Jean De La Fontaine

Il Gatto e il Topo (al Duca di Borgogna)

(Al signor duca di Borgogna che aveva chiesto a La Fontaine una favola)

Per obbedir al giovinetto principe,
al qual propizio invoco oggi il Destino,
io devo intitolar questa mia favola
il Gatto e il Topolino.

Che devo dir? dipingerò di femmina
crudele il lusinghier dolce ritratto,
che con un cor si gioca, come vedesi
col Topolino il Gatto?

O pingerò della fortuna instabile
gl’inganni, da cui tratto è il poverino,
siccome tratto a perdizion di solito
dal Gatto è il Topolino?

O canterò d’un re, che vince e domina
della Fortuna anche il capriccio matto,
che ne arresta la ruota e allegro ridesi
de’ suoi nemici come fa per celia
del Topolino il Gatto?

Ahimè! per questa strada io perdo il bandolo
e giro come ruota di molino,
se delle ciarle mie si ride il principe,
egli il Gatto sarà della mia favola
che burla il Topolino.

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