La casa Azzurra
Hola ninos, mi nombre es Frida, el mi pais es il Mexico… Buongiorno bambini, mi chiamo Frida e sono nata in un paese colorato al di là dell’Oceano, il Messico. Il Messico è allegro e… La casa Azzurra
La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "farfalle", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".
Hola ninos, mi nombre es Frida, el mi pais es il Mexico… Buongiorno bambini, mi chiamo Frida e sono nata in un paese colorato al di là dell’Oceano, il Messico. Il Messico è allegro e… La casa Azzurra
Anna era una bella bimba di nove anni, con guance rosse e paffute, due grandi occhi azzurri e biondi capelli che le scendevano dolcemente sulle spalle.
Andava volentieri a scuola, era molto brava, specie in matematica. Con le sue due migliori amiche, Gaia e Caterina, si divertiva a fare lunghe passeggiate in bicicletta, quando la stagione lo permetteva. Insieme frequentavano da poco il corso di danza, ma Anna non si sentiva per nulla a suo agio, un po’ invidiava le altre bambine, così magre, così aggraziate sulle punte dei piedi che parevano farfalle che aleggiavano sui fiori.
Già, perché Anna non era proprio filiforme, e questo la faceva sentire goffa ed impacciata. I maschietti ogni tanto le lanciavano qualche battutina, mentre lei si sentiva sempre più a disagio. A danza era andata per fare compagnia alle sue due amiche del cuore, nonostante fosse un’impresa restare sulle punte e indossare quel buffo vestitino rosa, le pareva di essere un confetto rotondo. La mamma cercava di rassicurarla.
-Non farti problemi, amore. Quando crescerai diventerai una ragazza bellissima! -le diceva.
Cric, Croc e Sapientino si ritrovano a un convegno,
stan seduti in prima fila e ascoltano il discorso.
Va sul podio un dicitore che comincia a dissertare,
parla … parla a non finire, e fa gesti con le mani.
Cric annuisce con la testa, Croc inizia a sonnecchiare,
Sapientino sta in disparte, e ascolta assai interdetto.
C’è un piccolo bosco, in Trentino, che è ancora oggi abitato da una razza di gnomi.
Negli altri boschi, purtroppo, specie affini si sono estinte a causa del disboscamento o del turismo, quindi potremmo considerare questi gnomi di montagna una specie protetta, solo che né il WWF, né alcun altro conosce la loro esistenza.
So che non mi crederete: perché mai nessuno li ha visti, se veramente esistono, vi domanderete? La risposta è semplice: per continuare ad esistere i pochi sopravvissuti devono tenersi nascosti, così da non fare la fine dei loro simili liguri, lombardi, silani eccetera.
Ogni tanto qualcuno, è vero, afferma di averli veduti, ma, fortunatamente, nessuno gli crede e, spesso, lo intervistano in televisione come si fa con un mentecatto innocuo e, tutto sommato, simpatico e divertente.
Mentre scendevo giù per le scale, sai chi ti vedo, intanto che sale?
Una fata! Per davvero!
Proprio no, non ci credevo!
Era bionda e assai graziosa
col vestito tutto rosa,
un cappello con gran falda,
quattro trecce, ma tu guarda!
Quattro ali sulle spalle
come l’ hanno le farfalle.
Un gran fiocco sulla vita,
come mai qui era finita?
Lei mi guarda sorridente
sussurrando dolcemente:
“sono Flora, una fatina,
mi son persa stamattina,
sai, andavo un po’ di fretta
e ho scordato la bacchetta,
La fatina Flora