Dai dati è emerso che le donne leggono più degli uomini, il titolo di studio influisce fortemente sui livelli di lettura e, a livello territoriale, le quote più alte di lettori di libri si registrano al Nord. “Venti milioni e 300mila persone (il 37% della popolazione di 6 anni e più), non hanno letto neanche un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista”.
Pessimi lettori i Lucani che risultano agli ultimi posti in questa classifica sia perché hanno letto pochissimi libri nell’ultimo anno e sia perché ne possiedono pochi in casa.
I non lettori sono soprattutto uomini adulti, con basso titolo di studio che adducono, come motivazione principale, la noia per la lettura e la mancanza di tempo libero.
Sono stati analizzati i fattori psicologici, relazionali, sociali e culturali che favoriscono l’accostamento alla lettura e, sul versante familiare, il titolo di studio, la propensione alla lettura dei genitori e il possesso di libri in casa.
Da ciò è emerso che per riuscire a creare nei propri figli, fin da piccoli, l’interesse per la lettura, bisogna leggere a voce alta lel fiabe ai bambini, possedere una biblioteca domestica e dare l’esempio ai figli nel mostrarsi interessati alla lettura. Posso confermare questa ultima conclusione, dalla mia esperienza di insegnante, come i ragazzi che amano in particolar modo la lettura, hanno alle spalle un papà e una mamma che a loro volta amano leggere; senza dubbio l’interesse per la lettura scatta fra l’infanzia e l’adolescenza o difficilmente lo si acquisisce!
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