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Tutte le fiabe della categoria "Le vostre fiabe"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi appartenenti alla categoria "Le vostre fiabe", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

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Ottavio e il calzino a pois blu

Il piccolo Ottavio amava la sua casetta a forma di guscio di noce … la mattina poteva scendere dal suo lettuccio e scivolare fino al tavolo della colazione senza fare un passo!

Si metteva a gambe distese e, appoggiandosi alla parete curva, approdava al suo posto di comando sulla sua seggiola preferita: “senza latte e biscotti non si può cominciare la  giornata!”, dichiarava ogni mattina Ottavio al suo fedele Pelus, un coniglietto nero come il carbone che lo seguiva dappertutto.

I vicini di casa lo avevano avvertito: “una casa a guscio di noce proprio non si era mai vista in questo quartiere!, certo è molto bella, ma vedrai quanti oggetti ti scivoleranno dalle pareti senza che tu te ne accorga!”.

Una mattina Ottavio, mentre temperava le sue matite colorate, sentì una vocina lontana borbottare: “Lo sapevo, prima o poi doveva pur capitare!, sistemati ben bene nel cassetto non si corrono rischi, ma quando quel bimbo disordinato ci lascia tutti sparpagliati per la stanza, qualcuno di noi si perde sempre!”.

Pilla la bambola

Sono solo un inutile pezzo di plastica, continuavo a dirmi, sono solo un inutile pezzo di plastica. Mi chiamo Pilla e sono una bambolina. La mia padroncina, Kelly, era molto simpatica e fino a 11 anni giocava sempre con me. All’età di 11 anni andò alla scuola media dove conobbe delle ragazze speciali e usciva di pomeriggio con loro. Mi sentivo inutile, perchè non giocava più con me.

Inutile, un inutile pezzo di plastica, continuavo a ripetermi. Sua sorella Maria aveva 8 anni. Però non era simpatica, a tutte le bambole che Kelly aveva, tagliava la testa.

Rimanevamo solo io e la mia amica Soffia (da piccola non riusciva a pronunciare una sola effe quindi la chiamo Sofia con due effe) e speravamo che risparmiasse almeno noi.

Robot e il buio

Nella città computerizzata, ogni azione sperimentata, solo la luce non arrivata.

Il buio, a sera arriva presto ed è buio pesto.

Strano però come sia semplice, far scorrere l’acqua, sfiorando il rubinetto.

Battendo le mani far avvicinare un mobile, il letto.

Toccare il muro poiché sia apra un porta.

Tutto questo, accade, già c’è ma luce dov’è I Robot, sono opere di inventori, strani signori, ora, la formula il suo ignora?

Marte arriviamo!

– Stasera c’é un cielo da neve.

Quando la mamma dice così la mattina dopo ci si sveglia che la neve c’é per davvero.

Infatti oggi fuori dalla finestra é tutto bianco e di neve ne scende ancora.

La mamma sorride: – Oggi caro il mio Arlind si resta qui, niente scuola!

A me scappa un: Evviva!

Pulcinella

D’appetito Pulcinella n’aveva molto e a tutte le ore , anche in sogno. Quando suo padre lo rimproverava, lo batteva e gli diceva:

– Infame! –

egli rispondeva proprio: – Si, padre mio, avete ragione, che’ io sono

sempre in fame e appetito, ma la colpa non e’ mia. La colpa deve essere

di questo camiciotto, il quale mi e’ tanto grande che sento sempre il desiderio di ingrassare per riempirlo.

Morto il padre, Pulcinella si risolvette a lasciare Napoli, in cerca di mangiare e di bere, perche’ con gli anni al molto appetito s’era aggiunta moltissima sete. Tanto che, quando fu sul punto di partire, ad un amico che gli chiedeva perche’ lasciasse la sua Napoli, rispose con sussiego che s’era messo a fare il mercante.

Mercante di che cosa?

L’evidenziatore rosso

C’era una volta, non si sa quando, non si sa dove, non si sa perchè, una principessa che amava disegnare.

Questa principessina si chiamava Camomilla. Camomilla amava molto il rosso. Da sempre amava disegnare solo con un pennarello rosso, una matita rossa, un colore a cera rosso, la tempera rossa e l’acquerello rosso. Mai in tutta la sua vita aveva usato un colore che non fosse il rosso.

Un giorno, non si sa quando, la regina comprò, non si sa dove, un evidenziatore rosso, non si sa perchè, ma scoprì che non le serviva a niente! Allora lo regalò a Camomilla, che subito si mise a colorare con quell’evidenziatore. Ciò che la regina non sapeva era che l’evidenziatore era indelebile.

Il campo di margherite e la vera bellezza

Al limite della città di Meraviglia, c’era un bellissimo prato ricolmo di margherite e tutte se ne stavano tranquille e beate a prendere il sole, in attesa che i contadini le venissero a raccogliere per abbellire le loro tavole.

Un giorno accadde che tra queste, ne spuntasse una diversa dalle altre.

“Come sei strana”, cominciarono a dirle “Sì, sei proprio stravagante”.

Il piccolo fiore non sapeva neppure che cosa volesse dire quella parola e quindi non ci fece caso.

Il leprotto che si era sposato

C’era una volta un leprotto che se ne andava a spasso per il verde.

“Urrà, urrà, evviva, evviva!” grida saltando e correndo; ed ecco che fece una capriola e si fermò su due zampe, in mezzo al prato.

Quatta quatta, sopraggiunse una volpe.

“Buon giorno!”, gridò il leprotto.

“Devi sapere che oggi son tanto contento perchè mi sono sposato”, le disse

“Che fortuna!”, disse la volpe.

“Proprio una fortuna no, perchè era vecchiotta ed era una vera strega”.

“Che sfortuna allora!”, disse la volpe.

“Proprio una sfortuna no”, rispose il leprotto, “perchè sposandola sono diventato ricco, lei aveva una casetta”.

Anche i cani parlano

Questa non è una fiaba, sapete, ma una storia vera. Eppure, a pensarci bene sembra una fiaba, perchè dimostra che i cani parlano…

Alcuni anni fa, in una tranquilla città, viveva un professore di anatomia. Era un brav’uomo e passava gran parte nel suo tempo all’Istituto, a studiare, a lavorare e insegnare.

Una sera, che ne era appena uscito, sentì dei guaiti lamentosi…cercò nell’ombra della strada poco illuminata e riuscì a scoprire, disteso vicino al marciapiede, un povero canino.

Era lui che si lagnava così pietosamente.

Giucca e i fiammiferi

-Giucca!…Giucca!… o Giucca!-

 

Giucca era nell’orto a mangiar fichi. Arrivò, alla fine, col passo di un papero.

-O mamma…che volete?-

-E’ un anno che ti chiamo! Và a comprare una scatola di fiammiferi di legno; ma che sian buoni. L’altra scatola tutti umidi erano: neanche uno volle accendersi. Và e provali.-

L’essenza della saggezza

Un giovane re, salito al trono dopo l’improvvisa morte del padre, era tormentato dal dubbio di non essere pronto a governare.

I consiglieri interpretavano positivamente le sue incertezze e se ne rallegravano poiché il suo umile atteggiamento presagiva il fatto che sarebbe diventato un buon sovrano: aperto al dialogo, disposto a correggere i suoi errori e ad ascoltare i pareri degli altri.

Di lì a poco il re, desideroso di istruirsi, convocò tutti i sapienti del regno. Trattenne presso di sé alcuni di loro in qualità di consiglieri e inviò gli altri alla ricerca di tutto lo scibile conosciuto, per trarne conoscenza e saggezza. I sapienti si spinsero fino ai confini del mondo e, passati sedici anni, tornarono, portando un’infinità di libri, rotoli, sigilli e simboli tanto che il re dovette far costruire una città solo per contenere tutto il materiale raccolto.

Il matrimonio del cavallo

Molto tempo fa un uomo d’affari partì per un viaggio che lo tenne a lungo lontano da casa.

Egli aveva una figlia che pativa un grandissimo dolore per la sua assenza.

Un giorno, mentre stava accudendo il suo cavallo ed era in preda alla nostalgia, la ragazza pronunciò ad alta voce alcune parole che non sfuggirono all’animale: “Sposerò chiunque riporterà a casa il mio amato padre”. Subito dopo il cavallo fuggì dalla scuderia e galoppò a lungo fino al luogo dove si trovava il padre.

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