Audio Fiabe

L’ombra

ombra

Racconto tratto dalla fiaba “L’Ombra“, di H.C. Andersen
Voce: Virginia Billi

Senza di lei, l’ombra, non saremmo completi.

La nostra ombra non ci dice come abbiamo gli occhi, l’ombra non ha occhi è solo una sagoma del nostro corpo. Se abbiamo un neo sulla guancia, nell’ombra non c’è. L’ombra toglie le imperfezioni, toglie le nostre caratteristiche che ci contraddistinguono dagli altri.

L’Ombra è la prima tappa del processo di individuazione  che ciascuno di noi deve affrontare per crescere come individuo.

Una sera lo straniero era seduto sul balcone; alle sue spalle nella stanza brillava la luce e quindi era del tutto naturale che la sua ombra si posasse sulla parete della casa di fronte, anzi si trovava proprio tra i fiori di quel balcone, e quando lo straniero si mosse, anche l’ombra si mosse, perché di solito succede così. «Credo che la mia ombra sia l’unica persona vivente che si vede laggiù!» disse quell’uomo istruito. «Guarda come sta seduta con garbo tra i fiori, la porta è socchiusa; adesso l’ombra dovrebbe essere tanto accorta da entrare, guardarsi intorno, e poi tornare a raccontarmi quello che ha visto. E già, dovresti farmi questo piacere!» disse scherzando. «Su, da brava, entra! Su, vai?» e intanto fece cenno all’ombra e l’ombra gli rivolse lo stesso cenno. «Sì, sì, vai, ma poi torna!» Lo straniero si alzò e anche la sua ombra sul balcone di fronte si alzò, lo straniero si voltò e l’ombra si voltò, ma se qualcuno avesse fatto attenzione, avrebbe visto molto chiaramente che l’ombra entrò in quella porta socchiusa di quel balcone di fronte, proprio nel momento in cui lo straniero rientrò nella sua stanza e lasciò cadere la tenda dietro di sé. Il mattino successivo quell’uomo istruito uscì per bere il caffè e leggere il giornale. «Che succede?» esclamò, quando fu al sole «non ho l’ombra. Allora ieri sera se n’è proprio andata e non è ritornata più; che rabbia!» (L’Ombra, fiaba di Hans Christian Andersen).

Pubblicità

Una storia nella posta

Ricevi nuove fiabe e consigli di lettura

Una volta ogni tanto, solo storie e contenuti scelti dalla redazione.

Campo obbligatorio

Il racconto continua

Potrebbero piacerti anche

Altre storie scelte dagli stessi sentieri.

Paganini non ripete

4 min

Quando Paganini, dopo un ultimo, interminabile, acrobatico geroglifico di suoni rapidissimi, ebbe terminata la sonata, nel salone del regal palazzo di Lucca scoppiò un applauso da far tremare i candelabri gocciolanti di cera e…

Leggi la fiaba

Lascia un commento Annulla risposta

Exit mobile version