grande Quercia e si stava strofinando gli occhi. Quella sera ci sarebbero stati così tanti eventi importanti!
I folletti della notte
Occorre dire, anzitutto, che a casa di Marcello, anche se lui non lo sapeva, né l’avrebbe mai saputo, si erano installati i folletti della notte in carne e ossa.
Tutto cominciò per il fatto che Marcello amava tutto quello che è un po’ kitch, così quando vide in vendita, su una bancarella del mercato, gestita da uno strano vecchietto, la serie dei folletti in resina, se ne innamorò subito. C’era, è vero, anche una serie di fatine dei fiori ma, per i gusti dell’uomo, queste erano troppo sdolcinate; a lui piacevano le cose un po’ più estreme, talvolta anche truci.
Di notte tutti i gatti sono bigi
Se è vero che di notte tutti i gatti sono bigi, è proprio un bel problema.
Perché finché è giorno si riconoscono facilmente, e non corrono di certo il rischio di confondersi, ma di notte!
Di notte sono successi certi fatti da parlarne per un mese e anche di più.
Ad esempio l’altra sera, dopo aver guardato il tramonto sul fiume con tutta la famiglia, il gatto Paolone è sceso dal tetto con moglie e figliolini per andare a fare una passeggiata notturna.
Una notte
Era una notte come tante altre quella notte.
Anche quella notte era nata la Luna , che brillava con il suo viso luminoso.
Ma, a ben guardare , nei suoi occhi c’era qualcosa di nuovo , una luce diversa , quasi magica come se stesse per accadere qualcosa di speciale.
Eppure era una notte come tante altre, quella notte. Ma a ben sentire regnava un silenzio diverso, come se fosse preparato apposta per ascoltare qualcosa di speciale.
I fiori della felicità
C’era una volta un bosco che non era un bosco qualsiasi, ma un bosco nel quale gli alberi, i sassi e gli animali parlavano come gli esseri umani. C’è anche da dire, però, che questo avveniva solamente di notte. Di giorno era un bosco come tanti altri.
In quel bosco nessuno ci aveva mai messo piede in quanto i suoi confini erano segnati da spessi rovi spinosi che scoraggiavano chiunque ad avvicinarsi.
Nel paese, in fondo alla valle, si diceva che in quel bosco crescesse il fiore della felicità e che chiunque fosse riuscito a toccare tale fiore sarebbe stato felice per tutta la vita. Come si potrà immaginare tantissime persone si erano messe in cammino per entrare in quel bosco in cerca di quel fiore speciale. Le persone arrivavano piene di entusiasmo e portavano con sé anche delle falci e delle accette per abbattere i rovi, poichè sapevano quanto erano spessi, intricati e pungenti.
Il sorriso della mamma
Dormi dormi piccolina, c’è la mamma qui vicino,
ti rimbocca le coperte e ti aggiusta anche il cuscino.
Quando il sonno poi ti prende lei ti bacia sulla fronte,
ti promette sogni belli con le fate dei castelli.
Piano piano va in cucina e ti prepara una tortina,
che tu mangerai con gusto al risveglio domattina.
Giù dal letto farai un salto,quando il sole sarà alto,
il profumo della torta sentirai già dalla porta.
La befana non viene di notte
Ma chi ha detto che viene di notte, e tiene le scarpe tutte rotte?
Io l’ho vista di giorno in centro, e guidava una cinquecento.
Poi si è fermata a un divieto di sosta,
è scesa di corsa, andava di fretta … aveva stivali di pelle rossa.
Al posto del sacco, una gran borsa, tutta griffata e “maculata”;
gli occhi tirati, un seno … rifatto e un nasino tutto all’insù.
E tu la vuoi chiamare “befana “una che gira conciata così?
Io l’aspetto al divieto di sosta: la invito al bar, le pago una pizza
e poi … le faccio una bella proposta!
La geografia a letto
– Ehi, mamma, quella cos’è?
– E’ una chiazza quasi a forma di cuore. Manca solo il lembo destro. Somiglia all’Africa …
– L’Africa? Che cos’è l’Africa?
– E’ un grande spazio di terra pieno di alberi e piante di ogni tipo. E c’è anche un mare di sabbia che si chiama deserto. In Africa è nato il primo uomo ed oggi ci vivono animali di ogni specie. Leoni, tigri, gazzelle, elefanti. E ci sono tanti bambini bellissimi, che non mangiano tutti i giorni ma si vogliono bene, giocano, ridono e qualche volta litigano, come i loro piccoli coetanei di tutto il mondo.
Il serpente superbo
C’era una volta un serpente che credeva di essere la serpe più vorace della foresta, e per dimostrarlo divorava tutto quello che gli capitava vicino, dai piccoli uccelli, ai grandi mammiferi, addirittura si vantava di aver ingoiato un bufalo intero, fin quando girò la voce di un altro che era riuscito a ingerire un elefante adulto.
«Non ci posso credere, ma quanto era grande» chiese con vivo stupore il serpente a un suo amico.
«Dicono che fosse grande quanto quattro bufali, e che per ingoiarlo tutto avesse impiegato un mese» gli rispose l’amico.
«Sì ma le zanne? Io ho mangiato il bufalo con tutte le corna, ti ricordi vero?».

