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I principi pesci

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Oltre la Collina del Vento, sopra la Pianura dei Gelsomini, si ergeva un castello.

Le alte torri azzurrine toccavano le nuvole, le mura bianche arabescate di edere flessuose brillavano al sorgere del sole; le sale luminose e ampie profumavano di erbe fresche.

Qui viveva Pia, una deliziosa ragazza nata povera e destinata a essere per sempre la serva della principessa Rebecca. E Rebecca anche era bella, tanto quanto deve esserlo una principessa, e cortese, e giusta.

In un caldo giorno estivo la principessa Rebecca uscì dal castello per rinfrescarsi nelle acque di un vicino fiume; Pia era con lei per farle compagnia.

Mentre le due giovani giocavano a rincorrersi, la principessa cadde in acqua. Subito Pia si tuffò per aiutarla e tenendosi aggrappata a un ramo riuscì a tirare a riva la sua padrona. Tuttavia le vesti le si impregnarono d’acqua diventando pesantissime e Pia affondò, affondò, affondò fino a toccare il fondo.

La principessa osservava sconvolta la scena senza nulla potere e quando l’amica scomparve definitivamente sotto le acque turbinanti del fiume, lei cominciò a piangere e disperarsi.

Dopo poco comparve a pelo d’acqua un pesce, grosso, giallastro e viscido; e subito un altro pesce un poco più piccolo, rossastro e squamoso.

– Buongiorno principessa Rebecca.- disse il primo – Possiamo aiutarti?

La principessa sgranò gli occhi di fronte al pesce parlante ma, superata la sorpresa, si affrettò a raccontare la tragedia occorsa alla sua serva.

– Noi possiamo riportare a galla la tua amica, però in cambio tu devi donarci tutte le tue ricchezze e bruciare il tuo castello. -disse il pesce rosso.

Rebecca esitò… solo un poco però. Poi corse al castello, prese tutti i suoi gioielli e impose ai cortigiani di andare via; infine ordinò ai soldati di incendiare il castello.

Mentre altissime fiamme divoravano la reggia, ella già era in riva al fiume. Gettate le sue ricchezze nell’acqua gridò ai due pesci:- Ecco, prendete, sono tutte vostre. E ora riportatemi Pia!

In un turbinare di acque schiumose Pia riemerse, coperta di alghe e fradicia,  ma viva! Accanto a lei stavano due splendidi giovani, uno alto e biondo e uno più piccolo, rosso di capelli; la sostenevano e la aiutavano a raggiungere Rebecca. 

– Ecco la tua amica. È salva. – disse il biondo.

– Grazie! – riuscì a balbettare Rebecca – Ma voi chi siete?

– Siamo due principi, costretti a vivere da pesci per via di un malvagio sortilegio. Grazie alla generosità di Pia, che si è gettata nel fiume per aiutarti, e alla tua, che hai dato tutte le tue ricchezze per salvarla, siamo liberi dall’incantesimo. E ora desideriamo sposarvi.

Mentre il principe-pesce parlava, l’incendio si placava e, lentamente, tra il fumo comparve un altro castello, ancora più bello e maestoso del precedente.

Pia, Rebecca e i due principi vissero lì a lungo, ricchi, nobili e felici.

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