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Tutte le fiabe della categoria "Fiaba"

Tutte le fiabe, dalla più recente …

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Il fiammifero e la farfalla

In un posto tutto buio e freddo, dove non si vedeva nulla, un piccolo fiammifero si aggirava tutto solo vagabondando di qua e di là in cerca di un po’ di compagnia, quando a un certo punto sentì la presenza di qualcuno.

«Chi è?» domandò cortesemente.

«Sono una farfalla» ricevette come risposta.

«Una farfalla, e che cosa è mai?» pensò il fiammifero non avendone mai vista una, quindi incuriosito chiese «Io sono un fiammifero e posso accendere un fuoco, e tu?».

«Ma che domanda è mai questa» scocciato si sentì replicare, quasi a snobbarlo.

L’amore di Filù

C’è un piccolo bosco, in Trentino, che è ancora oggi abitato da una razza di gnomi.

Negli altri boschi, purtroppo, specie affini si sono estinte a causa del disboscamento o del turismo, quindi potremmo considerare questi gnomi di montagna una specie protetta, solo che né il WWF, né alcun altro conosce la loro esistenza.

So che non mi crederete: perché mai nessuno li ha visti, se veramente esistono, vi domanderete? La risposta è semplice: per continuare ad esistere i pochi sopravvissuti devono tenersi nascosti, così da non fare la fine dei loro simili liguri, lombardi, silani eccetera.

Ogni tanto qualcuno, è vero, afferma di averli veduti, ma, fortunatamente, nessuno gli crede e, spesso, lo intervistano in televisione come si fa con un mentecatto innocuo e, tutto sommato, simpatico e divertente.

Nel vecchio baule

I ricordi si sfogliano,
come le pagine ingiallite
di un vecchio libro.

Piccolo baule marrone,
in una buia cantina,
la polvere si è unita
ai graffi del tempo.

Il profumo del paradiso

Beniamino era un bambino con un animo dolcissimo, buono e particolarmente sensibile. Quel giorno, si trovava al capezzale della madre morente.

“Non devi essere triste” le diceva la donna per rincuorarlo e rassicurarlo sfiorandogli dolcemente il capo sforzandosi di sorridere “Andrò in Paradiso che è un posto bellissimo”.

Il piccolo però sembrava preoccupato e non convinto da quelle parole.

Maghetto e Streghina

Maghetto,un piccolo mago che abitava in mezzo al bosco, stava facendo colazione con i suoi biscotti preferiti quando sentì bussare alla porta:

“Maghetto apri, sono io! Devo dati una notizia importante!”

Era la sua amica Streghina, “Sai”!!!, gli disse non appena entrata in casa

“siamo stati invitati alla grande festa della magia, ci saranno le streghe, le fate e i maghi più bravi del mondo, si danzerà per l’intera notte, poi io e te insieme faremo sentire a tutti la nostra  prima formula magica e riceveremo in dono il cappello stellato.”

“Fantastico Streghina !” esclamò maghetto pieno d’entusiasmo, “adesso però dobbiamo pensare a una formula super, diversa da tutte quelle in circolazione, una formula magica nuova, strepitosa che lasci tutti a bocca aperta per la meraviglia”

Il tesoro delle streghe

In un paese lontano esiste un tesoro fantastico: il tesoro delle streghe.

Ma trovarlo non è facile perchè si trova in un sotterraneo di un buio e nero castello, dietro a una grande porta di ferro sulla quale sta di guardia la Strega Nera, la regina di tutte le Streghe.

Il primo giorno d’estate la Regina nera apre la porta di ferro per sette minuti e allora è possibile vedere l’immenso tesoro.

Chi ha il coraggio di stare con ragni velenosi, tarantole, ragnatele, pippistrelli, gufi, civette e barbagianni che custodiscono il tesoro in quel sotterraneo, potrà entrare nella stanza e portar via tutto l’oro che vuole.

Il figlio del mare

In un paese lontano, sulle rive del grande oceano, i pescatori con le loro barche affrontavano ogni giorno le onde minacciose per pescare un po’ di pesce.

Con loro partiva sempre Medjo un giovane dai capelli rossi, forte e coraggioso che i pescatori avevano soprannominato “Figlio del mare”.

Medjo non aveva una barca sua e il suo sogno più grande era proprio quello di possedere un veloce battello da pesca tutto suo per affontare da solo il mare aperto.

In attesa che questo sogno si avverasse, egli seguiva i pescatori in mare, li aiutava a tirare su le reti cariche di pesci, oppure scompariva tra le onde nuotando sempre più lontano dalla riva.

Il seme di soffione

In un verdissimo prato contornato da tante chiazze colorate viveva una pianta con tanti grossi fiori gialli, insieme a tante altre sue gemelle.

Pianta che attirati in primavera il maggior numero d’insetti per impollinare i suoi fiori, li vedeva trasformare in tanti piccoli semi, che potevano planare nell’aria con l’aiuto del vento, grazie ai lunghi filamenti bianchi posti come dei raggi di sole sulla testa del loro esile corpo.

In un giorno come tanti altri, quando ormai la stagione era matura e tutto pronto per l’addio dei semi dalla madre pianta, uno di questi nel vedere dalle altre piante il volar via degli altri semi di soffioni esclamò «Mamma perché dobbiamo andarcene?».

«È così che le cose sono sempre andate e così devono andare» gli spiegò la madre, cercando di fargli accettare quanto stava succedendo.

«Io non voglio lasciarti qui tutta sola, mamma, come sta accadendo per le altre piante» replicò il piccolo seme alla madre «Non è giusto» continuò.

«Figlio mio anche io prima di te sono stata un seme e ho dovuto lasciare mia madre e tutti i miei fratelli, solo così il mondo può proseguire» aggiunse la madre.

La principessa sul pisello // Audio fiaba

La principessa sul pisello è una fiaba danese scritta da Hans Christian Andersen nel 1835.

Fa parte del primo volume di fiabe di Andersen Eventyr, fortalte for Børn con il titolo originale Prindsessen paa Ærten.

Malgrado non sia stata riscontrata alcuna versione orale danese della fiaba precedente alla pubblicazione, Andersen ha dichiarato di averla sentita quando era bambino.

(Wikipedia)

“C’era una volta un principe che voleva avere per sé una principessa, ma doveva essere una vera principessa. Perciò viaggiò per tutto il mondo per trovarne una, ma ogni volta c’era qualcosa di strano: di principesse ce n’erano molte, ma non poteva mai essere certo che fossero vere principesse; infatti sempre qualcosa andava storto. Così se ne tornò a casa e era veramente molto triste, perché desiderava di cuore trovare una vera principessa.”

Clicca su “Leggi tutto” per ascoltare la fiaba.

Pollicina // Audio fiaba

Mignolina (Tommelise) è una fiaba dello scrittore danese Hans Christian Andersen.

Come in Pollicino di Charles Perrault, Mignolina narra la storia di una bambina piccolina.

Questa fiaba fu una delle prime scritte da Andersen e fu pubblicata per la prima volta nel 1835. La fiaba di Mignolina è stata successivamente adattata su vari media, tra cui i film di animazione.

A volte il nome della protagonista viene mutato in Pollicina. 

(Wikipedia)

Clicca su “Leggi tutto” per ascoltare la fiaba.

La signora del tempo // Un’autostrada affollata

Qui tutte le puntate.

La Londra shakespeariana per Clarissa fu un’esperienza incredibile, conoscere il grande commediografo la esaltò. Mentre viaggiavano per raggiungere l’epoca, il dottore le aveva detto che conosceva il commediografo di persona, l’unico problema era che Shakespeare fece molta fatica a riconoscerlo, ma bastò che il dottore gli mostrasse il quadro che aveva ispirato il suo sonetto e lui non ebbe più dubbi. Clarissa imparò che viaggiando con il signore del tempo poteva accadere di tutto. Un popolo che i signori del tempo avevano rinchiuso nella terra del vento cercò di cambiare la storia. Tre di loro avevano fatto una specie d’incantesimo a Shakespeare, sul momento il dottore non se ne era accorto. Le tre donne fecero l’errore di attaccarlo, con i loro incantesimi, in lui avevano riconosciuto uno dei loro nemici, quando una di loro cercò di carpire quali fossero i suoi punti deboli, lui riuscì a trarre forza da ognuno di essai. Il primo attacco fu di usare il nome di Catrin e di Luce; con il primo volevano far leva sul suo senso di colpa. Con il secondo invece di far leva sul dolore di non averla accanto sempre, ma nonostante la sofferenza lui riuscì a sventare l’attacco traendo forza da quei due dolori. Il secondo attacco lo fece con una bambola vudù, con uno spillo trapassarono il torace della bambola che lo rappresentava, il dottore cadde a terra, svenuto, la donna si allontanò convita d’averlo ucciso.

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