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Il Natale è un periodo magico, che da sempre ci porta in un mondo di fiaba.

La più grande raccolta di fiabe di Natale, in continua crescita ogni giorno con le fiabe classiche e le fiabe inviate da tutti voi.

I racconti di mille tradizioni che si intrecciano in questa giornata che da sempre esercita sull’uomo il suo grande fascino tra festa religiosa e festa pagana.

Da sempre ha ispirato grandi e piccoli scrittori, da Canto di Natale di Dickens a mille altre opere, ma soprattutto ha quell’atmosfera straordinaria che coinvolge ogni bambino con quello sguardo incantato.

La neve, le luci, i colori, il fuoco di un camino, ogni cosa viene avvolta dalla magia e da desideri di pace, famiglia e serenità.

Le fiabe di Natale raccontano spesso del riscatto sociale, dello “spirito del bene” che arriva a mettere fine alle ingiustizie, alle guerre e alle crudeltà.

Questi racconti sono una ventata positiva che rasserena l’anima.

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La leggenda della Befana

La notizia della nascita imminente del Salvatore si era sparsa per tutta la Palestina ed anche oltre.

I poveri, gli umili, i bistrattati, ma anche uomini potenti si misero in marcia per andare a Betlemme, dove la famiglia che aveva avuto la fortuna di ricevere l’incarico di mettere al mondo il Cristo fatto persona, si era recata per il censimento.

Andarono pastori con le loro greggi, portando doni: chi un agnello, chi una forma di formaggio di pecora, chi un piccolo sacco di grano, chi un pane appena sfornato nel forno di casa.

Dall’oriente anche tre re, così potenti da essere chiamati Magi, si misero in viaggio a dorso di cammello per andare a rendere il doveroso omaggio a colui che riconoscevano come molto superiore perfino a loro stessi, al loro prestigio e al loro potere.

Erano tre uomini giusti.

Dov’e’ il cappello di Babbo Natale

Nella casa di babbo Natale tutto era pronto: la slitta, i regali, le renne…era mezzanotte!!!

l’orologio della piazza suonò dodici rintocchi

“Senti è Natale”!!! disse Rudolf la renna

“stanotte finalmente portiamo i regali “ disse Blitzen la renna

“Ma dov’è Babbo Natale “ disse Rudolfh

Canto di Natale // Audio fiaba

“Marley, prima di tutto, era morto. Niente dubbio su questo. Il registro mortuario portava le firme del prete, del chierico, dell’appaltatore delle pompe funebri e della persona che aveva guidato il mortoro. Scrooge vi aveva apposto la sua: e il nome di Scrooge, su qualunque fogliaccio fosse scritto, valeva tant’oro…”

Il testo completo.

tratto da Cantico di Natale di Charles Dickens a cura di Federigo Verdinois Ulrico Hoepli, 1888.

Segnalazione di “La Nave di Clo“.

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Il sacco di Babbo Natale

Nella notte di Natale Babbo Natale stava consegnando i regali a tutti i bambini, ad un certo punti il sacco si bucò e tutti i regali caddero dal cielo.

Il povero Babbo Natale andò a recuperare tutti i pacchi e dopo averli recuperati decise di andare a casa per cucire il sacco di pelle.

Dopo averlo riparato stava per ripartire quando si accorse che le renne erano stanche, anche lui era stanco e così decise di riposare un pò.

Sognò una notte vera e speciale e quando si svegliò capì che il tempo era passato e che non era più Natale.

Il vestito di Babbo Natale cambia colore

Un giorno al Polo Nord successe una cosa scandalosa: Babbo Natale dopo aver fatto il bucato si accorse che sul suo vestito c’era una macchia gialla.

Quando lo infilò divento tutto giallo, allora si mise a urlare e a ogni strillo il vestito cambiava colore: verde, blu, viola, arancione mai rosso, Non sapendo cosa fare andò a comprare il colore rosso, ma siccome non aveva messo gli occhiali si accorse che aveva comperato il colore giallo.

Babbo Natale sull’aereo

Un giorno Babbo Natale non trovando la slitta decise di chiamare gli elfi e gli disse di costruire un aereo per trasportare i giocattoli. Gli elfi costruirono un aereo grande e bianco come la neve… 

Babbo Natale in pericolo

Una volta c’erano otto renne contente di stare con il loro padrone Babbo Natale.

La vigilia di Natale stavano volando nel cielo stellato tirando la slitta di Babbo Natale per portare i doni ai bambini, improvvisamente la slitta si spaccò e caddero, cadde anche Babbo Natale sulla neve.

Babbo Natale provò a rimontare sulla slitta rotta, ma non ci riuscì, così prese un monopattino dal sacco dei regali, lo attaccò con dei fili molto resistenti alle renne e partì in volo per paesi, città e nazioni.

Nevio l’Angelo del Presepio

C’era una volta un angelo dai begli occhi viola, i capelli turchini riccioluti e ribelli e le lunghe ali di brina, di nome Nevio.

Fiero e coraggioso viveva lui felicemente nell’Alto dei Cieli insieme ai suoi fratelli, custodendo come nel suo dovere il Genere Umano preservandolo da ogni male, sempre pronto, guardingo ed attento che nulla accadesse ai suoi protetti.

Animo vigile, forte e valoroso. 

Ma se di giorno la sua vita era completamente votata alla propria causa, di notte il piccolo non aveva occhi per la sua unica passione, artista eclettico e fantasioso: la costruzioni di Presepi.

Storia di una tazza senza manico

C’era una volta, in inverno, e precisamente il 25 Dicembre, una tazza senza manico, posata sul davanzale di una finestra, che si riempiva di neve candida e soffice.

-Brrrrrr! Brrrrrr!Che freddo! Mi hanno lasciata, qui fuori, a raffreddarmi, mentre loro stanno cenando al calduccio!!
Mentre la tazza pazientava al gelo, osservava, attraverso i vetri appannati, i festeggiamenti nella casa: Walter e Julius scartavano i regali mentre i genitori sorridevano felici .

-Credo che si siano dimenticati di me! Con tutti quei regali da aprire! Quest’anno ce ne sono davvero tanti!
In quel momento Walter si avvicinò alla finestra pensò: -Che tazza fantastica! Con lei riesco a fare tantissimi giochi e mi diverto molto più che con il mio trenino nuovo!

La signora del tempo (4) / La trasformazione

Qui tutte le puntate.

Il dvd si spense per l’ennesima volta, ormai Luce ne conosceva a memoria ogni frase, era tutto il pomeriggio che lo ascoltava, si era interrotta solo quando la nipotina l’era andata a chiamare per la cena, ma la giovane non riuscì a mangiare nulla, ma non trascurò la nipotina, dopo d’averla messa a letto si rinchiuse nello studio, nel dvd il nonno le aveva anche parlato di un diario scritto da sua nonna, da bambina lo aveva letto pensando che fosse uno dei tanti libri fantastici della libreria, ora sapeva che non era così, tolse il dischetto e lo rigirò nelle mani.

Il profumo dell’inverno

C’erano una volta, tanti e tanti anni fa, tre bambine. Erano tre sorelline che si volevano molto bene e abitavano, con la loro famiglia: papà, mamma e nonna, in una vecchia casa nel cuore di una piccola e graziosa città.

Era una casa a tre piani che stava su perché si appoggiava alle altre case vicine che, come lei, erano piene di acciacchi. Erano delle vecchie, nobili signore un po’ decadute e senza possibilità di restauro per quell’epoca. I muri erano scoloriti, scrostati, un po’ rigonfi per l’umidità che veniva dai pluviali rotti. Le finestre con le griglie screpolate, non sempre chiudevano e per di più bisognava usare molta prudenza perché un colpo più forte avrebbe potuto scardinarle.

Ogni piano aveva tre finestre che si aprivano sulla via e una era finta, non si sa perché.

L’ingresso del vecchio stabile era una piccola porticina che dava su un lungo e stretto corridoio di mattonelle bianche e nere dal quale si dipartivano le scale. C’era nel corridoio un caratteristico odore stagnante a causa del retrobottega dell’oste e del formaggiaio. In fondo all’angusto corridoio, dietro ad una cancellata perennemente chiusa, vi era un cortiletto infossato nei muri delle case adiacenti. Quel cortile racchiudeva i sogni di libertà di quelle bambine, costrette a guardare dall’alto uno spazio a loro sempre negato.

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