Filastrocche e poesie

I gabbiani di Oiso

gabbiani-oiso

Canta la nenia del mare
mentre il vecchio pescatore
comincia a narrare.
-Tukadai, nobile poeta
rischiò un giorno d’annegare
nella baia di Oiso
salvato dalla splendida Kinu
se ne innamorò perdutamente.
Le chiese di sposarlo
ma lei, abile e fiera tuffatrice
rifiutò più e più volte

le nozze d’alto rango
lontano dal suo mare
non voleva stare.
Disperato, Tukadai
le scrisse l’addio
e s’annegò nelle onde
per sempre rivederla.

La giovane fanciulla
stravolta da quel gesto
ne ripescò il corpo
e sulle amate spoglie
pronunciò la sacra promessa:
Per sempre tua sarò
e mai mi sposerò
mio dolce samurai.
Possa il tuo spirito
in pace riposare.
Proferito il giuramento
uno stormo di gabbiani
mai visti nella baia
cominciò a volare in cerchio
nel punto dell’annegamento.

Per nove anni
nel tempio dedicato a Tukadai
Kinu andò a pregare
finchè
durante una tempesta
sparì tra onde e spuma.
E da quel giorno
non più gabbiani nella baia
ma un canto struggente
si leva nell’ora del tramonto.-

Tace
il vecchio marinaio
e assorto
depone le reti rammendate
nella barca
su cui a lettere d’oro
è scritto: O Kinu San.

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