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Tutte le fiabe che parlano di "vizi"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "vizi", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

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La Signora del Lago

C’era una volta il Regno del Lago, governato da Re Federico e dalla Regina Charlotte, molto amati dal loro popolo perché erano riusciti a sfruttare le ricchezze del territorio, che era florido e fertile grazie… 

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Bimba golosona

Voglio un dolce sfizioso
un vassoio di pasticcini
creme cioccolato e panna

un gran miscuglio di dolcezze
vedo mamma che impasto frulla mescola
che buon profumo vien dal forno

rimango col naso attaccato alle vetrine
a guardare incantata
di quel connubio artistico pittorico

quante forme quanti gusti
in quei dolcetti invitanti
nemici della bilancia

son buoni
ed anche belli da guardar
non son altro che… farina miele latte e burro
e che mi fanno impazzire

che passione mangiarli morderli
sentire quel morbido cremoso
sciogliersi in bocca

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La Fata Gelsomina

C’era una volta una contadina che pianse tutte le sue lacrime per la perdita del marito, ma nessuna di esse poté ridarle lo sposo. Così, con il cuore ferito continuò a occuparsi del solo amore rimastole: il loro bambino.

Egli, benché fosse bello come il sole al mattino, aveva un difetto, quello di diventare un mostro appena un no gli veniva detto.

Gli occhi si trasformavano in due uova al tegamino, il naso lungo e rosso tale e quale a un peperoncino.

Le orecchie come cimbali s’ingrandivano e, stonati come coperchi sulla testa, rintronavano.

La bocca spalancava pari a quella dell’ippopotamo che sbadiglia e, i denti, mamma mia, con quelli del pescecane facevano pariglia!

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Il gatto senza stivali e il gemello impostore

Emidio, il celebre gatto con gli stivali, era stufo marcio di stare in una favola.

Sempre la stessa storia, che barba!

Non aveva mica nulla contro i bambini, intendiamoci. Però si annoiava. E parecchio.

Sarebbe voluto partire per una meta esotica e calda, magari i Caraibi o il Madagascar, e starsene in panciolle tutto il giorno, dondolandosi su un’amaca con uno stuzzicadenti in bocca e un cappello di paglia sugli occhi, a sonnecchiare.

tartarugo-fumatore

Il tartarugo fumatore

Ughetto, tartarugo perfetto
aveva  un solo gran difetto:
fumava più di un turco.
L’odore di tabacco
forte e penetrante
nauseava Pallina
tartarughina assai carina