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Tutte le fiabe che parlano di "proboscide"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "proboscide", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

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L’elefante con la proboscide corta

Un elefante di nome Salim viveva nella foresta con tanti altri animali: il leone Walter, la pantera Rina, l’orso Tino e tanti altri. L’elefante era ancora piccolo ma cresceva a vista d’occhio. Mentre cresceva però, c’era qualcosa che non andava! Il suo corpo e la sua testa diventavano sempre più grandi, mentre la sua povera proboscide rimaneva piccola. 

– Mamma, ma perché io non sono come gli altri elefanti? – chiedeva preoccupato il piccolo Salim – La mia proboscide è troppo corta rispetto al mio corpo.

Parole a un elefante

Un rumore nella foresta: tra i rami degli alberi si avanza lentamente un elefante. E’ guidato da un uomo che gli siede in groppa. Trasporta tronchi di albero dalla foresta, dove sono stati tagliati alla segheria.

Basta un piccolo cenno della mano, una parola dell’uomo, perchè l’elefante prenda con la proboscide un tronco, lo posi sulle zanne tenendolo bene fermo e lo trasporti dove vuole il padrone.

Questo è il lavoro di tutti i giorni, per il guidatore e per l’elefante.

Un giorno, in cui il lavoro era stato più duro del solito, l’uomo tornò a casa stanchissimo. Durante la notte si sentì male e allo spuntare dell’alba non potè riprendere il lavoro.

Il grosso pachiderma e le formiche adulatrici

In una grande foresta, viveva una volta un elefante un po’ troppo rumoroso. Quando attraversava un sentiero, la sua massa corporea era così enorme da far tremare il terreno circostante.

E così ogni volta che passava  metteva a soqquadro tutti i formicai.

Le formiche allora, stanche di questi continui scossoni, decisero un bel giorno di andare dal grosso elefante per dirgliene quattro.

Partì allora un primo manipolo di formiche agguerrite. Arrivate al suo cospetto, lo presero, come si suol dire, di petto e cominciarono a insultarlo e a minacciarlo, ma quando l’elefante alzò di poco lo zampone il manipolo fuggì via a gambe levate.

Vista la piega che il primo tentativo aveva preso, le formiche decisero di cambiare strategia. E così mandarono incontro al pachiderma un secondo manipolo di formiche adulatrici. Arrivato al suo cospetto, le formiche adulatrici cominciarono a magnificare la sua proboscide e le sue grandi orecchie. Ad ogni complimento, il grande pachiderma pareva ammansirsi e diventare docile come un agnellino.

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