21Mar
2016

La fanciulla e la rosa

Fiaba di: Licia Calderaro

Pubblicità

Questo spazio permette al sito di offrire in modo gratuito tutti i suoi contenuti!



La fiaba

Sequel della mia storia “La rosa tra i capelli

La notte era piuttosto fredda e pungente. Il cielo scuro era illuminato a malapena dalla pallida luna piena. Ogni tanto, una nuvola passava coprendo la luce lunare, per poi essere inghiottita nuovamente dalle tenebre. Ma Francesco, non badava minimamente a tutto ciò. Si trovava nella sua modesta casetta di campagna, seduto al capezzale della sua mamma malata. Di tanto in tanto, si alzava e gettava della legna nel camino per ravvivare il fuoco, che lentamente andava spegnendosi. Almeno il fuoco, riusciva a dare un po’ di calore in quella minuscola stanza da letto.

“Mamma ti senti bene, vuoi che ti prendo un’ altra coperta?”

La povera donna mugolò. La febbre la stava divorando. Le dispiaceva tantissimo vedere il suo figlioletto di dieci anni prendersi cura di lei, quando avrebbe dovuto essere il contrario. Tuttavia fece un piccolo sforzo e disse:

“Francesco, puoi andare. Non pensare a me. Mi riprenderò.”

“Ma che dici mamma, io non ti lascio, starò qui e ti curerò come si deve.”

“Per favore, non insistere. Esci da questa stanza. Ho bisogno di riposare.”

Il bambino si alzò di scatto dalla sedia, e uscì dalla casa con le lacrime agli occhi. Non ce la faceva più a vedere la sua mamma in quello stato. Se non avesse avuto le cure necessarie, sua madre non ce l’avrebbe fatta. Ma una volta uscito, lo attese una brutta sorpresa. Nevicava, e le strade erano completamente ricoperte dalla coltre bianca. Ciò stava a significare che l’aiuto medico, non sarebbe arrivato in tempo. Con un groppo alla gola, Francesco camminò a fatica affondando le gambe nella neve soffice. Era uscito in pigiama, non si era nemmeno preoccupato di infilarsi un giubbotto, ed ora, lui era lì, bloccato ed intirizzito. Sembrava come se la situazione non lo toccasse minimamente, tanto era disperato per la salute della madre. Il bambino pianse amaramente, e cadde inerme avvertendo la neve sgretolarsi sotto al peso del suo corpo. Subito dopo, avvertì una massa pelosa avvolgersi attorno a lui. Spaventato, Francesco alzò lo sguardo e vide che si trattava di un lupo! Strano però, non sembrava avere l’aria cattiva, anzi, gli sembrava come se l’animale volesse riscaldarlo con la sua pelliccia. Rialzando di poco la testa, il ragazzino scorse una affascinante ragazza inginocchiata davanti a lui. Doveva avere almeno un vent’anni. I suoi lunghi capelli castani le scendevano morbidi fino alle spalle, e i suoi occhi verdi le brillavano come due smeraldi preziosi. Il suo vestito era addirittura più candido della neve che lo circondava.

“ Mia madre, sta male.” Riuscì a dire Francesco, con un filo di voce.

“Shhhhhhh” rispose lei, sorridendo dolcemente.

La ragazza si sfilò un bocciolo di rosa dai suoi capelli. Ne accarezzò i petali scarlatti e disse con voce pacata e gentile: ” Ritorna a casa, Francesco.”

Improvvisamente, la rosa sprigionò una luce abbagliante. Francesco chiuse rapidamente gli occhi, e quando li riaprì, si ritrovò nuovamente all’ interno della sua casa, con la mamma perfettamente guarita. Il bambino ne rimase meravigliato. Ma chi era quella strana fanciulla con la rosa tra i capelli?

Passarono i giorni, i mesi, gli anni. Francesco, ormai divenuto uomo, ritornò speranzoso nel punto preciso in cui gli apparve la sua splendida dea. Ma ahimè, della fanciulla e del lupo nemmeno l’ombra. Era molto grato a quella ragazza. Ma come fare per incontrala ancora? Sembrava come se fosse sparita nel nulla. Deluso, stava per incamminarsi nella via verso casa. Improvvisamente, uno strano petalo rosso, cominciò a svolazzargli davanti al viso. Francesco sussultò, quel petalo apparteneva alla rosa incantata. Con molta delicatezza, lo afferrò. A contatto con il palmo della sua mano, il petalo emanò un accecante bagliore. Attraverso a quella luminosa evanescenza, Francesco vide un maestoso giardino, dove al centro giaceva un cespuglio di rovi. Nel mezzo di quel cespuglio, il ragazzo riconobbe la splendida rosa magica, e poi rivide lei, l’affascinante fanciulla. Vide anche come la ragazza strappò la rosa per poi infilarsela nei capelli, e ballare nel giardino. In quel momento la rosa era scivolata sull’erba e si era appassita nel giro di pochi secondi. La fanciulla la raccolse e pianse. Se non avesse compiuto quell’imprudenza, la rosa sarebbe stata ancora vermiglia. Poco dopo, un lupo aveva fatto irruzione nel giardino. La fanciulla gridò più per la sorpresa che per lo spavento, poiché quel lupo, le aveva appena rivolto la parola. Tuttavia non le avrebbe fatto del male. Anzi, dato il suo pentimento e il suo amore per i fiori, le propose un patto. Avrebbe riportato in vita la rosa, se lei in cambio sarebbe andata a vivere con lui nel bosco e avesse aiutato chiunque soffrisse. La ragazza accettò, e da quel giorno usò il potere della sua rosa per curare ogni essere vivente.

Terminata la visione, la luce si dissolse e tutto ritornò come prima. Francesco non riuscì a credere a ciò che gli era appena successo. Tutte le sue domande, avevano avuto risposta in quel flashback. Pieno di gioia, il ragazzo strinse il petalo nella sua mano, con la consapevolezza che avrebbe rivisto la bella fanciulla ogni qualvolta lo avesse fortemente desiderato.

Commenta la fiaba



Altre fiabe che potrebbero piacerti