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Tutte le fiabe che parlano di "morale"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "morale", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

bue rana audio esopo

Il bue e la rana // Audio fiaba

Tratto dall’omonima fiaba di Esopo. C’era una volta una rana presuntuosa che non perdeva occasione per far vedere alle sue compagne quanto fosse diversa e migliore di loro. Se saltavano, lei cercava sempre di saltare… 

Il lupo e la volpe // Audio fiaba

Tratto dalla favola di Esopo.

Il lupo aveva con se la volpe; e quel ch’egli voleva, la volpe doveva fare, perché era la più debole; ma le sarebbe proprio piaciuto liberarsi di quel padrone. Un giorno, che attraversavano il bosco, il lupo disse: “Pelorosso, procurami qualcosa da mangiare, o mangio te”.

Rispose la volpe: “Conosco una fattoria, dove ci son due agnellini; se hai voglia, possiamo andare a prenderne uno”.

La cosa piacque al lupo: ci andarono, e la volpe rubò l’agnellino, lo portò al lupo e si allontanò.

Il lupo lo divorò, ma non era ancora soddisfatto; voleva anche l’altro e andò per prenderselo; ma lo fece in modo così goffo, che la madre dell’agnellino se n’accorse e si mise a gridare e a belare terribilmente, finché accorsero i contadini.

Essi trovarono il lupo, e a forza di botte lo ridussero da far pietà; ed egli arrivò dalla volpe urlando e zoppicando. “Mi hai giocato un bel tiro!” disse “Volevo prender l’agnello e i contadini mi hanno acchiappato e pestato ben bene”. La volpe rispose: “E tu, perché sei così ingordo?”

Il Povero Pescatore e il Grande Samurai

Il mare, quell’anno, non era stato buono: la barca con la quale ogni mattina all’alba il Povero Pescatore partiva per la pesca era stata buttata sullo scoglio all’entrata del piccolo porto durante una tempesta. Ed era andata distrutta. L’uomo si era salvato miracolosamente. Ma la sua famigliola temeva la fame dell’inverno.

Così, si era deciso, anche per le insistenze della moglie. Ed era andato in città per affidarsi alla magnanimità dell’Onorevole Grande Samurai, la cui fama di saggezza e generosità valicava i confini del Paese.

L’Onorevole Grande Samurai aveva ascoltato in silenzio il triste racconto e si era impietosito per la sorte dei tre piccoli e della moglie, che non avevano di che mangiare. Alla fine aveva concesso al Povero Pescatore un prestito. Il Grande Samurai però lo aveva avvertito: «Tra un anno, quando sbocceranno i fiori della primavera e l’aria sarà dolce di profumi, ti aspetterò nel salone del mio palazzo e mi riporterai il dovuto. Non voglio speculare: mi basta quanto ti ho dato, nessun soldo in più. Solo ti ricordo: per me gli impegni sono sacri. Non tollererò ritardi. Voglio la tua parola».

Il Povero Pescatore, commosso, si era inchinato e gli aveva dato la sua parola. Poi aveva ringraziato, benedicendolo per la sua bontà.

Il corvo e la volpe // Audio fiaba

Tratto dalla fiaba di Esopo.

Un corvo che aveva rubato un pezzo di formaggio volò su un ramo di un albero.

Una volpe lo vide e volendo per se il formaggio, si mise a lodare il corvo per la sua eleganza, la sua bellezza, gli disse che nessuno meglio di lui poteva essere considerato il Re degli uccelli, e che lo sarebbe diventato presto…

“Peccato che tu sia muto!”

Allora il corvo, per far sentire che aveva una bella voce,  spalancò il becco ed emise un grido.

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La rana e il bue // Audio fiaba

Favola tratta dall’opera di Fedro.

Una volta una rana vide un bue in un prato.

Presa dall’invidia per quell’imponenza prese a gonfiare la sua pelle rugosa.

Chiese poi ai suoi piccoli se era diventata più grande del bue. Essi risposero di no. Subito riprese a gonfiarsi con maggiore sforzo e di nuovo chiese chi fosse più grande.

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Il bove

Fiaba tratta da “Lezioni e racconti per bambini” di Ida Baccini (1882).
“Dettati nel puro e gentile idioma toscano, questi libri parlano al fanciullo il suo linguaggio, lo dilettano, lo avvezzano a vedere, ad osservare il mondo esteriore, come ad amare il bene morale” (Dalla prefezione al libro di Pietro Dazzi).

Attilio sta per finire sei anni, e a vederlo tutto assennato e composto, gli se ne darebbe anche dieci. Ha quasi l’aria di un omino. La sua passione, quando ha finito di far le cose di scuola, è di guardare i libri colle figure.

A volte la mamma gli presta un librone grosso grosso, dove ci sono disegnate tutte le bestie, tutte le piante e tutte le pietre che si trovano sulla terra. Il babbo dice che quel librone è intitolato «Storia Naturale», ma il bambino non si confonde coi titoli, e passa delle ore a guardare ora un bell’uccello dalla coda lunga lunga, ora qualche albero dalle foglie gigantesche, ora certe pietre dalle forme curiose, che sporgono dall’interno d’una grotta o rotolano dal vertice d’un monte scosceso.

Il nibbio che voleva nitrire // Audio fiaba

Tratto dalla favola di Esopo.

Un nibbio era invidioso di tutti gli altri animali, era invidioso degli uccelli dalla piume colorate come il pavone dalla splendida coda, denigrava l’usignolo perché gorgheggiava in modo melodioso, era bilioso nei confronti dell’aquila perché era più piccolo e debole del possente volatile.

Insomma tutto il santo giorno si rodeva il fegato e la sua idea fissa era quella di avere una voce più alta e acuta. Voleva educare le sue corde vocali per ottenere suoni più forti e che sovrastassero quelli degli altri animali.

Una giornata d’estate se ne stava appollaiato sul ramo di un albero frondoso a godersi un po’ di frescura. Arrivò un cavallo, tutto sudato perché aveva fatto molta fatica a trainare un carretto e voleva riposarsi e rinfrescarsi. Ma si punse con una pianta spinosa e, dal dolore, lanciò un forte nitrito.

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Il Vecchio e i Due Cavalieri

C’era una volta, tanto tempo fa, un vecchio. Abitava solo, con qualche pecora e poche galline, in una casupola ai piedi dell’Altopiano, proprio all’inizio del sentiero che conduceva in cima all’unico villaggio della regione. Davanti alla sua casetta passavano viandanti, a piedi o a cavallo, che spesso si fermavano per chiedere notizie: sulla lunghezza e la difficoltà del sentiero e il tempo necessario a percorrerlo.

Un giorno si presentò un giovane cavaliere.

Il vecchio era seduto fuori, a godersi il sole dolce del pomeriggio avanzato. Il giovane fermò il cavallo e si toccò il cappello in segno di saluto. Nonostante la polvere, traspariva una faccia allegra, aperta, accattivante: «Non so più le miglia che ho percorso dall’ultima città. Ma prima che faccia buio devo salire al villaggio. E’ questo il sentiero, vero buon uomo?».

Koan e la civetta Yinyang

C’era una volta un imperatore che aveva tre figli che gli volevano un gran bene.

Il primogenito si chiamava Karl, il secondo Kali e il più piccolo Koan. L’imperatore era malato da tantissimi anni e, per cercare di guarire, aveva chiamato i migliori medici da tutto il mondo alla sua corte. Stanco dei vani tentativi di sconfiggere la malattia, si rassegnò e decise di prendere le medicine che gli aveva prescritto il medico che gli era sembrato fosse il migliore.

Un giorno si mise a riflettere a lungo sul fatto che ognuno dei medici che l’avevano visitato aveva prescritto una cura diversa da quella di tutti gli altri, e si chiese: “Ma se due medici prescrivono due cure differenti, non è possibile che uno dei due sbagli cura? E se i medici che mi hanno visitato hanno tutti prescritto cure diverse, non potrebbe essere che abbiano sbagliato tutti? Forse è per questo che non riesco a guarire, mah, speriamo mi stia sbagliando”.

Il segreto di Grande Vecchio

Piccolo Uomo viveva ormai da due mesi con il Grande Vecchio delle Montagne.

Gli piaceva, la mattina appena sveglio, aspirare l’aria pura dei ghiacciai; sentire, appena il sole avvolgeva dolcemente le piante, il profumo intenso dei boschi; camminare lentamente, durante il giorno e soprattutto al tramonto, in vetta alla vallata e vedere, da lassù, gli uomini piccoli della città, che correvano indaffarati come formiche impazzite. E poi, non avrebbe mai smesso di ascoltare, la sera accanto al fuoco, il Grande Vecchio che raccontava, con la sua voce calda e antica, vecchie storie di divinità e folletti.

Ma il Grande Vecchio aveva insistito. L’estate si stava concludendo e Piccolo Uomo doveva riprendere la sua normale vita di bambino: i genitori, la scuola, i compiti a casa, i giochi con gli amici.

Piccolo Uomo era molto triste. Avrebbe contato i giorni: fino alla prossima estate.

Lo zaino era pronto e Piccolo Uomo stava per indossarlo.

La tartaruga e la lepre // Audio fiaba

Favola tratta dal racconto di Esopo, raccontata da Alessandra.

Un giorno una lepre e una tartaruga decisero di fare una gara di corsa.

La lepre pregustava già la vittoria, così dopo essere partita ed aver distanziato la tartaruga di parecchi metri, decise di fermarsi a riposare perché tanto sapeva di essere in vantaggio e che la tartaruga non l’avrebbe mai raggiunta.

Perciò si addormentò e dormì per parecchie ore.

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La Fata Gelsomina

C’era una volta una contadina che pianse tutte le sue lacrime per la perdita del marito, ma nessuna di esse poté ridarle lo sposo. Così, con il cuore ferito continuò a occuparsi del solo amore rimastole: il loro bambino.

Egli, benché fosse bello come il sole al mattino, aveva un difetto, quello di diventare un mostro appena un no gli veniva detto.

Gli occhi si trasformavano in due uova al tegamino, il naso lungo e rosso tale e quale a un peperoncino.

Le orecchie come cimbali s’ingrandivano e, stonati come coperchi sulla testa, rintronavano.

La bocca spalancava pari a quella dell’ippopotamo che sbadiglia e, i denti, mamma mia, con quelli del pescecane facevano pariglia!

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