Tutte le fiabe della categoria "Fiaba"
Tutte le fiabe, dalla più recente …
Il dinosauro triste
Tanto tanto tempo fa… ma proprio tanto tanto tanto… ma cosa dico tanto? Milioni e milioni di anni fa, viveva, in una grandissima foresta del Nord America, un dinosauro.
Apparteneva alla specie più temuta mai apparsa sulla Terra: era infatti un Tirannosaurus Rex, meglio conosciuto come T-Rex.
Scommetto che sai bene com’era fatto, visto che il T-Rex è il dinosauro preferito di tutti i bambini.
Se invece non sai com’è fatto un T-Rex, ti posso dire che era lungo come un autobus, alto come un lampione che trovi lungo i marciapiedi, e pesante come sette automobili, con un testone enorme e tanti denti affilati.
Il bucaneve
C’era una volta in una foresta incantata degli alberi ricoperti di neve. La nebbia vorticava intorno ad essi e il gelo aveva ornato di cristalli tutto intorno dai rami più alti ai ciuffi d’erba. Un bianco chiarore si stendeva intorno.
Il Signore del Gelo passava su ogni ramo e su ogni stelo d’erba posandovi i suoi cristalli. Quando il sole brillava tutto si trasformava in luccichii come perle e diamanti messi alla luce.
In quella foresta vi era una collina e sotto di essa dormiva la Fata dei fiori. Un giorno vi era tanto sole ed i cristalli si stavano sciogliendo goccia a goccia ed il calore tenue che filtrava nella terra stava per risvegliare la Fata dei fiori.
Il Signore del Gelo disturbato da questo fece vorticare tanta nebbia che il tepore scomparve e un vento freddo ghiacciò tutte le gocce d’acqua sui rami e di perle il bosco fu ricoperto.
La Fata dei fiori tornò nel suo sonno profondo. Il Signore del gelo prese a spargere neve e freddo tutto intorno. Passarono giorni e giorni di freddo. In quella foresta vi erano pure Gnomi e Folletti.
Lo Gnomo che dormiva nel tronco del castagno fu svegliato dal freddo intenso e dagli ululati
del vento e si arrabbiò perché il Signore del Gelo non cessava la sua morsa.
Pollicino // Audio fiaba
Pollicino (Le Petit Poucet) è una celebre fiaba di Charles Perrault, raccolta anche dai Fratelli Grimm (la versione narrata è quest’ultima). Originariamente pubblicata nei Racconti di Mamma Oca nel 1697. Alcune traduzioni italiane la riportano con titoli diversi, come Buchettino.
Il racconto di Pollicino, come quello di Hansel e Gretel, con il tema della fame in primo piano, può essere interpretato come un insegnamento per i bambini affinché superino quella che Freud chiama la fase orale. Pollicino rinuncia a mangiare e invece impara a usare la sua intelligenza, i suoi occhi e le sue orecchie. Al contrario (i fratelli di Pollicino, l’Orco, le sue figlie) mangiano e dormono.
Il Pollicino di Perrault, pur essendo certamente ricollegabile a radici medioevali comuni a quelle di Hansel e Gretel, reinterpreta questo tema con riferimento alle grandi carestie sotto il regno di Luigi XIV, dovute alla “piccola era glaciale” verificatasi fra il 1687 e il 1717 in Europa (nel 1715 la Senna ghiacciò completamente durante l’inverno “siberiano”, e il suolo gelò per 70 cm). Tutto il tema del racconto volge in qualche modo intorno all’alternativa “mangiare o essere mangiato”; Pollicino rinuncia al suo pane per far cadere le briciole, mangiate dagli uccelli; i fratelli nel bosco sentono l’avvicinarsi dei lupi affamati; nella casa dell’Orco ricevono un lauto pranzo ma corrono il rischio di essere a loro volta divorati.da un orco.
Introduzione tratta da Wikipedia.
Tutte le versioni di Pollicino qui.
Clicca su “Leggi tutto” per ascoltare la fiaba.
Un monte orfano…
Montorfano.Perché Montorfano?Perché un tempo il monte, sì, quello che assomiglia un po’ad un brontosauro addormentato, un po’ ad una tartaruga senza testa, era legato ai monti di Brunate. Un tempo. Poi litigarono. O forse fu un movimento terrestre. Una scossa. Una cosa così. E si separarono, da allora quel monte è un monte solo: un monte orfano.
Tutto vero?Alle volte. Perché la verità è una cosa così. Un momento. È qualcosa che percepisci vera, essenziale, netta in un dato momento… come una crepa nel ghiaccio che poi viene ricoperta da una nuova notte di freddo. O un’increspatura nel lago che presto svanisce, per ricomporsi altrove, un poco più in là. Uguale e diversa.Tu di’ una frase… ed aspetta che sia vera.
Arlecchino diventa invisibile
Uno scienziato all’Università dei Merli inventò una pillola per essere invisibili:
E siccome era Carnevale, pensò di provare il suo esperimento con Arlecchino, il quale ricevette una lettera che diceva:
“Illustrissimo,carissimo, coraggiosissimo
Signor Arlecchino
siete Invitato all’Università dei Merli
per un incarico delicatissimo.”
“Un incarico delicatissimo!! Cosa sarà mai! Sicuramente ci sarà da mangiare.” pensava Arlecchino mentre correva all’Università.
Lo scienziato lo fece accomodare e anziché un bel piatto fumante di maccheroni,gli fece ingoiare e digerire un tubetto di pillole….. tanto era digiuno da una settimana!
Re Carnevale
A Carnevale, sai sa, le maschere entrano in scena….
beh! Non si sa mai cosa ci aspetta…salti, capriole, risate,allegria….insomma una sorpresa dopo l’altra…
è allora ecco una storia buffa…..
***
Re Carnevale era un sovrano forte e potente, governava un vasto regno con saggezza e giustizia.
Come tutti i Re che si rispettano era vestito regalmente, con un ampio mantello colorato e rigonfio, con scarpe e corona d’oro con scettro e rubino vero, rosso e splendente,screziato e luminoso e diamanti. Al collo…..invece. di una catena d’oro, una catena di…SALAMINI che gli arrivava fino alla pancia.
Eh . Si, la cosa che preferiva fare in assoluto era MANGIARE.
Così il Re Carnevale si chiudeva in cucina e lì rimaneva nascosto a mangiare chili di pastasciutta, montagne di frittelle, biscotti, caramelle, torte e beveva, litri e litri di aranciata.
Pierino Pierone e la Strega Bistrega
C’era una volta un bambino che vide un albero di pere: ci salì sopra e cominciò a mangiarle. Sotto il pero passo la Strega Bistrega che gli disse con la sua piccola vocina:”Come ti chiami bel bambino?
E lui :”Pierino Pierone”
“Pierino Pierone dammi una pera con la tua bianca manina, che a vederle, son sincera, sento in bocca l’acquolina!”
Pierino Pierone pensò:”Questa strega vuol mangiare me, non le pere”.
Così, invece di scendere dall’albero, le buttò la pera; ma la pera cadde lontano.
La Strega disse di nuovo con la sua piccola vocina:”Pierino Pierone dammi una pera con la tua bianca manina, che a vederle son sincera, sento in bocca l’acquolina!”
Storia di Stella e MariaSole // Video fiaba
Stella e MariaSole sono due sorelle ma esattamente come i rispettivi astri che hanno ispirato i loro nomi, tanto hanno in comune quanto il loro carattere lo smentisce, perché Stella è il ritratto della bontà e gentilezza attorno a lei c’è sempre gente che le fa festa, MariaSole invece è oscura e cattiva, solitaria e orgogliosa!
I guai per la giovane MariaSole arriveranno quando si rifiuterà di addolcire un poco il suo carattere malvagio per cercare di trovare un buon marito, ella infatti si rifiuterà al Re suo padre di cambiare ed egli ormai stanco di lei e dei suoi continui capricci le impone un ultimatum: o cambi carattere entro 3 giorni o ti esilierò come figlia e non beneficerai più dei tuoi averi e previlegi!
Ahi ahi ahi… MariaSole comprende che questa volta suo padre il Re non tornerà indietro sui suoi passi!
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