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Tutte le fiabe che parlano di "rispetto"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "rispetto", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

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Una piccola palla

Adri è una piccola palla, forse è rossa, forse è gialla, forse blu, oppure di tutti questi colori insieme e anche di più!

Adri sa che può rotolare, rimbalzare, correre, far dei saltelli, volare in alto su nel cielo e ridiscendere giù per terra.

Tante volte è successo, purtroppo, e tante altre succederà ancora, che delle mani grandi pensino di dare dei colpi alla povera Adri, per farla andare proprio nella direzione che decidono per lei, senca neanche chiederle cosa ne pensa.

Un colpo oggi, uno domani, “E’ proprio così che devi procedere!”, “Forza! Devi fare così!”.

Tanti colpi obbligano Adri a procedere nel modo che le mani grandi decidono, senza rispetto per la piccola palla.

Così Adri, che era una palla libera di scegliere, viene addestrata ad andare dove altri hanno deciso, per di più battendola, perchè, dandole dei colpi, si fa prima a farla rotolare dove si è deciso.

Arbor e l’albero della vita

In un piccolo boschetto di latifoglie, vicino a un misero ruscello, vi era un fiorente villaggio di gnomi. Arbor, come tutte le mattine si stava attrezzando per la raccolta delle mele mature che attendevano pazientemente di essere mangiate.

Il giovane gnomo aveva appena 110 anni, possedeva dei lunghi capelli rosso fuoco che svolazzavano leggeri attorno a un viso dai lineamenti sottili e delicati, nascosti dalla folta capigliatura si intravedevano due occhi blu come il mare che quando venivano contemplati erano capaci di far ritornare in mente vecchi ricordi felici.

Dopo aver controllato attentamente l’equipaggiamento composto da cestello, coltellino, bomboletta di insetticida biologico e un magro pranzo al sacco; si avviò lentamente lungo lo stretto sentiero che conduce alle verdi colline coltivate al di là del bosco.

La cacchina della gazza

C’era una volta una piccola capretta
ogni mattina andava nei prati a pascolare, in compagnia delle sue sorelline caprette
era una capretta molto vanitosa, voleva essere sempre elegante
e ben vestita.

Quando usciva, metteva un cappellino da sole, fatto di paglia e fieno
una magliettina ricamata a fiorellini
e per non sporcarsi le zampette, metteva delle scarpette da tennis, di colore rosa

Quando camminava si pavoneggiava tutta,
era molto bella e tutti l’ammiravano
Paperetta, l’erbetta fresca, del prato la mangiava con forchetta e coltello
per questo la chiamavano La Capretta Paperetta

Il mare

Il Mare era di buon animo. Era calmo. Rideva. Giocava con la misteriosa luna tirandosi su e lasciandosi cadere giù. Il sole lo colorava di cento colori e delle fasce d’argento lo facevano prezioso; ed ora il mare voleva che tutti gli entrassero dentro… .che giocassero con lui. Ormai erano giorni che non era più arrabbiato. Accarezzava all’ancora le barche abbandonate. Voleva essere amato. Capito. Rispettato.

Voleva essere capito innanzitutto! Rispettato quand’era arrabbiato! Lo aveva sempre detto, raccomandandosi al buon senso. Quel giorno aveva pianto a lungo. Per un’ intera notte! e poi ancora altre notti.

Il canto dei negri

Lungo le rive del fiume Mississippì si stendono vastissime pianure dove cresce il cotone, una piantina che quando fiorisce, regala ad ogni suo fiore un batuffolo di bambagia, candido, morbido, delicato.

Quando i campi di cotone sono in fioritura sembrano coperti di neve e non se ne vede la fine, tanto sono estesi.

Donne e uomini dalla pelle nera vanno tra quelle piantine sotto il sole ardente, dalla mattina alla sera. Staccano un batuffolo per volta e riempiono sacchi e sacchi, mentre la loro fronte si bagna di sudore.

Quanta fatica!

La giraffa vanitosa // Audio fiaba

Tratta da una fiaba popolare africana.

Ai limiti di una grande foresta, in Africa, viveva tra gli altri animali una giraffa bellissima, agile e snella, più alta di qualunque altra.

Sapendo di essere ammirata non solo dalle sue compagne ma da tutti gli animali era diventata superba e non aveva più rispetto per nessuno, né dava aiuto a chi glielo chiedeva.

Anzi se ne andava in giro tutto il santo giorno per mostrare la sua bellezza agli uni e agli altri dicendo:

– Guardatemi, io sono la più bella. –

Clicca su “Leggi tutto” per ascoltare la fiaba.

Mai sprezzante // Audio fiaba indiana

Il Sutra del Loto, in  sanscrito Saddharmapundarīka-sūtra, in  giapponese MyōhōRengeKyō, contiene anche la storia di “Mai Sprezzante”, qui proposta:

La storia narra la vicenda di un monaco che, sebbene schernito e maltrattato da tutti, sapeva lodare ogni singola persona poiché riconosceva in ognuno il valore assoluto dell’umanità.

Una bella fiaba, non solo per i bambini, che insegna il corretto modo di comportarsi: rispettare gli altri, vedere negli altri non solamente ciò che li rende diversi da noi ma soprattutto ciò che ci accomuna, la nostra comune natura umana diretta verso la creazione del bene.

Clicca su “Leggi tutto” per ascoltare l’audiofiaba.

Cirù,Lulù e Mariù

La Lulù è una signora molto bella e precisina ,
ha una casa piccolina ,che pulisce tutto il dì.

Sempre lustro il pavimento e gli specchi ancor di più.
La cucina …non vi dico! Il salotto è un”bigiux”.
Oggi arriva la sorella,quella matta di Mariù,
con borsetta tutta a fiori e un vestito un pò’ “frù frù”.

Pollicino

Moltissimo tempo fa, quando si filava ancora la lana, nelle campagne vivevano due poveri contadini, marito e moglie. Sebbene fossero molto poveri, desideravano moltissimo d’avere un figlio. “Pensa, moglie mia” sospirava l’uomo “come la casa… 

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