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Tutte le fiabe della categoria "Le vostre fiabe"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi appartenenti alla categoria "Le vostre fiabe", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

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La radice miracolosa

C’era una volta, in un lontano villaggio, Zuri; un bambino di sei anni. Aveva gli occhi neri,i capelli corti e castani,ed era piccolino e magro.

Viveva in una famiglia numerosa e lui era il più piccolino. Un giorno la madre mangiò un’erba velenosa e si sentì molto male. Allora Zuri,vedendo la madre sul punto di morte,si rivolse al saggio del villaggio e chiese:

“Salve Grande Saggio. Mia madre,avendo mangiato per errore un’erba velenosa,è in punto di morte. Mi potreste aiutare a trovare un rimedio?”.

La signora del tempo 18 // Clarissa e la dottoressa Braun

Qui tutte le puntate.

Luce stava guardando lo schermo del televisore, in quel momento le telecamere stavano inquadrando l’enorme cratere lasciato dall’ospedale scomparso. I cronisti formulavano mille ipotesi, Yaek le domando se aveva intenzione di intervenire, ma la ragazza rispose che non era il caso. Yaek allora le domandò

«Pensi che sia opera sua?».

Il cavallo magico

C’era una volta, un regno lontano, dove l’inverno era lunghissimo, il sole non sorgeva e il ghiaccio e la neve ricoprivano ogni cosa.

Ma, il primo giorno di primavera, tutto cambiava: l’aria diventava tiepida e il sole appariva nel cielo sciogliendo piano piano il ghiaccio e la neve.

Nel paese si faceva una grande festa e tutte le persone in quell’occasione potevano incontrare il RE.

“OH! magnifico sovrano, ti ho portato un dono, ho inventato un cavallo di legno che per magia vola nel vento e si alza nel cielo come un’aquila reale” disse un uomo giunto alla presenza del RE.

L’Isola dei Cristalli

Marcellino è in aereo con la mamma in partenza per l’Isola dei Cristalli ed è molto emozionato.

Sognava da tempo questo favoloso viaggio. Marcellino è un appassionato di cristalli.

La sua passione era nata sulla spiaggia,aveva cominciato a fare collezione di conchiglie per poi passare a quella dei cristalli. Nella mente di Marcellino c’è il desiderio di trovare quello più bello e originale.Questo il motivo della sua avventura.

Dal finestrino dell’aereo Marcellino esplode in una gioia immensa nel vedere l’isola da lontano circondata da un mare cristallino.“E’ qui che troverò i miei gioielli!” ad alta voce dice…

La “doplite” di Galileo, il topo di biblioteca

Una volta, quando Galileo, il topino di biblioteca, era molto piccino, si ammalò di una malattia più unica che rara, una malattia terribile o “teribile”, come avrebbe detto Galileo: la “doplite”…

Un giorno, vedendo che non guariva più, Galileo decise di scrivere due righe ai più grandi scienziati del mondo, affinché trovassero un rimedio contro questa strana malattia.

Gli scienziati, radunati nel loro grande laboratorio, lessero ad alta voce la sua letterina:

Punti di vista … Cappuccetto Rosso

Questa storia può arricchire l’esperienza dei bambini chiedendo loro di far raccontare la storia ai vari personaggi.

Si possono usare i burattini oppure raccontata dai bambini in una sorta di drammatizzazione.

Ecco un esempio:

“I personaggi si presentano al pubblico recitando questa filastrocca:

Franky il bello e Pino il monello

C’erano una volta due Dinosauri di nome Franky e Pino che vivevano nella Valle Arcobaleno.

La Valle era abitata da tanti Dinosauri multicolore che correvano veloce facendo gare di corsa, gare di nuoto e gare di calcio insomma una valle dove tutti amavano fare sport. Pino era il più veloce di tutti perché aveva due gambe lunghe  lunghe, mentre Franky era bravissimo a giocare a calcio specialmente come portiere…

Un giorno franky andò al lago perché aveva tanta sete e faceva tanto caldo. Pino era già là che nuotava e si divertiva a fare i tuffi da un trampolino costruito da lui. Mentre giocava Pino incontrò un Dinosauro marino suo amico di nome Rocco un nuotatore velocissimo come nessuno nella valle.

La leggenda dello Spirito della Foresta e il piccolo Kinhut

Si narra che, in un antico villaggio, sconosciuto agli uomini ma non agli dei, un giorno il Maestro sciamano chiamò a sé il piccolo Kinhut. Era giunta l’ora che Kinhut parlasse con lo Spirito della Foresta.

I due, all’alba di un tiepido mattino, in silenzio, si misero in marcia. Giunti in cima a una verdeggiante collina, una nebbia fitta cominciò ad alzarsi.

Nella quiete più assoluta, sentirono una voce levarsi: «Parla lo Spirito della Foresta. Ascoltate. Sono quattro elementi contro i quali devo quotidianamente lottare per sopravvivere: il fuoco, l’acqua, il vento e la terra. Contro la potenza del fuoco non ho difese; il fuoco è il mio implacabile nemico! Nella mia esperienza secolare, ho sempre temuto il fuoco; soltanto quando arriva, all’improvviso, una pioggia torrenziale, posso tirare un respiro di sollievo, se nel frattempo il fuoco non ha completamente lambito le mie radici o le mie fronde. Impara, piccolo Kinhut, ad osservare il corso della natura e, se lo rispetterai nel profondo della sua genesi e del suo sviluppo, acquisterai una saggezza che nessuna lingua umana potrà mai insegnarti!».

Il contadino stolto e la Volpe

C’era una volta un contadino stolto che stanco delle continue ruberie di polli, un giorno chiamò la Volpe architetto affinché costruisse un pollaio a prova di ladri.

«È una vera persecuzione, cominciò a lamentarsi il contadino. Non ne posso più. Sono il contadino più sfortunato della storia».

Dopo aver ascoltato con attenzione le sue geremiadi, la Volpe cominciò a dire: «Non hai visto come sono magri i tuoi polli? Se vede che li nutri poco. Per questo non appena vedono un ladro preferiscono consegnarsi spontaneamente nelle sue mani nella speranza di vivere meglio. Ai polli bisogna dare l’illusione che stanno bene, che mangiano e bevono a volontà, e che vivono in pollai confortevoli. Tu, continuò la volpe, metti i tuoi polli davanti a uno specchio, così hanno modo di ammirarsi e vedere quanto ogni giorno diventano più belli e più grassi».

Galileo, il topino di biblioteca

In un angolino remoto e lontano, situato nella fantasia di un illustratore dilettante, viveva, in mezzo a tanti libri di favole e di fiabe, un topino di nome Galileo.

Galileo, fin da piccino, aveva contratto la passione per la lettura. Era follemente innamorato di tutte quelle storie dove si parla di principi, fate e folletti. Quando era preso da una storia appassionante, si dimenticava persino di mangiare, e con le unghiette delle sue minute zampine sfogliava, una dopo l’altra, tutte le pagine fino a che non arrivava a leggere l’ultima parola.

Il vecchio lupo malandato e la pecorella

«Mi son spogliato di tutti li vizi», disse un giorno un vecchio lupo alla pecorella,«mo’ possiamo stare assieme e vivere felici. Come vedi son tutto spelacchiato e frusto, la dentatura è marcia, le forze più non me sorreggono, camino a stento e con un bastone in mano. Ormai m’accontento di mangiare una semplice brodaglia che mi prepara Commara Volpe, giusto per  placare quella poca di fame che ancora m’è rimasta in corpo. Adesso che son vecchio e stanco vorrei redimermi de li peccati commessi in gioventù e domandar perdono a tutta la tua specie per quante volte mi son nutrito d’un tenero cosciotto».

Rispose allor belando la giovane pecorella:
«Giacchééé avete dichiarato testééé d’esser in cattiva sorte e di non poter più nuocere alla mia specie;poichééé vi vedo in questa condizione malridotta,  vi faccio allor il piacer di metter fine alle disgrazie vostre».

Il bell’anatroccolo

C’era una volta un bellissimo anatroccolo che suscitava l’invidia di tutti. Reietto per sua bellezza di piume dai mille colori, nato con l’arcobaleno indosso che a vederlo non ci si credeva.

Tutti lo guardavano con sdegno, non si può essere così belli dalla nascita, è un’ingiustizia sociale, il Sacro Libro dei Savi Grimm impedisce cotanto splendore.

La consolidata abitudine della Legge Universale, non può essere sovvertita in un solo semplice esemplare, ma il Sinodo delle Anatre non consente nemmeno quell’eccezione che conferma la regola.

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