Jean De La Fontaine

L’oracolo e l’empio

Folle chi spera d’ingannare i Cieli!
I raggiri dell’uomo Iddio confonde;
tutto ciò che il tuo cor serra e nasconde,
tutto convien che all’occhio suo si sveli.

Un Pagan, che puzzava un po’ d’eretico,
e credeva agli dèi
forse con beneficio d’inventario,
per ingannar l’Oracolo
andò un giorno d’Apollo al santuario.

– È vivo o morto ciò ch’io stringo in mano? –
disse il Pagano, per tirare in trappola
Apollo e per confondere i miracoli.
E in mano aveva un uccellin mal vivo,
pronto, secondo il caso,
a lasciarlo scappar, o piano piano
a soffocarlo. S’ingannò lo sciocco,
ché Apollo, il qual fiutò tosto il tranello,
– O vivo o morto, ti conosco, allocco, –
disse, – agli allocchi serba le tue trappole -.
E il corbello rimase ancor corbello.

È inutile ch’io aggiunga
che certi strattagemmi non si fanno
con chi ci vede ed ha la mano lunga.

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