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Tutte le fiabe che parlano di "famiglia"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "famiglia", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

riccidoro

Riccidoro // Audio fiaba

La storia dei tre orsi (attualmente principalmente conosciuta come Riccioli d’oro e i tre orsi) è una favola per bambini, una delle più popolari in lingua inglese.

La favola fu messa per la prima volta su carta dal poeta inglese Robert Southey, e pubblicata nel 1837 nel quarto volume della sua collezioneThe Doctor. Lo stesso anno, lo scrittore George Nicol ne pubblicò una versione in rime sulla base del racconto in prosa di Southey, e con l’approvazione dello stesso. Entrambe le versioni raccontano di tre orsi e di una anziana che entra nella loro proprietà.

In realtà la storia dei tre orsi era in circolazione molto prima della pubblicazione della versione di Southey. Nel 1831, per esempio, Eleanor Mure regalò al nipote per il suo compleanno un libretto su tre orsi realizzato a mano e, nel 1894, l’esperto di folclore Joseph Jacobs scoprì la favola di Scrapefoot, un racconto con una volpe come antagonista. Scrapefoot aveva una sorprendente somiglianza con il racconto di Southey, e può essere derivata da una ancora più antica tradizione orale.

Probabilmente nella sua stesura della storia, Southey confuse il termine “vixen” come volpe con quello di una astuta donna anziana.

(Wikipedia)

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Riccidoro // Audio fiaba

clementina

La Clementina

Chi vi presento questa mattina?
La dolce e cara zia Clementina!
Tutta paillettes, lustrini e bigioux,
unghie laccate e capelli all’insù.

Sfreccia veloce in macchinina.,
va in giro e svuota ogni vetrina,
di tutto compra qualche dozzina,
poi torna a casa con la “spesina”  
e si mette ai fornelli della cucina.

La Clementina

benvenuta-margherita

1 + 1 = 3

C’era una volta un mondo fatto di 1 + 1 = 2 dove tutti vivevano sereni nelle proprie certezze, ma anche nella consapevolezza, per quanto bella a volte noiosa, del sapere che 1 +1 = 2 oggi e pure domani.

Ci fu poi un bel giorno in cui ti guardò con quel sorriso che fa perdere ogni punto di riferimento anche alla mente più matematicamente convinta che 1 + 1 faccia 2.

Da quel giorno 1 + 1 fece 3  e un leggero profumo, embrionale, di fiore primaverile era nell’aria. Come una piccola margherita che ancora deve sbocciare, ma che inizia a farsi spazio nell’amniotico tepore di madre terra.

Niente principi e principesse, sarebbe troppo fiaba e si potrebbe persino credere che esista solo nell’immaginazione. Invece quel 3 è concreto, palpabile, si muove, vive e cresce. Sono quasi convinto di averlo persino visto sorridere.

E’ un 3 sempre più tondo, con quella sua aura da numero perfetto che illumina gli occhi di 1 e 1.

Basta poco a pensare che 1 + 1 abbia sempre fatto 3, ci si abitua ad un pensiero che inizi a cullare ancora prima di poterlo fare davvero.

1 + 1 = 3

giardino-nonna-costanza

Il giardino di nonna Costanza

Il giardino di nonna Costanza è poco più  grande di una piccola stanza.
E’ un fazzoletto tutto intero e vi manca solo un pero.
Ci trovi tutto,proprio ogni cosa:pesche,limoni e anche una…rosa.

Lei lo cura con tanto passione ,ci mette fatica ,piacere e sudore.
Come un figlio lo tiene protetto,e guai a chi strappa un solo rametto.

Con la pianta lei ci parla, le da l’acqua ,pulisce la terra e questa d’incanto diventa più bella
con foglie,fiori e colore e lei, la guarda con tanto amore.

Il giardino di nonna Costanza

pierina-porcellino

Pierina e il porcellino

In una soleggiata giornata di primavera nacque una bambina di nome Pierina. Alla nascita di un figlio, mamma Adriana e papà Patrizio, festeggiavano l’evento acquistando un animaletto da far crescere nella loro casetta di campagna. Nella loro casetta c’erano il pony Aurelio, la capretta Gina, la mucca Paola, la gallina Giuditta, il gatto Mario ed il cane Aldo. Per la loro settima creatura mamma e papà decisero di acquistare un porcellino nano. D’accordo con i bambini più grandi chiamarono il porcellino “Danilo”.

Tutti gli animaletti di casa avevano un nome da essere umano perché erano considerati membri della famiglia. Gli animaletti erano accarezzati da tutti, potevano entrare nella casetta ed a volte c’era anche qualche bambino che si addormentava stretto stretto ad un simpatico animaletto.

 

La piccola Pierina era molto carina, era bella paffuta e sorrideva sempre. Il porcellino era piccolo piccolo, con orecchie dritte ed aguzze ed il colore del mantello era bianco.

Pierina e il porcellino

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I tormentini: il principe azzurrino

La famiglia dei Tormentini viene da un pianeta lontano, Tormenthon dove tutti sono così, colorati, a palla e dei veri rompiscatole.

Decidono di fare unviaggio nel cosmo, ma durante il viaggio la loro astronave viene colpita da qualcosa e decidono di ammarare su un pianeta. Scelgono la terra poichésimile al loro pianeta ed è la più vicina.

Papà Tormentino è un inventore geniale ma molto imbranato e spesso con le sue invenzioni invece di aiutare la gente del suo pianeta la danneggia.

Dopo l’ennesimo guaio, i suoi concittadini decidono di mandare lui e la sua famiglia in esilio per qualche tempo, in modo che non possano combinareguai.

I Tormentini, scesi sul nostro pianeta, giungono in un sobborgo di una ridente e piccola cittadina americana e vengono accolti a braccia aperte e nontardano a far amicizia con i loro nuovi vicini terrestri.

Clicca su “Leggi tutto” per leggere le avventure dei Tormentini!

I tormentini: il principe azzurrino

piccola-semplice-storia-amore

Una piccola e semplice storia d’amore

Il bel suono della festa

Din… don…dan…
fa la campana di un paese su in collina,
fa dei salti di gran gioia una bimba piccolina .
Tutta in piedi sulle punte per toccare il campanile ,
ma è piccina quella bimba ,non arriva la manina .
Mette i tacchi della nonna e si alza di una spanna,
ma è ancora assai lontana “quella nota di   campana”.
Pensa allora di salire sulla la cima di un gran pino,

Una piccola e semplice storia d’amore

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Arianna e la Volpe

Arianna quell’inverno era molto triste, perché i suoi genitori avevano deciso di partire per il periodo natalizio, quando le scuole erano chiuse, e così non avrebbe potuto giocare con lo slittino sulla collina dietro il municipio del paese con i suoi amici, Gianni e gli altri. Arianna infatti adorava la neve, e lì dove vivevano loro nevicava sempre molto, ma non tanto da dare fastidio! Si formava un velo sottile di alcuni centimetri in cui affondare i piedi era un piacere, e tutte le cose si coprivano di bianco. Quando i fiocchi cadevano, erano lievi e leggeri come farfalle.

Era la prima volta che doveva lasciare il paese proprio per la feste di Natale, e lei amava tanto vedere tutte le case addobbate con le luci colorate, e gli alberi pieni di festoni decorativi e stelle sulla punta! Ma i suoi genitori avevano deciso e lei, anche se a malincuore, avrebbe obbedito.

Arianna e la Volpe

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Omero, il gatto nero

Omero era un bel gatto dal pelo lungo e folto, lucido come seta. I suoi occhi erano dorati, fondi come pozzi e pieni di saggezza, e i suoi baffi lunghi e luccicanti. Aveva un graziosissimo naso rosa e orecchie a punta.

In effetti, Omero aveva un solo difetto, ed era il suo colore.

In verità, lui non ci trovava niente di strano, ma gli umani, chissà perché, ogni volta che lo vedevano cambiavano strada, o facevano strani gesti, e addirittura qualcuno aveva provato a tirargli dietro degli oggetti.

Il suo pelo, infatti, era completamente nero, dalla punta della coda alla punta del musetto.

Quando aveva chiesto in giro, alle sue amiche colombe o ai suoi amici cani, per quale motivo i bipedi temessero un gatto nero, bhe, nessuno aveva saputo spiegarglielo, e alla fine si era rassegnato ad essere scansato da tutti.

Omero, il gatto nero

uovo-misterioso

L’uovo misterioso

Era una calda mattina di maggio. Sul cielo azzurro il Sole e una piccola nuvoletta bianca giocavano a rincorrersi. Quella mattina il Sole era veloce e la nuvoletta non riusciva proprio a prenderlo.

Gli venne un idea…

Chiamò il suo amico vento e lo salutò:

– “ Buon giorno, vento! Per favore  potresti aiutarmi a prendere il Sole? “

– “ Certamente! “ e il vento soffiò.

L’uovo misterioso

leggenda-grande-suricato

La leggenda del grande suricato

C’era una volta…

Ma c’è tuttora, una specie di piccoli mammiferi, i suricati.

I suricati sono piuttosto piccoli, lunghi e con le zampette corte; a loro modo, sono animali felici: mangiano, si riproducono, giocano fra loro, cose semplici, ma che li fanno contenti.

Vivono in famiglie – tribù abbastanza numerose, tutti nella stessa tana sotterranea; alla mattina escono, si stiracchiano, un po’ come fanno gli uomini, ma loro non lo sanno, si scrollano per rimettere a posto il pelo, magari per pulirlo da terra e foglie morte e poi cominciano la loro giornata.

La leggenda del grande suricato

ragni-nascosti

I ragni nascosti

La terra era completamente bruciata dal sole, gli alberi erano secchi, i campi riarsi e il fiume quasi asciutto.

Ben presto la carestia dilagò in tutto il paese.

Papà Ragno doveva nutrire sei figli e una moglie: guardando le loro pance vuote si rassegnò ad andare a mendicare un po’ di cibo di villaggio in villaggio.

Piangendo disperato sulle sue sventure, tutte le sere riusciva a portare a casa qualcosa da mangiare; sette frittelle, sette patate dolci, o, ancor meglio sette chicci di riso.

I ragni nascosti