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Tutte le fiabe della categoria "Filastrocche e poesie"

La filastrocca, la poesia a forma di fiaba! Giocare con le parole inseguendo la propria fantasia.
Divertitevi con noi ed inviate le vostre idee.

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Il piccione viaggiatore inciampò in una piadina di Riccione

Quel golosone e viaggiatore di piccione
una sera iniziò a beccare, inciampando, una piadina di Riccione,
non la smetteva proprio più di beccare
e beccò così tanto, ma così tanto, che si fermò lì per tante ore.

Fu ben felice il viaggiatore di tuffarsi in quel pane,
e nel trovare poi poco lontano un formaggio mascarpone.
” E pensare che sarei dovuto finire in un calderone,
ma la vita è così gustosa, ecco perché gli uomini organizzano il cenone.”

Lo chef di Qaqortoq

In una piccola città della Groenlandia di nome Qaqortoq
c’era uno chef che amava cucinare le uova alla coque,
ma ben non sapeva il tempo di cottura dell’uovo
dato che per lui era qualcosa di nuovo.

Era specializzato in salmone affumicato, conosceva tutte le ricette:
salmone al limone, con olio, cipolline e a fette.
Nessuno sa bene perché giunse in quel luogo freddo e di gelo.
Egli era triste, sempre pensoso e assai solo.

Quel mondo che i bimbi non vogliono

Nel villaggio antico di Contrario
non esiste mai un calendario.
I giorni scorrono sempre uguali
e l’acqua si può tagliare, non scorre affatto nei canali.

Il sole, stufo, splende ormai di notte,
e per il pane le mamme non usano pagnotte.
Com’è strano questo buffo mondo!
I bambini non sorridono e non fanno il girotondo.

Per giocare ognun di loro fa quadrato
e non conosce nemmeno un piccolo e verde prato.
Tant’è vero che un giorno un bambino vide un fiore
e cosa fece? Fuggì via dalla paura, lo cercarono per ore.

Le vocali all’arrabbiata

Una sera dopo una gran festa con pennette e peperoncini,
le vocali decisero di confondere a scuola i bambini più piccini.
E come mai è presto detto, poverine si sentivano poche, tristi, ma assai importanti,
solo cinque e tutte sole, poi il resto consonanti: belle, brutte e stravaganti.
Quante volte il signor Alfabeto hanno cercato, ma egli con tono severo:
” Non si può cambiar quello che da tempo è deciso, ci vorrebbe un mondo intero!”
Ed è così, a dire il vero, che ogni lingua ha un suo rigore.
Se cambiassimo per accontentar quelle vocali, che confusione in poche ore.

Nel paese di Scusate Non Me Ne Ero Accorto

Quel paese ha uno strano nome e non è corto,
si chiama “Scusate non me ne ero accorto.”
Il primo cittadino è un macellaio bricconcello,
gli chiedi una gallina per il brodo e ti taglia il vitello.
Quando vende in un sol giorno una carovana di manzo,
poi cosa fa? Si toglie il camice bianco e pipa in bocca se ne va a zonzo.
Non esistono da tempo ormai alberi da frutto o per augurio i melograni.
Alcuni son così distratti e strani che per legge chiamano giganti i nani.

Carnevale

Per la gioia di grandi e di piccini

arrivan allegre le mascherine

c’è Arlecchino c’è Brighella

Colombina e la Maghella

I paesini e il sole

Quei paesini toccati, dal sole,
ti mostrano prati di ginestre e viole.

Quelle stradine,piccoline,
con tante ordinate panchine.

Sentieri, viali, verdeggianti,
passeggiate una voglia di corse
sfrenate,il bar la gelateria,
la merenda, in compagnia.

Fragilità

Fragilità è un cristallo che si spezza in mille frantumi.

È negli argini distrutti dalla forza dei fiumi.

Negli occhi di un bimbo che guarda smarrito.

In un vecchio rannicchiato in un lenzuolo sgualcito.

E’ nelle lacrime contenute in occhi di cielo

oppure in una testa chinata in preghiera, coperta da un velo.

Iris

Tra le nuvole rosa
spuntò un arco gioioso
variopinto e profumato
nell’azzurro novello.

Iride, la dea messaggera
ci annunciò
la lieta novella

Il cellulare che fischia

C’è’ un cellulare,
che ha uno strano modo di fare,
quando lo perdi, si mette a fischiare.

Fischia fischia, ti par di impazzire;
se abiti là presso la ferrovia,
ove il treno passa, non deraglia
senza tanta schermaglia.

Il cellulare che fischia se avvisa,
ha un nome particolare
appare nel desktop.

Il gattone

Il mio micino gattino
dorme beato e carino

sonnecchia con l’occhio
aperto e birichino

sdraiato sul suo cuscino
respira il buon odorino
della cucina vicina

Un anno piccino

Un anno piccino, ora sta per arrivare.
Ogni bimbo sa che, l’anziano anno sta per salutare.

Un anno, che sta nella manina. piccolo come un salutino.
Per il proposito di ogni, bambino,
sbuca da ogni, taschino.

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