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Tutte le fiabe della categoria "Le vostre fiabe"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi appartenenti alla categoria "Le vostre fiabe", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

Breve storia del Fantasma Formaggino

Nella torre più alta del Castello Magico Diroccato, il Fantasma Formaggino vagava senza pace, solo e pensieroso. Aveva un’aria malinconica e lontana, e si teneva la testa pesante e dolorante (pensava troppo) con la mano, fluttuando a mezz’aria.

Quale onta, quale smacco, quale disdetta essere un fantasma a metà!

Si sentiva incompleto, proprio uno scherzo della natura. Gli altri fantasmi erano nati per terrorizzare le persone, e svolgevano il loro ruolo con orgoglio e impegno.

Formaggino non avrebbe mai potuto spaventare qualcuno con quel nome e quell’aspetto: era piccolo e paffuto, e faceva tenerezza più che paura, simpatia più che terrore.

colibri-farfalla

Il colibrì e la farfalla

Nella foresta, equatoriale, il, sole caldo il suo cielo,
non vuol salutare, tra le piante un piccolo animale,
vola elegantemente, tra svolazzanti farfalle, il colibrì’
loro amico di ogni di’.

–Piccolino sempre puntuale, 
esclama,una grande farfalla, -risponde l’animale
ho fame ho caldo,odio il temporale.- Datti pace per oggi, 
non verrà a disturbare,

Il dolce di Latte

Circa 200 anni fa i Criollos, gli antichi argentini, lottavano per l’indipendenza dal dominio spagnolo e si riunivano segretamente per escogitare un piano di liberazione del Paese.

Il signor Mariano, uno dei capi dei criollos, ospitava spesso gli amici per parlare del futuro dell’Argentina e visto che si era ormai vicni all’indipendenza, selse di riunire tutti i capi criollos per una cena nella quale si sarebbero prese molte decisioni importanti.

Chiamò allora Milagros, la suo domestica, che era anche un’abilissima cuoca e le disse: ” Deliziaci con le tue prelibatezze perchè questa sera io e i miei ospiti dovremo affrontare scelte molto importanti per la nostra patria! E sopratutto, concludi la nostra cena con uno dei tuoi dolci più squisiti”.

Il viaggio di Cristoforo Colombo

L’equipaggio di Cristoforo Colombo ormai era stanco. Da molto tempo viaggiava fra cielo e mare. La terra non appariva mai. Un giorno, finalmente, un marinaio scorge sulle onde un ramoscello verde. Un altro vede un uccello in volo ed esclama: – Se c’è l’uccello, c’è il nido. Se c’è il nido, la terra è ormai vicina, compagni!-

L’Ammiraglio scruta l’orizzonte e dice: – Fate buona guardia, ragazzi! Il primo che vedrà la terra e ne darà l’annuncio, avrà in premio mille monete d’oro dal re di Spagna.-

Gli occhi di tutti si fissano all’orizzonte, ma la notte scende di nuovo prima che qualcuno abbia potuto vedere la terra.

L’occhio di Cristoforo Colombo scruta nell’oscurità profonda. Ecco appare da lontano una tremula luce.

Ora appare e poi scompare: sembra un piccolo fuoco.

I Tre Porcellini e la gara di ballo

Ezechiele Lupo era ricoverato al reparto Grandi Ustionati presso l’ospedale San Fulgenzio del bosco di Rivaviva. Fasciato dal muso alle zampe.

Da una ventina di giorni ormai si trovava lì, in quelle condizioni. Quotidianamente il fratello e la paziente signora Giancarla, la sua governante, andavano a trovarlo per imboccarlo e tenergli un po’ di compagnia.

Ruffo il fratello gli portava i giornali, Giancarla gli preparava dei sughetti e delle creme delicate, perché Ezechiele non poteva masticare.

Il Natale della piccola fiammmiferaia

– Brrr! Che gelo! Tu guarda se mi tocca fare gli straordinari anche la sera della Vigilia! E tutto per colpa di quello sfaticato di Oliver Twist, che il diavolo se lo prenda! Accidenti a quel Dickens… Che freddo..- brontolò Calpurnia, la piccola fiammiferaia, dirigendosi nel piazzale del paese.

Era la gelida notte della vigilia di Natale, e la bambina aveva una borsa di juta stracolma di scatole di fiammiferi, ben consapevole che non sarebbe riuscita a venderne nemmeno uno. Quale pazzo furioso si sarebbe sognato di uscire di casa proprio Quella sera, con Quella neve e Quel gelo?

– Intanto la lavata di capo e le cinghiate del principale me le piglio io!- esclamava furibonda Calpurnia tra sé e sé. Era una bimbetta di sette anni attiva e molto sveglia per la sua età, le disgrazie della vita l’avevano fatta crescere troppo in fretta.

Quanto avrebbe voluto essere al calduccio sotto le coperte con una tazza di brodo (l’unico lusso che si poteva concedere, solo in alcune occasioni, però), o magari davanti a un bel fuoco scoppiettante, a cantare carole e recitare poesie come tutti i bambini della sua età.

Il bell’anatroccolo

Il cigno Paolo nacque in una tempestosa notte di febbraio.

“Febbraio Febbraietto, corto e maledetto” ripeteva sempre mamma cigno.

E fu accontentata. Dovette ripararsi dietro a un cespuglio perché la pioggia battente avrebbe inzaccherato le sue uova.

Cessò la bufera, mamma cigno si addormentò dopo aver deposto le uova.

Passò del tempo e queste si schiusero.

La storia del cibo

Tanto tempo fa, vivevan due amiche, chiamate con i nomi delle lor pietanze preferite. 

Carbonara e Tartina avevano un legame speciale, che nessuno era in grado di spezzare.

Nella loro città, chiamata Martini, tutti mangiavan cibi divini.

Un giorno arrivò un temporale che costrinse le due a scappare.

Ma dove? 

Di notte tutti i gatti sono bigi

Se è vero che di notte tutti i gatti sono bigi, è proprio un bel problema.

Perché finché è giorno si riconoscono facilmente, e non corrono di certo il rischio di confondersi, ma di notte!

Di notte sono successi certi fatti da parlarne per un mese e anche di più.

Ad esempio l’altra sera, dopo aver guardato il tramonto sul fiume con tutta la famiglia, il gatto Paolone è sceso dal tetto con moglie e figliolini per andare a fare una passeggiata notturna.

Il cestino dell’uva

All’angolo della via, ogni giorno vedevo un vecchietto: stava appoggiato al muro, dalla parte del sole, a chiedere l’elemosina. Più di una volta ho cercato di parlargli, ma lui non poteva rispondermi perchè era muto. Aveva due occhi celesti piccoli e ridenti.

Quando mi vedeva da lontano, cominciava a sorridermi e mi faceva festa con gli occhi e con le mani.

Un giorno si fermò vicino al vecchietto un furgoncino, dal quale un garzone scaricava cassette di uva fresca venuta dalla campagna. Il garzone le portava in un negozio accanto. Mentre il vecchietto guardava quel lavoro, gli occhi gli brillavano ed io pensavo: – Quanta gente in questo mese va a vendemmiare! Forse questo poveretto ricorda qualche vendemmia fatta con gli amici quando era giovane.

Il boa e il vecchio

Un giorno i giovani di un villaggio decisero di mettere a morte tutti gli anziani poiché le persone ormai vecchie erano un peso per l’economia del villaggio.

L’unico dubbioso sul da farsi era un ragazzo di nome Asingo che, orfano di madre, non aveva intenzione di perdere anche l’amato padre per colpa dei suoi coetanei poco giudiziosi.

Così decise saggiamente di nascondere il vecchio genitore presso uno zio che stava nel villaggio vicino.

La notte seguente tutti gli anziani del villaggio di Asingo furono uccisi e la mattina si celebrarono i funerali solenni e le sepolture.

Passarono i mesi e il ragazzo spesso andava di nascosto a trovare il padre.

Storia del pesce fuor d’acqua

Un pesciolino, stanco di vivere nel mare, guizzò fuori per vedere com’era il mondo sulla terraferma.

Si guardò intorno, vide una tranquilla spiaggetta, e concluse che si poteva fare.

Il pesciolino fuor d’acqua decise di farsi un giretto al Luna Park, aveva proprio voglia di divertirsi.

Intanto negli abissi si chiedevano tutti che fine avesse fatto Alfredo (questo era il nome del pesciolino). Il polpo Casimiro era felice perché era in debito con Alfredo di mille conchiglie, avendo perso una partita a carte. La murena Dacia era depressa perché non sapeva più chi spaventare. L’ostrica Cecilia, una gran chiacchierona, non sapeva più con chi parlare.

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