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Tutte le fiabe della categoria "Filastrocche e poesie"

La filastrocca, la poesia a forma di fiaba! Giocare con le parole inseguendo la propria fantasia.
Divertitevi con noi ed inviate le vostre idee.

orione-carmela

Orione

D’oro la pioggia dai lombi divini
sulla pelle del toro immolato
dal devoto e misero Iseo
nell’orto poi ripiegata e sepolta
E nacque dal grembo della terra
il bambino promesso.

Splendido e forte cacciatore
le nubi corona al suo capo
mentre dalla montagna
veniva in pianura.
Fatale, l’amore lo perse
benché figlio di Dei .

Compagno di caccia di Diana
suscitò le ire di Apollo
che tese loro il tranello crudele.
La freccia scoccata credendolo preda
spense per sempre l’azzurro degli occhi.

Venne a riva il corpo di Orione
come marmo venato di rosso
trafitto alla tempia dal dardo d’argento
Pianse affranta la Dea
mentre Sirio, cane fedele, ululava alle onde.

A Chicco..l’amore di mamma

“Piccolo, grande e forte guerriero,
libero andrai su un bianco destriero.
terre lontane tu toccherai
e di sognare non smettere mai”.

Tu porterai amore sincero
perché sai essere un amico vero ,
l’amico che corre quando sei solo
e chi lo incontra riceve un “gran dono”!

Il ragnetto

Il ragnetto piccoletto
se ne andava in bicicletta
a giocare nel campetto
dove c’erano le ochette
che nuotavano nel laghetto.

Ma si ruppe la zampetta
e la mamma poveretta
gli mise la fascetta.

Che fine ha fatto il re?

C’era una volta un re che invece di governare

ogni giorno se ne andava a pescare.

“Che fine avrà fatto il re?”

Si chiedeva la regina.

“Che fine avrà fatto il re?”

I gabbiani di Oiso

Canta la nenia del mare
mentre il vecchio pescatore
comincia a narrare.
-Tukadai, nobile poeta
rischiò un giorno d’annegare
nella baia di Oiso
salvato dalla splendida Kinu
se ne innamorò perdutamente.
Le chiese di sposarlo
ma lei, abile e fiera tuffatrice
rifiutò più e più volte

San Giovanni

San Giovanni ha logori,
i suoi panni,ha contato,
i suoi anni.

Il battista ha
fatto dei suoi desideri una,
lista.

San Giovanni tanto,
amato,nessuno,lo ha ,
dimenticato, lemme,
lemme, giunge a dimora.
povera all’ombra antica e
sola.

Barba lunga, buono,
cuore.

La pensilina a pois

Ci troviamo la mattina , sotto casa un po’ più là,
per il nostro appuntamento, alla pensilina a “pois”
Non c’importa se c’è il sole o vien giù un acquazzone,
sia col gelo e sia col vento…siamo pronte ad ogni evento!

La Lulù porta l’ombrello, Serenella un bel cappello,
poi Mariù alla borsetta lega sempre un grande fiocco.
Si va in giro allegramente, raccontando tante storie,
lo facciamo con le rime, con le note e coi colori.

Il granchietto e l’estate

Ho due occhietti distanti e tondeggianti; il mio corpo è duro ma leggero
di esser crostaceo sono assai fiero.

Mi muovo furtivo tra le onde temendo rappresaglie,
per questo ho due grandi chele come tenaglie.

Mi nascondo sotto i fondali in mucchietti di sabbia come bottoni
quando degli uomini vedo arrivare i grandi piedoni.

Nemo trova casa

-Vado al mare!- dice Nemo
e prepara lo zainetto
con le fragole e albicocche

Lui pedala di gran lena
la stradina è insidiosa
pien di buche e di cunette
lo rallenta e lo affatica.

Via il cappello e la maglietta!
e poi pure i sandaletti…
Giunge al mare ormai sfinito
si sistema sulla riva

L’onda arriva inaspettata
lo trascina in una grotta inesplorata
Perle antiche ed intoccate
se ne fa una collana
che attorciglia sulle pinne

La principessa peonia

Tra i fiori di loto del parco
rischiarati dai raggi di luna
la principessa Aya
pensava alle prossime nozze
imposte dal padre.
Un piede in fallo
sulla sponda del lago
e due forti braccia a sorreggerla:

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