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Tutte le fiabe che parlano di "lavoro"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "lavoro", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

pane tobia

Il pane di Tobia

C’era una volta, in un piccolo villaggio circondato da colline dorate, una nonna di nome Rosa, conosciuta da tutti per il suo sorriso buono e per il profumo di pane che usciva ogni mattina dalla… 

Ugo, il barista speciale

In una piccola cittadina viveva Ugo, un ragazzo speciale. Era timido, introverso, e non era facile che facesse amicizia, anche perché aveva la sindrome di Down. A scuola era visto come un “diverso” dai suoi… 

La leggenda del lavoro

C’era una volta … un castello in riva a un fiume, immerso in un meraviglioso parco con alberi e prati. Nel castello viveva una bellissima principessa che però era sempre triste e depressa. A nulla… 

Il mostro che amava le ciambelle

Al luna park dei mostri, la cuoca cucina ottime ciambelle, ma Mostro Blu arriva sempre in ritardo. “Le ciambelle sono finite” annuncia la cuoca e Mostro Blu va via deluso. Un giorno la cuoca decide:… 

Papà e nonno asino

Al mercato papà asino ha un bel lavoretto, tira lieto un bel carretto con  la frutta e attende la prenda il venditore. Tutti i bambini vogliono giocare con lui e lui è molto felice. “Se non… 

il venditore di scarpe

Un anziano venditore di scarpe amava tanto fabbricare scarpe di ogni tipo, le realizzava con tanto amore e, con le forme più disparate. Amava soprattutto realizzare scarpe per bambini, infatti, egli amava molto i bambini,… 

La tuta blu

Un tempo di tanto tempo fa …

Una giacca di un gran tessuto pregiato, e con tanti bottoni dorati, durante la sua quotidiana e serena passeggiata in compagnia del suo amico sigaro, vide sulla strada una tuta blu tutta stracciata e piena di buchi.

Essa era seduta a terra, con le spalle riverse su un cancello di una fabbrica appena chiusa e aveva il viso tutto rigato dalle lacrime.

Era disperata e chiedeva aiuto! Necessitava al più presto di un pò di tessuto per riparare i propri strappi – l’inverno era alle porte e sarebbe morta sicuramente dal freddo.

L’elegante e sensibile giacca si commosse e cercò in tutti i modi di aiutare la povera tuta.

La scuola dei grandi

Anche i grandi a scuola vanno
tutti i giorni di tutto l’anno.
Una scuola senza banchi,
senza grembiuli nè fiocchi bianchi.

E che problemi, quei poveretti,
a risolvere sono costretti:
“In questo stipendio fateci stare
vitto, alloggio e un po’ di mare”.

I dodici mesi

C’era una volta un vedovo con una figlia, di nome Marouckla, che si era risposato e, dalla seconda moglie, aveva avuto un’altra figlia, Helen. Presto egli morì e la vedova mostrò di odiare Marouckla, che era più graziosa di sua figlia.

Marouckla non capiva questo odio, non comprendeva perché la matrigna fosse sempre arrabbiata con lei, ma sopportava in silenzio i lavori più pesanti che le venivano ordinati: pulire le stanze, cucinare, lavare, cucire, filare, tessere, portare il fieno, mungere la mucca…

Helen, invece, non faceva niente, era sempre ben vestita e passava da un divertimento all’altro.

Il mostro delle ciambelle

Sapete perché le ciambelle hanno il buco? È una storia molto antica, che i pasticceri tengono segreta…

Tanto tempo fa esisteva un mostro assai dispettoso e molto, molto goloso, che prendeva d’assalto le cucine dove si preparavano dolci: entrava di soppiatto, e… GNAM!!! Biscotti, torte farcite, budini, caramelle, cioccolatini, cornetti…  Divorava tutto con grande avidità.

A quel tempo, le ciambelle erano dei soffici panini pieni di un ripieno squisito, il più buono mai creato al mondo, che a dire il vero era anche il preferito del mostro.

Ogni volta che i pasticceri tornavano in cucina non trovavano più niente, così con i clienti dovevano inventare mille scuse e dire che non c’era nulla da vendere.

Temendo di rimanere senza lavoro, i più grandi Mastri Pasticceri si riunirono per trovare una soluzione. “Non si può continuare così! Dobbiamo fare qualcosa!”.

Clicca su “Leggi tutto” per la video fiaba!

Eroismo sul lavoro

L’eroismo non si deve cercarlo soltanto nella lotta cruenta e nelle morti disperate. In ogni ponte ferroviario e in ogni edificio che oggi si fabbrica, sui treni delle ferrovie e sulla tolda dei navigli, nei… 

Il canto dei negri

Lungo le rive del fiume Mississippì si stendono vastissime pianure dove cresce il cotone, una piantina che quando fiorisce, regala ad ogni suo fiore un batuffolo di bambagia, candido, morbido, delicato.

Quando i campi di cotone sono in fioritura sembrano coperti di neve e non se ne vede la fine, tanto sono estesi.

Donne e uomini dalla pelle nera vanno tra quelle piantine sotto il sole ardente, dalla mattina alla sera. Staccano un batuffolo per volta e riempiono sacchi e sacchi, mentre la loro fronte si bagna di sudore.

Quanta fatica!

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