Tutte le fiabe che parlano di "tristezza"
La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "tristezza", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".
La storia di Raggio di Sole
Un tempo, il magnifico Sole ebbe una relazione con una stella tra le più luminose in cielo: dalla passione tra i due nacque un bellissimo fanciullo, con grandi occhi profondi come il mare e capelli sottili color biondo oro e riflessi striati di tramonto.
Il Sole fu molto orgoglioso di essere diventato padre; impiegava le ore a cullare tra i suoi raggi quel figlio adorato.
Un giorno, sbirciando sulla Terra, si rese conto che restando tra le sue calde braccia, il piccolo non avrebbe potuto fare ciò che fanno tutti i bambini, in particolare giocare, correre e saltare tra i verdi prati.
Deluso e amareggiato, decise di donare il suo pargolo alla specie umana.
La pianta della felicità
In una piccola cittadina sperduta tra le montagne viveva una bella fanciulla di nome Felicia; aveva lunghi capelli biondi graziosamente ondulati, occhi verde chiaro e un gran sorriso sempre stampato sul viso spruzzato di lentiggine rosee.
Felicia non era una ragazza ricca; viveva con l’anziana nonna in questo villaggio dimenticato dal mondo, dove non c’erano altri ragazzi della sua età e dove non aveva alcuna possibilità di frequentare la scuola, di fare sport, di andare a ballare.
Tuttavia, Felicia non era triste, anzi, era sempre allegrae sorrideva sempre. Aveva qualcosa che purtroppo nel suo villaggio mancava da molto tempo; era felice.
Ogni favola è un gioco
Ogni favola incomincia con un c’era una volta… questa inizia con un omino, tra tanti omini, in una città senza tempo, senza un dove ma sempre grigia.
Gli omini erano tutti uguali, tutti vestiti di uno stesso colore.
Stesso abito grigio, stesse scarpe, stesso cappello.
Uscivano tutti insieme la mattina, anche se tutti vivevano in case diverse, in quartieri diversi. Tutti in punto alle 7,30 chiudevano l’uscio di casa. Aprivano l’ombrello contemporaneamente, tanto pioveva sempre, e se non pioveva c’era la nebbia. Insieme salivano sul tram per andare a lavorare. Il cancello, l’edificio grande e grigio… quello era il lavoro… quella era la fabbrica.
La fata dei desideri
Celestino sedeva su uno scoglio, una seduta scomoda, ma lui pareva non accorgersene.
Stava piangendo, imprecando, maledicendo, rimuginando su una vita con poche soddisfazioni, senza slanci, senza novità, mai, con tante sfortune e mai, mai una sola volta, un momento di fortuna inaspettato.
Probabilmente tutto ciò non era molto diverso da quanto avevano passato e passano quotidianamente molte altre persone, ma si sa: non è vero che mal comune è mezzo gaudio e il dolore di vivere degli altri non può consolare, né contribuire a diminuire il proprio.
Forse, anzi certamente, non fa piacere sapere che altri soffrono, ma lascia indifferente chi è raggomitolato nei propri problemi.
La tristezza
La tristezza e’ un cane abbandonato
la gente non dona niente a quel cane
la gente piange
lacrime cadono dalla faccia di un bambino
di un’adulto e delle donne come diamanti
altre volte ti viene da piangere per la felicita’
che nasce un bambino
che adottano un cane
che le persone povere hanno una casa dove vivere
Autunno
A volte le giornate d’autunno evocano un po’ di tristezza o malinconia.
La nebbia scende e le nuvole portano la pioggia.
Ci ritiriamo nel nostro mondo e nei nostri pensieri.
Ma poi il sole ritorna riuscendo a pervadere il torpore di questa stagione,
Getta i suoi raggi lunghi fino a terra.
Filtra fra te trame degli alberi e le foglie che prendono il colore dorato.
