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Tutte le fiabe che parlano di "halloween"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "halloween", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

giovani streghe riti damore

Giovani streghe, riti d’amore

In un castello, nella, cittadina di Halloween, tre giovani streghe, non male ed eleganti; compiono riti d’amore e filtri che offrono in ampolle. Tre sorelle molto corteggiate; Esperanta, Miranda, Speranza. Esperanta non riesce molto con… 

Il fantasma che trema dal freddo

Nelle giornate molto fredde, c’è un solo fantasma che fa sorridere, non fa nemmeno paura si chiama Frolla. Frolla ama molto i dolci e lascia ogni volta una piccola zucca con caramelle alla porta di… 

Filastrocca di Halloween

Paura del buio paura del lupo

Paura del cielo che si fa cupo

Fulmini e saette mi fan spaventare

A nanna non riesco più ad andare

Orchi e mostri, magiche pozioni,

Halloween

Mi son nascosta per non
farmi trovare
nella notte di halloween
circolano fantasmi
sono usciti
da poco dalle loro tombe
si trascinano pesantemente
fanno rumore, ringhiano
ho paura!

la strega alla festa delle zucche

Strega stregona, strega stregassa

con la scopa nel cielo sorpassa,

con un rombo chiaro e deciso

con tutta l’aria nel suo naso storto e nel viso.

Bella lei gira con il gatto nero:

è la mia strega! Dico sul serio.

Ciao sono io….

Proprio io….

Mi reco alla festa delle zucche e di Ognissanti

e sino a gennaio di lavoro ne mando avanti,

La strega Birbarella e Halloween

C’era una volta la Strega Birbarella che viveva nel paese di Semprenotte! 

Ma Birbarella era davvero una birba! Ed è per i suoi scherzi che nacque la notte di Halloween il 31 ottobre…

Non ci credi? Ascolta questa storia!

Clicca su “Leggi tutto” per vedere  il video.

La festa dei morti // Giovanni Verga

Nella collina solitaria, irta di croci sull’occidente imporporato, dove non odesi mai canto di vendemmia, né belato d’armenti, c’è un’ora di festa, quando l’autunno muore sulle aiuole infiorate, e i funebri rintocchi che commemorano i defunti dileguano verso il sole che tramonta. Allora la folla si riversa chiassosa nei viali ombreggiati di cipressi, e gli amanti si cercano dietro le tombe.

Ma laggiù, nella riviera nera dove termina la città, c’era una chiesuola abbandonata, che racchiudeva altre tombe, sulle quali nessuno andava a deporre dei fiori. Solo un istante i vetri della sua finestra s’accendevano al tramonto, quasi un faro pei naviganti, mentre la notte sorgeva dal precipizio, e la chiesuola era ancora bianca nell’azzurro, appollaiata come un gabbiano in cima allo scoglio altissimo che scendeva a picco sino al mare. Ai suoi piedi, nell’abisso già nero, sprofondavasi una caverna sotterranea, battuta dalle onde, piena di rumori e di bagliori sinistri, di cui il riflusso spalancava la bocca orlata di spuma nelle tenebre.

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