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Tutte le fiabe che parlano di "bambini"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "bambini", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

La favola dell’infanzia senza gnomi o principesse

Chi sorride è punito, l’uccello che crea lo stormo perché con gli altri cerca la libertà, bisogna spaventarlo, che si disperda tra le nuvole.

Un raggio di sole, è un illusione.

La nebbia, un sogno bianco, sfumato.

La pioggia, una immensità di lacrime, e così chiudono i Luna Park.

Se fossimo aquile ce ne guarderemmo bene dall’essere uomini, ma bambini sì, ne vale sempre la pena.

clotilde

Clotilde

Clotilde viveva sola, non parlava con nessuno, era molto triste.

Le anziane del paese uova, farina, frutta fresca per aiutarla. A volte carbone per il camino.

Clotilde non è stata sempre un befana.

Nella sua gioventù era un madre affettuosa.

Poi un brutto giorno la casa prese fuoco, morirono nell’incendio i suoi cari, bambini compresi.

La giovane cambiò molto, Clotilde viveva il ricordo di quel giorno.

Diventò la befana del paese per veder felici i bambini.

Posso dirvi però non era molto bella: goffa, gobba, rugosa, non amava farsi vedere così dai bambini.

Se ci credi tutto si avvera

Immagina un pomeriggio, uno di quelli in cui il sole splende alto nel cielo, riscaldando di luce tutto quello che trova; immagina il suo calore, vivo e torrido e quella luce che solo le giornate d’estate possono avere. Immagina il silenzio che la calura delle prime ore del pomeriggio genera, quando è fatica anche respirare e tenere gli occhi aperti.

In questo cerchio di luce, immagina un bambino: immagina i suoi occhi: grandi  biglie di un colore indefinito che si trasformano dal marrone chiaro al verde scuro, a seconda di come la luce li attraversa, ma sempre allegri e  vivaci, capaci di spalancarsi, ogni qual volta sono felici, in un grande sorriso che passa prima da loro e poi scende alle labbra.

Avrà più o meno la tua età, questo bambino e vive come vivi tu. Ha tante passioni, come forse hai tu: gli piacciono i giochi tecnologici, quelli che vi fanno stare ore e ore attaccati a quegli aggeggi infernali con quelle musichette insopportabili …  gli piacciono i cartoni animati e i libri, la pizza e il gelato, ma le sue  più vere e grandi passioni sono due, due amori che lo accompagnano fin da quando era davvero molto piccolo.

L’omino di panspeziato

C’era una volta una vecchina che sapeva fare dolci meravigliosi.

Un giorno, mancava poco a Natale, preparò un bellissimo e dolcissimo omino di panspeziato.

Per occhi aveva due uvette marroncina, per naso una ciliegina candita, per bocca una mandorla.

Tutta soddisfatta mise l’omino di panspeziato in una teglia e lo infilò nel forno.

Ma subito dopo sentì bussare insistentemente alla porticina del forno e una vocina che gridava:

“Fammi uscire !! Fammi uscire!!”

Mi presento!

Io sono SARA una bambina dolce,ma qualche volta faccio arrabbiare la mia mamma.

Certe volte mi litigo con la mia sorellina,ma si fà subito pace.

Io gioco,ballo……però non mi stanco mai.

Ho una amica che si chiama CRISTINA il suo cognome è VOZZA , anche  le sue sorelle sono mie amiche.

L’estate ci vediamo tutte le sere.

Qualche volta discutiamo ma poi facciamo pace.

Un vocabolario per lo squalamaro

Domitilla, Priscilla e Camilla sono tre gemelline che vivono in un bel paese in riva al mare, in una casetta che si trova a cinquanta piedi, dieci talloni e due pollicioni  dalla spiaggia. Non c’è quindi da stupirsi se le sorelline conoscono più il mare che i propri nonni, che non vedono quasi mai perchè abitano in un’altra città.

Qualche giorno fa, le gemelline mi hanno raccontato un fatterello che è stato una lezioncina per tutti gli abitanti del paese, sindaco compreso. Questo strano avvenimento è accaduto niente poco di meno che ad agosto, quando l’orchestra del paese suonava tutte le sere nella piazzetta principale, accompagnata da due ballerini. Clown, giocolieri, mangiatori di fuoco e granite con panna attiravano un fiume di persone da ogni parte, venute per divertirsi e mangiare in compagnia.

“Ti racconto una fiaba” nel LunAppArk di Samsung

L’applicazione ufficiale Android di “Ti racconto una fiaba” selezionata per LunAppArk, il parco divertimenti virtuale sviluppato da Samsung per tutti i Galaxy Tab.

Abbiamo accolto con grande piacere l’invito accettando di entrare a far parte di un gruppo di con applicazioni selezionate da Samsung per divertire i piccoli utilizzatori di tablet e smartphone.

Tutte le nostre fiabe sono ora disponibili anche attraverso l’applicazione presente su tutti i Galaxy Tab, a conferma della qualità dei contenuti e con l’obiettivo di dare sempre maggiore visibilità a piccoli e grandi giocolieri della fantasia che scelgono ogni giorno di inviare la propria fiaba tramite la sezione “Racconta tu …“.

Il principe felice

Alta sulla città, in cima ad un’imponente colonna, si ergeva la statua del Principe Felice. Lui era tutto coperto di sottili foglie d’oro finto, come occhi aveva due zaffiri lucenti, e un grande rubino rossi… 

Il gigante egoista

Tutti i pomeriggi, quando uscivano dalla scuola, i bambini avevano l’abitudine di andare a giocare nel giardino del Gigante.

Era un giardino spazioso e bello, con morbida erba verde. Qua e là sull’erba si trovavano bei fiori come stelle, e vi erano dodici peschi che a primavera si aprivano in delicate infiorescenze rosa e perla, e in autunno portavano ricchi frutti. Gli uccelli posati sugli alberi cantavano in così dolci suoni che i bambini solevano interrompere i loro giochi per ascoltarli. – Come siamo felici qui! – gridavano l’un l’altro.

Una piccola e semplice storia d’amore

Il bel suono della festa

Din… don…dan…
fa la campana di un paese su in collina,
fa dei salti di gran gioia una bimba piccolina .
Tutta in piedi sulle punte per toccare il campanile ,
ma è piccina quella bimba ,non arriva la manina .
Mette i tacchi della nonna e si alza di una spanna,
ma è ancora assai lontana “quella nota di   campana”.
Pensa allora di salire sulla la cima di un gran pino,

Il serpente superbo

C’era una volta un serpente che credeva di essere la serpe più vorace della foresta, e per dimostrarlo divorava tutto quello che gli capitava vicino, dai piccoli uccelli, ai grandi mammiferi, addirittura si vantava di aver ingoiato un bufalo intero, fin quando girò la voce di un altro che era riuscito a ingerire un elefante adulto.

«Non ci posso credere, ma quanto era grande» chiese con vivo stupore il serpente a un suo amico.

«Dicono che fosse grande quanto quattro bufali, e che per ingoiarlo tutto avesse impiegato un mese» gli rispose l’amico.

«Sì ma le zanne? Io ho mangiato il bufalo con tutte le corna, ti ricordi vero?».

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