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Tutte le fiabe della categoria "Filastrocche e poesie"

La filastrocca, la poesia a forma di fiaba! Giocare con le parole inseguendo la propria fantasia.
Divertitevi con noi ed inviate le vostre idee.

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Ninna nanna…

Ninna nanna
Ninna nanna

Dolce, bimbo mio

Angioletto, bel pulcino

Ninna nanna
Ninna nanna

cuore di panna

Passerotto col petto rosso

Su un balconcino di una casetta, piccina piccina
c’èra un vaso piccino piccino
ogni sera un passerottino
piccino piccino, portava una gocciolina
piccina piccina, d’acqua

col suo becco, piccino piccino
 innaffiava la terra e la copriva

con le sue ali caldi
Aspettava che il semino

Un cinematografo per amico

Qui tutte le puntate.

Ora i due compagni inseparabili riprendono il cammino 
e in men che non si dica Eletta conduce Doriano in un piccolo cinematografo di Milano.
«Oh che meraviglia – dice Doriano – allora è questo il decantato mondo di celluloide, da tempo sognato
che sino ad ora avevo solo immaginato».

«Un nuovo mondo – dice la bicicletta – comincerai a scoprire
ed io sarò per te un oracolo per capire».
Il ragazzo entra in sala proiezione e diventa subito parte dell’azione.
«I film – dice Eletta – non saranno per te solo un miraggio,
d’ora innanzi la voce fuoricampo del mio amico ‘Cinéma’ ti porterà dalla fantasia alla ricreata realtà.

A mia figlia nel giorno del suo compleanno

Impaziente nascesti in un giorno di sole
un tenero scricciolo dagli occhi cobalto.
Ti guardavo stupita nella culla di vetro
sperduta nei Pampers più grandi di te.
Scalciavi scocciata da tutti quei fili
che a volte strappavi ed erano allarmi!

Infilavo la mano dentro l’oblò
accarezzavo in punta di dita il tuo corpicino
ti leggevo le favole con voce sicura
per poi piangere a casa lontano da te.
Mia piccola dolce amata guerriera!
Ed oggi sono quattordici anni!

Helianthus

Tanto tempo fa una farfalla svolazzò intorno alla corolla
di un assonnato girasole e gli disse:
“Ti prego solare fiore, permetti alle mie ali di riposare,
prima del lungo viaggio che devono affrontare.

Non ti sarò di peso, non ti sarò d’impaccio,
leggera mi farò, a mo’ di piumaggio.
Nel ristorarmi ti potrò narrare
il motivo per cui lontano devo andare”.

Fila, filastrocchia

Fila, filastrocchia, pane magico per ranocchia
succo d’eterea fantasia per chi ti legge
e dalla plumbea quotidianità vola via.

Parole rimate, parole cantate, parole che ad un tenero cuore parlate
melodiosa è la vostra poesia che ridona fanciullesca anima
ad ogni stanca mente, a tanta trista gente.

Lettura disincantata, così tu sei classificata
ma quanta pittoresca realtà, ogni studiata rima
riporta a chi la leggerà; con l’inchiostro della leggiadria verghi il bianco manto
dell’ignaro autore che ti sfoggia sulla via. 

Hai modi pacati, tocchi leggeri, lampi geniali d’arguti pensieri
la polvere del passato puoi trasformare in futuro dorato,
il nero sfumi dai cupi colori in brillanti bagliori. 

Auguri mamma

Mille rose vorrei
comprarti,

mille gigli vorrei donarti,

e vorrei portarti in mille posti

che tu guarderesti con meraviglia.

Con entusiasmo di una bambina,

Morgana, m’ama non m’ama

Morgana è bella ma non corrisposta.

Un giorno passeggiando nei prati,si accorse,
della fioritura di molte margherite, pensò
tra sé – Io farei il m’ama non m’ama, lo so,
è un’antica tradizione, forse nemmeno,
una grande emozione, ma io ancora, non
posso aspettare, e devo provare. Ne
colse una, e tranquillamente, m’ama non,
m’ama, m’ama non m’ama m’ama!!!

La zia Marta di Topolò e la paura dei ragni

In un paesetto chiamato Topolò
sui monti abbarbicato come, non lo so…

in una casa quasi diroccata,
al limitar di una stradina in salita,
che tra i vecchi ruderi pare scolpita,

vive la vecchia zia Marta
che di mestiere fa la sarta.

La solitudine di Doriano

Senza sosta, senza sosta,
avanti Doriano porta con te solo un umile ma attento guardiano:
il povero cagnolino
che sin dall’inizio ha continuato ad accompagnare il padrone,
ora si accinge con disperazione ad assistere inerme alla sua dissoluzione.

«Doriano – pensa il cagnolino Lapis – non posso lasciarti da solo ora,
tu credi di poter continuare ma la follia ti assale.
Fermati un momento,
rifletti, cosa assai strana per una mente così insana.

Una donna “fatale”

In un piccolo villaggio,
sulle rive del Ticino,
abita un ragazzo con il suo cagnolino.
Il ragazzo si chiama Doriano, un nome assai strano per un vile marrano:
piccolo, biondo, tozzo e paffutello,
all’apparir gentile e simpatico
era in realtà un grandissimo monello.
Perfido d’animo e duro di cuore cercava sempre di gettare tra i suoi compagni il malumore.
Un dì passando per la via incontrò quella che sembrava una fata buona
ma in realtà era Bertona, la strega bacchettona.

Ginevra ama i fiori

Regina Ginevra, ama i fiori, primule, ginestre, rose.

Si inoltra coraggiosamente, nei prati sola. Lo scudiere, la osserva la segue, si fa incontro.

“Maestà voi sola che fate qua? lasciate vi riaccompagni a palazzo”; l’intrepida, Regina, vuol uscire in libertà Sotto il sole, è felice, il resto chissà.

Un dì si perse pianse disperata, non trovando, la strada.

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