Tutte le fiabe che parlano di "diversità"
La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "diversità", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".
Anch’ io sono speciale // Video fiaba
Oggi la mamma ci ha portato a giocare nei giardinetti. E’ divertente incontrare là tanti amici.
Mio fratello corre dietro al pallone e corre fortissimo insieme ai suoi compagni più grandi di me.
Io corro corro corro…ma non raggiungo mai gli altri perché io corro soltanto piano.
A volte cado, ma mi rialzo subito e non mi importa di cadere tante volte.
Ho voglia di giocare con i bambini e non voglio stare sola.
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Ernesto L’Onesto e il regno dei Nasilunghi.
Quando Ernesto L’Onesto nacque nei paesi dei bugiardi per i genitori fu un gran bel guaio.
“Povero bimbo, se dice sempre la verità sarà deriso, rimarrà solo, lo prenderanno in giro!”
Disse la mamma asciugandosi gli occhi sinceri.
I Nasilunghi quando udirono la notizia quasi non ci credevano.
“Come facciamo adesso, un onesto qui da noi, non sia mai!”
Il soldatino bionico
C’era una volta un soldatino di nome Billy che è stato regalato a un bambino di nome Tom il giorno di natale da suo nonno.
Il nonno di Tom “Auguri di buon natale Tom questo regalo speciale è per te, apparteneva a me quando ero bambino come te!!” Tom scarta il regalo e apre la scatola dall’aspetto antico ma ben tenuto. Era un bellissimo soldatino di legno. Tom fu molto contento del regalo, lui ama i soldatini né ha una colezione bellissima.
Tom: “Grazie nonno è bellissimo lo metterò insieme agli altri soldatini così può fare amicizia con gli altri miei amici soldatini!!”
Tom aveva molta fantasia amava parlare con i suoi giocattoli. Il Soldatino Billy si sentiva solo in quella stanza, non conosceva nessuno, era tutti soldatini belli e forti ma lui non si perse d’animo e cominciò a provare a fare amicizia con loro.
Il brutto anatroccolo // Video Fiaba
Testo: Lucia Bazzi
Voce recitante: Marco Amodio
Illustrazioni: Silvia Carbotti
Un giorno d’aprile vicino a uno stagno,
mentre dei cigni facevano il bagno,
da un uovo dischiuso uscì un bel pulcino,
di color scuro un po’ biricchino.
La mamma lo vide e disse: “Povera me,
tu non sei mio figlio, sai il perche´?
Le mie piume son bianche come la neve
e il mio collo è lungo, mentre il tuo è breve.
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Rebecca, l’allodola da un’ala sola
C’era una volta una giovane allodola dai begli occhi viola, di nome Rebecca.
Perduta un’ala durante il volo, anche se storpia e costretta a nutrirsi solo di semi e tanta, tanta acqua, non aveva mai smesso di cantare, ugualmente orgogliosa di riempire col suo bel cinguettio il creato.
“Ma con un’ala sola!”, “Devi ammettere che non è una così gran cosa!”, “Ma non si può guarire?” ,”Che peccato!”
E lei trillava, frullando la sua unica ala “Ma sulla roccia?”, “Il cielo non ti manca?” e cantava ancora di più, cantava, cantava: melodia d’amore d’impareggiabile bellezza.
Fata fiore
C’era una volta due sorelle rimaste orfane sin dall’infanzia: la maggiore bella quanto il Sole, diritta come un fuso, con una gran chioma che pareva d’oro; la minore così così, né bella né brutta, piccina, magrolina e zoppina da un piede. Per la sorella, non aveva nome: era semplicemente la zoppina.
La vecchia nonna, da cui erano state raccolte in casa, non avrebbe voluto che costei la chiamasse sempre con quel nomignolo:
– Che colpa n’ha, la poverina? È mancanza di carità rammentarle il suo difetto.
– O se è vero ch’ella è zoppina! Non me lo invento io.
E la cattiva rideva, per giunta.
Si fosse pure contentata di maltrattarla con quel nomignolo soltanto! Non sarebbe stato niente, perché la zoppina non se ne faceva, come se non dicesse a lei. Il peggio era che la maltrattava anche coi fatti, quasi non fosse stata dello stesso suo sangue, ma una serva.
