Tutte le fiabe che parlano di "lettura"
La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "lettura", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".
i libri non crescono sugli alberi!
Martina sta andando dalla sua amica Lunetta. Lunetta ama molto i libri. Ogni tanto glieli presta. Ma Martina è un poco invidiosa.
Anche Lei ama molto leggere ma libri non ne ha. Il papà le dice sempre:”i libri non crescono sugli alberi!” e Martina pensava: ma se invece crescessero sugli alberi? Allora ritorniamo a poco fa. Martina è da Lunetta. Ma invece di chiacchierare e giocherellare come al solito, hanno deciso di andare nella foresta.
“Forse”, diceva Martina, “sugli alberi troveremo dei libri”.
Mentre camminava ha trovato un segno per terra. Era una freccia. Allora Lunetta e Martina si sono diretti verso il punto indicato ed hanno trovato un buco sotterraneo nascosto. Ci sono enrate dentro e hanno visto una piccola fatina! La fatina abitava lì sottoterra e coltivava delle pianticelle.
La scimmietta scrittrice
C’era una volta Paulette, una scimmietta che adorava scrivere. Era servizievole, allegra e una gran coccolona, non si stancava mai di ricevere carezze.
A soli quattro anni aveva imparato a leggere e scrivere, senza l’aiuto di nessuno. Aveva un talento innato.
Adorava mostrare i suoi racconti a papà Martin e mamma Soleil, ma loro la ingiuriavano, esortandola a lasciar perdere, in quanto giocare con la scrittura significava svolgere un mestiere da fame, duro e privo di soddisfazioni.
La mamma le ripeteva sovente: “Oggi nessuno legge più i libri cartacei, ci sono gli ebook, la televisione, internet, lascia perdere, tu devi fare il medico, se non vuoi ridurti in miseria”.
C’era una volta…
Una mattina luminosa e gelida del freddo mondo dell’anno 2159, due bambini arrancavano su per una strada che era una lastra di ghiaccio: Enea camminava barcollando come un ubriaco, rischiando continuamente di scivolare.
Sua sorella, Penelope, si teneva al gancio della sua giacca termo-riscaldata e lo seguiva, timorosa anche lei di finire per terra.
-Vai piano- si lamentava -altrimenti scivoliamo e ci bagniamo-
-Non posso camminare più lentamente di così, siamo in ritardo! Ulisse ci sta aspettando già da un po’, saremo gli ultimi, vedrai-
Enea e Penelope erano sgattaiolati fuori di casa mezz’ora prima; i loro genitori erano in missione e nessuno poteva accorgersi di quella fuga. Ma non avevano potuto prendere il moto-jet, perché il sistema di sicurezza li avrebbe tracciati e scoperti. Il loro amico Ulisse li aveva contattati la sera precedente perché qualcuno del gruppo aveva fatto una scoperta interessante.












