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Tutte le fiabe della categoria "Fiaba"

Tutte le fiabe, dalla più recente …

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Il piccolo ciottolo bianco

Il bosco profumava di muschio e Francesca si divertiva ad ascoltare il fruscio delle foglie al suo passaggio. Per questo camminava pestando i mucchietti di foglie che le si paravano innanzi e ogni volta sottolineava con un gridolino la gioia che il suono emesso da quel suo saltellare le procurava.

L’aria le solleticava il nasino e Francesca ogni tanto emetteva brevi starnuti che richiamavano le premure della sua mamma: «Che dici – si rivolgeva al marito – avrà freddo?»

E il papà rispondeva: «Non penso, fa caldo. Sarà forse un po’ allergica?»

Notte Tricolore … scocca l’amore

Sono passati molti giorni da quando Imon è arrivato nell’aula di scienze e lui si è ormai abituato alla presenza del distinto signor Microscopio, della superba pianta di Patata e di tutti gli altri strani oggetti che lo circondano.

Ha capito che i bambini entrano ed escono da quella classe sino a quando il suono della campanella non dichiara che per quel giorno tutti possono andare a casa.
E’ quello il momento che Azu e Gìa, i suoi simpatici amici uccellini, scelgono sempre per venirlo a trovare e riferirgli ciò che avviene nel mondo di fuori.
Da alcuni giorni Imon sentiva che in lui stava avvenendo qualcosa di strano.

Avventura di un calzino spaiato

Mummy al mercato aveva visto un paio di calzini scuri… il prezzo era conveniente forse perché ai bambini non piacciono tanto in tinta unita e senza neanche un disegnino od un logo qualsiasi.
Lei li aveva comperati sperando che piacessero a Boy che ultimamente voleva sentirsi grande.
Aveva fatto benissimo, mai regalo era stato più gradito e Boy li aveva subito indossati con orgoglio.
Super felici erano stati anche i calzini scuri che ormai da troppo tempo sostavano dimenticati sulla bancherella tra i tanti dai colori sgargianti.

Senza parole

Al di là delle alte montagne, esiste un paese dove gli abitanti non parlano mai. Questo non perché non ne siano capaci, ma semplicemente perché hanno smesso di farlo.

Un giorno di primavera, arrivò in villeggiatura Fabian, un ragazzino che al contrario degli altri, parlava sempre.

Sceso dal treno, cominciò a salutare tutti quelli che incontrava. Senza mai avere risposta. Gli effetti del suo comportamento furono differenti: chi sorrideva, chi si stupiva e chi s’innervosiva.

Il giovane, non capiva perché nessuno gli rispondesse ed invece di smettere, continuò ponendo mille domande.

La leggenda di Piero e Sara

Sono sola nella mia stanza. Distesa su questo mio letto morbido e privo di calde coperte che mi hanno tenuto compagnia durante l’inverno. Fisso il soffitto costellato di stelline fosforescenti mentre stringo tra le mani una “penna” magica, una penna che dovrà darmi la forza di scrivere una storia mai sentita, una storia che si unirà a quelle di Tristano e Isotta, Lancillotto e Ginevra, Romeo e Giulietta ed infine Abelardo ed Eloisa.
E’ primavera. Fuori dalla finestra provengono grida di bambini che giocano a pallone. Se solo sapessero cosa ho visto e sentito, smetterebbero di far rimbalzare su e giù quella palla e muti come angeli mi ascolterebbero come se fossi un cantastorie medievale…….

La lezione del professore di filologia era appena terminata ed io stavo per andarmene quando all’improvviso sentii una voce alle mie spalle:
-“Signorina Lo Bianco, aspetti le devo parlare”
Mi girai di scatto un po’ stupita nel sentire la voce del mio professore che pronunciava il mio nome.
-“Ho letto ieri sera la sua ricerca e devo dire che mi ha colpito molto, tuttavia mi sono reso conto che lei non ha per niente citato un libro fondamentale per i suoi studi su Brinx”
-“Mi scusi professore, ma ho provato a cercare il testo al quale lei allude, nelle varie biblioteche che la nostra città offre, ma con risultati deludenti”.

Il profumo dell’inverno

C’erano una volta, tanti e tanti anni fa, tre bambine. Erano tre sorelline che si volevano molto bene e abitavano, con la loro famiglia: papà, mamma e nonna, in una vecchia casa nel cuore di una piccola e graziosa città.

Era una casa a tre piani che stava su perché si appoggiava alle altre case vicine che, come lei, erano piene di acciacchi. Erano delle vecchie, nobili signore un po’ decadute e senza possibilità di restauro per quell’epoca. I muri erano scoloriti, scrostati, un po’ rigonfi per l’umidità che veniva dai pluviali rotti. Le finestre con le griglie screpolate, non sempre chiudevano e per di più bisognava usare molta prudenza perché un colpo più forte avrebbe potuto scardinarle.

Ogni piano aveva tre finestre che si aprivano sulla via e una era finta, non si sa perché.

L’ingresso del vecchio stabile era una piccola porticina che dava su un lungo e stretto corridoio di mattonelle bianche e nere dal quale si dipartivano le scale. C’era nel corridoio un caratteristico odore stagnante a causa del retrobottega dell’oste e del formaggiaio. In fondo all’angusto corridoio, dietro ad una cancellata perennemente chiusa, vi era un cortiletto infossato nei muri delle case adiacenti. Quel cortile racchiudeva i sogni di libertà di quelle bambine, costrette a guardare dall’alto uno spazio a loro sempre negato.

Chissà…

Quando luglio infuocava i pomeriggi
nel cortile sonnolento
e i panni stesi inaridivano al sole
mi sedevo sul gradino più basso
ad osservar le formiche
fare scorte di cibo
per il prossimo inverno.
La tana era lì
proprio accanto al gradino
e vi si affollavano in tante
in entrata e in uscita.

Fiore e la regina luna (terza parte)

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Una dolce melodia invase la camera fiorita di Fiore. La bambina fatata si alzo e guardò al di là della balaustra, e lo spettacolo che la colse fu incantevole, le fate dei fiori danzavano da un fiore all’atro le farfalle volavano al ritmo della dolce musica, guardo le nuvole tinte un delicato oro, e i fiori dai colori sgargianti, Fiore ricordò cosa aveva detto la regina Luna aveva detto “Ciò che è nascosto si mostri, che la porta del mondo fiorito appaia, e che la fata dei fiori possa entrarvi per dargli nuova vita”; Fiore si chiese cosa la regina intendesse con nuova vita, sembrava tutto così perfetto, poi guardò meglio e noto che solo i fiori appena nati erano belli, quelli che avevano qualche ora erano già scoloriti e stavano perdendo i petali, sentì nel cuore un intensa tristezza, lei era la fata dei fiori, al meno era quello che lei aveva capito, dalla formula pronunciata dalla regina.

Stava ancora riflettendo su quelle parole quando una delle piccole fatine le si avvicinò e le sussurrò:«Vieni a ballare con noi», poi con la sua piccola manina prese un dito tirandola, subito altre fatine seguirono il suo esempio, Fiore le segui docilmente e non appena fu in mezzo al loro i suoi piedi cominciarono a muoversi sotto l’incantesimo della musica del dolce flauto.

Nel paese dei maiali volanti

Lo sapevi che anche i maiali volano? Proprio così! Basta andare nel paese dei maiaili volanti, dove sono felici tutti quanti:
ogni abitante ha la propria casetta o il proprio nido sull’albero in vetta…
Contributo realizzato da “La Nave di Clo”, in collaborazione con Bambù magazine.
(Clicca su “leggi tutto” per guardare il video).
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