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Tutte le fiabe che parlano di "fatica"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "fatica", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

comare formica1

Comare Formica

Fiaba di Luigi Capuana C’era una volta una povera donna che viveva del suo lavoro. Arrivata in un paese dove nessuno la conosceva, aveva preso in affitto una cameretta a pian terreno e lavorava, lavorava… 

Il Sole vuole fare sciopero

Era una bellissima giornata e il Sole come al solito aveva preso il suo posto, come un soldato sull’attenti, a vigilare e illuminare, le meraviglie del mondo. Ma, all’improvviso, il Sole disse: “Basta! Sono stufo… 

La lumaca cuor di leone

Ho incontrato stamattina
una lenta lumachina
che camminava verso un cuore
che  lei chiamava così : un grande Amore!!!

Il suo corpo dolce e molliccio
si faceva tutt’ uno con il terriccio
e saliva con fiducia anche la china più difficoltosa,
sapete bene che ogni cosa preziosa é davvero faticosa!

Il mugnaio, suo figlio e l’asino // Audio fiaba letta da Marco Messeri

Spesso popolate  da animali parlanti, le favole di La Fontaine sono ricche di riferimenti critici e ironici alla società del XVII secolo e sono caratterizzate da uno stile allo stesso tempo raffinato e semplice, che ha profondamente rinnovato il genere letterario della favola.

La favola è narrata dall’attore Marco Messeri ed è disponibile per gentile concessione di Emons Audiolibri.

Abbiano i Greci antichi lode d’aver scoperto
pei primi dell’Apologo l’arte e il parlar coverto,
ma sia concesso ad altri, dopo di lor venuti,
di spigolar nei campi, che quelli hanno mietuti.
Di fantasia nel regno c’è qualche terra oscura,
ove i moderni possono correre l’avventura.
Su questo bel proposito un fatterello io so,
che al celebre Racanio Malerba un dì contò.

Clicca su “Leggi tutto” per ascoltare l’audio fiaba.

Il mugnaio, suo figlio e l’asino

Abbiano i Greci antichi lode d’aver scoperto
pei primi dell’Apologo l’arte e il parlar coverto,
ma sia concesso ad altri, dopo di lor venuti,
di spigolar nei campi, che quelli hanno mietuti.
Di fantasia nel regno c’è qualche terra oscura,
ove i moderni possono correre l’avventura.
Su questo bel proposito un fatterello io so,
che al celebre Racanio Malerba un dì contò.

Questi del vecchio Orazio eredi abili e destri,
discepoli d’Apolline, a noi di stil maestri,
trovandosi una volta, soli, non so in qual parte,
in intimo colloquio di cuor, di mente e d’arte,
Racanio a dire uscì: – Malerba, o voi che tanto
viveste, e che del mondo sapete il tanto e il quanto,
avendo della vita disceso ogni gradino,
solvetemi un gran nodo intorno al mio destino.

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