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Tutte le fiabe che parlano di "gatto"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "gatto", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

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L’ultimo ballo

Un tempo tutti gli animali vivevano insieme in armonia: il coniglio e la volpe, la rana e il maiale…il gatto e il topo!

Quando arrivava la primavera iniziavala stagione dei grandi balli, che duravano tutta la notte.

Quell’anno il musicista ufficiale era la cicala. Era così brava a suonare il violino che tutti parevano molto felici di ballare al suono della sua musica, anche se sapevano che quando iniziava non c’era modo di fermarla: non la smetteva più.

Non serviva neppure gridare “BASTA”!!!: quella non sentiva e, anzi, andava ancora più veloce!

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Il cane, il gatto, il topo

C’era una volta una casa normale, abitata da gente normale, in cui vivevano un cane, un gatto e un topolino, solo che loro non erano del tutto normali, o almeno non lo erano nel modo che noi intendiamo abitualmente.

Infatti questi tre animali domestici, così comuni in tutte le nostre case, contrariamente a ciò che vuole la tradizione e la consuetudine, non si odiavano: anzi, erano dei veri amiconi.

Per quello che riguarda il cane e il gatto, il fatto è che loro erano in grado di parlare la stessa lingua, quindi fra di loro non c’erano problemi di comunicazione.

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I musicanti di Brema

Un uomo aveva un asino che lo aveva servito assiduamente per molti anni; ma ora le forze lo abbandonavano e di giorno in giorno diveniva sempre più incapace di lavorare.

Allora il padrone pensò di toglierlo di mezzo, ma l’asino si accorse che non tirava buon vento, scappò e prese la via di Brema: là, pensava, avrebbe potuto fare parte della banda municipale.

Dopo aver camminato un po’, trovò un cane da caccia che giaceva sulla strada, ansando come uno sfinito dalla corsa. “Perché‚ soffi così?” domandò l’asino. “Ah,” rispose il cane, “siccome sono vecchio e divento ogni giorno più debole e non posso più andare a caccia, il mio padrone voleva accopparmi, e allora me la sono data a gambe; ma adesso come farò a guadagnarmi il pane?” – “Sai?” disse l’asino. “Io vado a Brema a fare il musicante, vieni anche tu e fatti assumere nella banda.” Il cane era d’accordo e andarono avanti. Poco dopo trovarono per strada un gatto dall’aspetto molto afflitto. “Ti è andato storto qualcosa?” domandò l’asino. “Come si fa a essere allegri se ne va di mezzo la pelle?

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I musicanti di Brema

Un uomo aveva un asino che lo aveva servito assiduamente per molti anni; ma ora le forze lo abbandonavano e di giorno in giorno diveniva sempre più incapace di lavorare. Allora il padrone pensò di… 

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Winnie la strega

Winnie la strega viveva in un castello nero, in cima ad una montagna nera.

Il castello era nero dentro e nero fuori. I tappeti erano neri. Le sedie  e le poltrone erano nere. Il tavolo era nero. Il letto era nero ed aveva lenzuola nere e coperte nere. Persino la vasca da bagno era nera.

Winnie viveva nel suo castello nero con il suo gatto, Wilburn anche lui era nero ma con gli occhi verdi. Ed è così che cominciarono i guai.

Quando Wilburn sedeva sulla poltrona nera con gli occhi aperti, Winnie poteva vederlo, o perlomeno vedeva i suoi occhi verdi.

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Le avventure di Pinocchio // Podcast

Concept Progetto

La creazione e la gestione collaborativa del blog di classe è nata dalla duplice idea di guidare gli allievi ad un consapevole e proficuo utilizzo della rete, per imparare, fare ricerca, comunicare, condividere idee ed esperienze e di ampliare creatività ed espressività attraverso la sperimentazione del Podcasting.

L’elemento collaborativo nella progettazione, produzione e pubblicazione della lettura dei capitoli della favola “ Le avventure di Pinocchio” è stato connaturato sia al blogging che al podcasting una risorsa tecnologica quest’ultima, che valorizzando l’oralità, ha promosso e facilitato positive situazioni di apprendimento e l’acquisizione di specifiche abilità operative e tecnologiche.

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Il Bene e la bontà

Quella notte il cane, il gatto, il topo si ritrovarono a casa dell’orso.

Si trovavano sempre a casa dell’orso, in verità, perché aveva la casa più grande. 

La singolarità di quella notte, non risiedeva infatti nel luogo d’incontro, e neanche in qualche partecipante: quei cinque infatti si ritrovano ormai da anni per i loro simposi.

Simposi, sì. Infatti erano tutti animali filosofi, e coltivavano il piacere d’incontrarsi, per scambiarsi le loro opinioni sugli argomenti più svariati.

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Alice nel paese delle meraviglie

NELLA CONIGLIERAAlice cominciava a sentirsi assai stanca di sedere sul poggetto accanto a sua sorella, senza far niente: aveva una o due volte data un’occhiata al libro che la sorella stava leggendo, ma non v’erano… 

filippina_ricciolina

Filippina

Filippina ricciolina
corre corre sul trenino
non s’avvede del topino
e gli schiaccia la codina.
Ride e balla la monella
ritenendo grande spasso
aver dato al topolino
questo colpo tanto basso.

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La Gatta e il Guerriero

Il profumo
dei fiori di ginestra
inondava la mia finestra
in un’estate fresca.
Io appoggiata
al davanzale
ti guardavo
camminare lungo il viale.
Bello,fiero,altero
sei sempre stato il mio guerriero.
Tra le tue braccia
mi sento
una gatta,
sinuosa graffiante
estremamente provocante.

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Il coniglietto Bunny e la gattina Perla

C’erano una volta un coniglietto molto giocoso, dormiglione e mangione di nome Bunny e una gattina mal mostosa e viziata di nome Perla.

Bunny spesso correva in giro per la cameretta e la Perla si sdraiava sul tappeto del corridoio davanti alla camera.

Bunny dopo aver fatto tutte le sue corse andava a dormire o a mangiare, la Perla certe volte entrava nella cameretta in cerca delle coccole mie o della mamma: la maggior parte delle volte saltava fuori Bunny che velocissimo le andava incontro per conoscerla e la Perla scappava invece arrabbiata e velocissima e assai gelosa.

Lui ad orecchie basse si fermava a guardarla andare via triste triste perché invece gli sarebbe piaciuto saltarle un po’ addosso e annusarla per benino! Ma quella gatta gelosa e viziata non voleva avere a che fare con lui neanche un po’ anche se le piaceva molta osservarlo dalla distanza del corridoio. Lui ci riprovava spesso… ogni tanto si lanciava fuori nel corridoio e lei con un soffio tigresco e una alzata di zampa lo allontanava, era già tanto che lo sopportava e non se lo mangiava!

gatto stivali

Il gatto con gli stivali

Ai tre figli che aveva un mugnaio non lasciò altro che un mulino, un somaro e un gatto. La divisione fu presto fatta senza bisogno di notaio o procuratore, che s’avrebbero mangiato essi tutto il…