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Il Labrador e il Grillo

Leo, labrador color miele, osserva il piccolo grillo Gino accanto a un cespuglio in un giardino al tramonto

C'era una volta un giovane labrador dal pelo color miele. Si chiamava Leo.
Per tanto tempo aveva conosciuto solo la solitudine. Era stato abbandonato e ogni sera guardava il cielo chiedendosi se un giorno qualcuno lo avrebbe amato davvero.
Poi, un mattino, accadde qualcosa di meraviglioso.
Una famiglia dal cuore grande lo accolse in casa. C'erano una mamma, un papà e due bambini che lo riempirono di carezze, giochi e coccole. Per la prima volta Leo capì cosa significasse sentirsi al sicuro.
Eppure, ogni sera, quando il giardino si riempiva del profumo dei fiori, sentiva un piccolo «cri… cri…» provenire da un cespuglio.
«Chi sei?» domandò incuriosito.
«Sono Gino, il grillo del giardino!» rispose una vocina allegra.
Da quella sera nacque un'amicizia davvero speciale.
Ogni notte Gino raccontava a Leo le storie delle lucciole, delle farfalle che dormivano tra i petali e della luna che vegliava su tutti gli animali.
Leo, invece, parlava della sua nuova famiglia.
«Sai, Gino… pensavo che nessuno mi avrebbe più voluto bene.»
Il piccolo grillo si avvicinò con un saltello.
«Chi ha sofferto sa amare ancora di più. E tu hai un cuore immenso.»
Passavano i giorni e nessuno riusciva a capire perché il labrador, ogni sera, si sedesse sempre vicino allo stesso cespuglio.
I bambini sorridevano.
«Forse sta ascoltando una favola.»
E avevano ragione.
Una notte arrivò un forte temporale. Il vento era così potente che il piccolo grillo non riusciva più a restare tra l'erba.
Leo lo vide in difficoltà.
Con delicatezza si sdraiò davanti al cespuglio, creando un riparo con il suo grande corpo. Rimase lì, sotto la pioggia, finché il temporale non passò.
«Mi hai salvato!» disse Gino con gli occhi pieni di gratitudine.
Leo sorrise.
«Gli amici fanno questo.»
Da quel giorno il grillo accompagnò ogni sera il suo amico con il suo allegro canto.
La famiglia continuava a vedere Leo guardare quel cespuglio con dolcezza, senza sapere che lì viveva il suo più piccolo e fedele amico.
E quando qualcuno diceva che un cane e un grillo non potevano essere amici, il vento sembrava portare un leggero «cri… cri…», mentre la coda di Leo iniziava a scodinzolare felice.
Perché il cuore degli animali non conosce differenze di grandezza, colore o specie.
Conosce soltanto una lingua: quella dell'amore.

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