Tutte le fiabe che parlano di "lumaca"
La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "lumaca", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".
La lumachina Barbara
Ogni anno, in una calda sera d’estate e sotto un fitto tappeto di stelle, nel bosco “L’Incanto” si tiene la tanto attesa gara podistica aperta a tutti gli animali del luogo. Il percorso, più o meno lungo ed articolato, vede un solo vincitore, a cui spetta un premio costituito da gustose provviste corrisposte per tutto il periodo invernale.
Ad ogni animaletto del bosco iscritto viene consegnata una pettorina con impresso un numero. La sera, all’apertura della manifestazione, c’è una lunga colonna di partecipanti: Ada, la volpe rossa, Chris, il lupetto, Puff, il gufo, Tommy, il coniglietto nero, Puntino, il riccio, Sonia, la farfalla colorata, Agilino, lo scoiattolo, Erich, il serpentello…
All’improvviso, tra i gareggianti, si leva una fragorosa risata. Alla fine della fila, pronta a partecipare più tenace e convinta che mai, c’è Barbara, la lumachina del bosco.
Una ricetta speciale
In cima a una collina nella sua casetta, vive Eunice la strega.
Fa incantesimi, prepara filtri e pozioni, lette nei suoi preziosi libri di magia.
Attenzione però!
Le pozioni delle streghe hanno ingredienti un po’ speciali: ali di pipistrello, code di topo, bava di lumaca, peli di ragno peloso!
Non è molto piacevole sentirne parlare, tuttavia i più scontenti sono proprio i piccoli aiutanti della strega: i ragni e i pipistrelli, i topi e le lumache!
“Non ne possiamo più di rimanere senza coda!” si lamentano i topi.
“Non dirlo a noi” dicono i pipistrelli, “senza ali non possiamo volare e non ci piace andare in giro a piedi!”.
Il giorno senza sorriso
Oggi è un giorno diverso dagli altri, a partire da questa mattina: mi sono svegliata male, senza il cinguettio degli uccellini sul pioppo davanti alla finestra della mia camera.
A questo punto sono andata ad affacciarmi ad essa e, alzando lo sguardo, non vidi un cielo di un azzurro limpido, come mi aspettavo, ma un cielo plumbeo, senza nuvole, solo grigio.
Mi vestii e me ne andai a scuola con un po’ di malinconia, perchè quel colore non mi dava serenità.
Schioccato mezzo giorno incominciai a vedere una gocciolina seguita da altre che si tuffavano nelle pozzanghere con un leggero tic – tic che aumentava sempre di più.
