02Gen
2018

La lupa Astrid

Fiaba di: Monica F.

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La fiaba

C’era una volta, una bellissima lupa dagli occhi di una cangiante tonalità viola scuro, di nome Astrid.

Dal carattere dolce e sincero, nobile ed idealista, grande sognatrice, la lupa  adorava dipingere il mondo attorno con la sua poesia, amante del festoso respiro delle foglie sui rami, del danzare lieve della neve all’aria aperta, del candore della luna in cielo, fiera nel suo incedere, perennemente persa nei suoi pensieri, forte e coraggiosa.

Acquazzone/dopo l’ultima pioggia/l’eco del tuono ricamava lei, nel suo cuore i propri haiku, animo sublime, ritenuta proprio per questo suo modo di fare, una tipa allorché stramba, dagli altri componenti del branco, i quali, apprezzavano ben altre virtù in una lupa della sua età, adatti alla continuazione della specie, ed il proliferare del gruppo, quali l’adoperarsi per trovare un buon compagno e crescere insieme a lui dei bei cuccioli sani.

Ma docile ed altruista, lei sorrideva alle loro parole, senza remore.

Ed una notte, intenta a comporre haiku col muso rivolto verso la luna, udito di lontano un urlo fendere l’aria, corsa subito nel punto da cui era scaturita l’accorata richiesta di aiuto, il suo stupore fu enorme nello scorgere immerso nel fiume, un giovane lupo dagli occhi d’ambra, ormai cianotico, ululare soccorso.

Affamato, il poverino, adocchiato un grosso albero di ciliegie, aveva fatto per raggiungere un ramo posto più in basso, quando staccatosi di botto, gli aveva fatto perdere l’equilibrio, e scivolare rovinosamente in acqua, in un sol tonfo. “Annegherò!” ringhiò spaventato lo sventurato nel vedere l’ombra di Astrid accostarsi “E’ la mia fine!”.

E la lupa scorgendolo in serio pericolo, gli si fiondò subito accanto, senza porre tempo in mezzo “Non aver paura bel lupo! Adesso cerco di tirati su, appena sarò abbastanza vicina, afferra questo ramo, ed io ti riporterò a riva! Tranquillo!” lo rassicurò lei, prendendo fra le zanne un grosso tralcio robusto, porgendoglielo, aiutandosi con le zanne e con gli artigli, proprio lei, conosciuta da tutti, per il suo poetare, e ritenuta proprio per questa sua maniera di fare, perdutamente con la testa tra le nuvole.

“Non fidarti mai di quella Astrid!” era  da sempre stata la voce più ricorrente fra gli animali della Foresta, ricordò lui, nel riconoscerla “Lei ha la testa tra le nuvole, non pensa mai nulla di concreto!” “E’ una sognatrice!” “Trotterella col naso per aria!” “Così solitaria!” “Vive fra le nuvole!” “Non ha un compagno!” “Compone quella poesia…come si chiama? haiku?” “Non ha cuccioli suoi!” “Una poesia di tre versi…poche sillabe!”  “Mi è sconosciuta!”

Ma il lupo nel vedere il muso della giovane Astrid adoperarsi con tanta premura, tanta dolcezza, rischiando di cadere in acqua lei stessa, pur di trarlo in salvo, percependo nel suo cuore qualcosa di diverso, sentì per la prima volta il suo istinto in subbuglio. E inspirando forte l’odore di della creatura, riconoscendolo buono, afferrò il ramo e lasciò che lo portasse a riva sano e salvo. “Grazie… grazie per avermi salvato la vita! Il mio nome è Costes…Grazie Astrid!” sussurrò lui, prendendo fiato a tratti “Ti conoscevo solo di nome!”, scodinzolando.

“Di nulla bel lupo… per fortuna ero poco lontana, di passaggio … e ancor più per fortuna … tu non hai creduto a quelli che dicono che io sia solo una sognatrice e vivo tra le nuvole… e in base a questo mi evitano!” grattò lei la nuda pietra con gli artigli. “La prossima volta stai più attento!” gli sorrise con fare benevolo. “E ora vieni con me, se permetti, non sei ancora in grado di reggerti sulle tue zampe, non puoi restare solo qui….vieni!” lo esortò “Conosco una grotta qui vicino, dove potrai stenderti su un giaciglio di foglie asciutte, e riprenderti con la dovuta calma!”

“Me lo reciteresti…un haiku?” le fu accanto il lupo, leccandole le zanne bianche, con fare disarmante, zoppicante “Io non conosco questo tipo di poesia…”. E lei tirandogli l’orecchio, giocosa, sorrise, scuotendo il capo di gioia “La poesia che nessuno conosce?…quei tre versi che non si capisce a cosa servono?” e soffiò col cuore a mille, ridendo “Vento/fra fronde di ciliegio/la luna nuova”

“E’ molto bello! E’ proprio vero che la poesia è un atto d’amore!” drizzò lui la coda, frustando l’aria, avanzando adagio “Questo haiku è bellissimo! La poesia è l’Amore che abbiamo dimenticato…l’Amore a prescindere, l’unico compenso dell’Amore!”  si strusciò contro di lei il lupo, malfermo. E lei annuendo ululò, raggiante “Ecco, Costes…l’Amore a prescindere!”

Ed insieme Astrid e Costes, muti, si diressero verso la grotta, uno di fianco all’altra, scoprendosi quella notte a dividere lo stesso giaciglio, innamorati. Ed al far dell’alba, col cuore a mille, colmo, i due lupi non si separarono più, e vissero per sempre felici e contenti.

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