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La Cenerentola moderna e la fata combinaguai

La piccola rana Viola osserva il principe Leonardo accanto al laghetto in un sereno pomeriggio di primavera

C'era una volta una ragazzina di nome Viola che viveva in un piccolo paese dove tutti si conoscevano.

Viola aveva una fantasia senza limiti. Ogni mattina indossava una piccola coroncina d'argento, salutava i vicini con un elegante inchino e diceva sorridendo:
«Buongiorno, miei cari sudditi!»

I bambini ridevano.
«Ecco la principessa del paese!» la prendevano in giro.
Qualcuno imitava il suo modo di camminare, altri facevano finta di suonare le trombe reali ogni volta che passava.

Ma Viola non si arrabbiava mai.
Sorrideva e rispondeva:
«Un giorno vedrete… ogni persona ha un regno speciale dentro il proprio cuore.»

La sera, invece di guardare la televisione, leggeva fiabe di castelli, draghi, principesse coraggiose e principi gentili.
Era convinta che la magia esistesse davvero.
E, in fondo, aveva ragione.

Proprio sopra una nuvola un po' storta abitava una fata molto particolare.
Si chiamava Priscilla.
Era dolcissima… ma terribilmente sbadata.
Dimenticava la bacchetta nel frigorifero delle nuvole, confondeva gli incantesimi e una volta aveva trasformato una zucca… in un armadio!

Quando vide Viola così triste per essere stata presa in giro ancora una volta, decise di aiutarla.
«Stanotte farò di lei una vera principessa!»

Prese il suo grande libro degli incantesimi.
Solo che… era al contrario.
Pronunciò parole strane.
Scoppiò una nuvola di brillantini.
BUM!

Quando Viola aprì gli occhi…
«Cra… cra?»

Si guardò.
Aveva le zampette verdi.
Una pancia tonda.
Due enormi occhi.
Era diventata una rana paffutella!

«Oh no!» gridò.
«Che disastro ho combinato!» esclamò la fata, nascondendosi dietro una nuvola.

Prima che potesse rimediare, un forte vento portò via il libro degli incantesimi.
«Ritorno subito!» promise.
Ma, conoscendo Priscilla… ci avrebbe messo parecchio.

Così Viola iniziò la sua nuova vita da rana.
Saltellava vicino a un laghetto del parco reale, dove ogni giorno passeggiava un giovane principe di nome Leonardo.

Era gentile con tutti.
Parlava con gli uccellini.
Aiutava i giardinieri.
Raccoglieva i fiori caduti senza spezzarli.

Viola lo osservava ogni giorno.
E, senza accorgersene… se ne innamorò davvero.

«Se solo sapesse chi sono…» sospirava.
Ma per lui era soltanto una piccola rana verde.

Ogni tanto il principe le sorrideva.
Le dava qualche briciola di pane.
Le costruì perfino una minuscola casetta accanto al laghetto.

«Tu sei una rana simpatica» diceva.
Quelle parole rendevano felice Viola.
Capì che il principe era buono anche con chi non era bello o importante.

Nel frattempo la fata Priscilla cercava disperatamente il libro degli incantesimi.
Lo trovò… dentro il nido di una gazza che lo aveva scambiato per un libro di ricette!

Corse subito da Viola.
«Questa volta controllerò bene la formula!»

Aprì il libro.
Indossò gli occhiali.
Li pulì.
Li rimise.
Lesse lentamente.
«Trasforma… la… rana… nella… ragazza…»

Un lampo dorato illuminò il cielo.
E finalmente Viola tornò a essere sé stessa.
Con la sua coroncina.
Con il suo sorriso.
Con i suoi sogni.

Il principe la vide e rimase senza parole.
«Ma… sei tu la ragazza che ogni giorno veniva a salutare il laghetto?»

Viola sorrise.
«Ero io… anche quando avevo due zampette.»

Il principe rise.
«Allora avevo ragione. Quella rana aveva qualcosa di speciale negli occhi.»

Passeggiarono insieme per ore.
Parlarono di sogni, di libri, di gentilezza e di fantasia.
Leonardo capì che la vera bellezza era quella del cuore.
E Viola comprese che non serviva nascere in un castello per essere una principessa.
Bastava avere coraggio, bontà e un pizzico di immaginazione.

La fata Priscilla, finalmente rilassata, sospirò:
«Per fortuna è finita bene… anche se forse dovrei comprare un paio di occhiali nuovi!»

Da quel giorno nessuno prese più in giro Viola.
Anzi, quando la incontravano, i bambini le chiedevano:
«Principessa, ci racconti una delle tue fiabe?»

E lei, sedendosi sotto il grande albero del paese, iniziava sempre così:
«C'era una volta una rana che sognava di essere una principessa…»

E tutti ascoltavano con il sorriso.

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