07Apr
2016

Drop of water

Fiaba di: Viviana Rita Sgorbini

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La fiaba

“Hello, boy!” Esclamò una voce sottile, ma incredibilmente ferma.

Giacomino si guardò in giro, incuriosito, ma non vide nessuno: il sole splendeva alto nel cielo e illuminava le goccioline d’acqua che erano rimaste sulle grosse foglie della pianta di limoni dopo il violento temporale della mattina.

A Giacomino piaceva moltissimo sedere sul muretto davanti a casa e osservare le gocce di pioggia che scivolavano da una foglia all’altra e precipitavano a terra senza far rumore: si potrebbe quasi dire che ne era ipnotizzato.

“Hei, boy!” Ancora quella vocina.

Il bambino si alzò di scatto e osservò attentamente il cortile alla ricerca della persona che lo aveva chiamato, ma vide solo il suo gatto che lo guardava stiracchiandosi pigramente.

Giacomino aveva dieci anni ma, a differenza di altri bambini della sua età, credeva nella magia che permea tutte le creature viventi e anche quelle…apparentemente non viventi, però non era ancora pronto a credere che il suo gatto gli avesse parlato. Inoltre, la voce aveva un forte accento inglese, mentre lui, il suo gatto, era un Persiano…Non avrebbe dovuto parlare qualche lingua esotica?

“Hello, boy!” Ripeté la vocina, questa volta leggermente spazientita.

Giacomino prese il coraggio a due mani e disse: “Non ti vedo, puoi dirmi dove sei? E, per favore, puoi parlarmi in Italiano?”

“Aquì…aquì!” Rispose la voce.

“Uff! Non in Spagnolo! In Italiano, per favore!” Esclamò Giacomino.

“Yes! – rispose la voce – No, no, sorry…Ehm…Lo siento…Oh, no! Qui, qui, qui! Sono qui!”

“Oh, finalmente!- Disse il bambino sorridendo- Ma non riesco ancora a vederti, chi sei?”

“Sono una drop of water…No, no, aspetta, in Italiano…Mmmmh…Una gota de agua!” Si capiva che per la vocina non era facile parlare in Italiano.

“Hai detto agua? In Spagnolo agua significa acqua: vuoi farmi credere che sto parlando con una goccia d’acqua?”

“E’ proprio così! Yes, yes, guarda sulla foglia davanti al tuo naso e mi vedrai.” La vocina sembrava davvero felice che Giacomino avesse capito.

Il bambino si chinò sulla foglia di limone che la vocina gli aveva indicato e finalmente la vide: era una gocciolina che stava tremolando per farsi notare, ed era bellissima: i raggi del sole l’attraversavano creando giochi di luce colorata.

“Ciao vecio come ea?” Salutò la vocina, eccitata.

“Ma in che dialetto hai parlato? Non sai parlare in Italiano?”

“Oh, yes, sì, scusa…uff…è così difficile per me: ho viaggiato tanto e visitato tanti luoghi diversi, faccio una gran confusione con le lingue! Durante il mio trip…ehm..viaggio sino qua in Liguria, sono passata anche per il Veneto, dove sono caduta su una piantina di radicchio rosso: è stato lì che ho imparato a parlare in dialetto. Ho ascoltato per ore un agricoltore anziano che spiegava al suo nipotino le caratteristiche di questo tipo di cicoria tanto good e salutare. Per esempio, lo sapevi che il radicchio rosso previene l’invecchiamento?”

“No – rispose Giacomino stupito e interessato allo stesso tempo- Dovrò dirlo alla mia mamma: lei è sempre attenta all’alimentazione: non mi fa mai mangiare le patatine fritte nei Fast Food perché dice che non usano l’olio extravergine d’oliva come fa lei!”

“Io non sono ancora mai caduta su una pianta di olive, ma credo che tua madre abbia ragione: nelle mie tante vite, ho potuto ascoltare le raccomandazioni di molte mamme, e ti assicuro che a ben poche di loro piacciono i Fast Food!”

“Già!- esclamò il bambino, sovrappensiero- Ma…aspetta…cos’hai detto? Nelle tue tante vite?” Aggiunse con un misto di stupore e sospetto.

“Oh yesssssssssssssssssssssssss: io sono nata moltissime volte!”

“E come?”

“Beh, è molto semplice: cado come goccia di pioggia, il sole mi fa evaporare, salgo in cielo, condenso nelle nuvole e cado nuovamente sulla Terra come pioggia.”

“Ah, sì, ora ricordo: è il ciclo dell’acqua! L’abbiamo studiato due anni fa, a Scuola.”

“Eso es…è proprio così…Yes, sei un boy molto intelligente!”

“Sei mai caduta come fiocco di neve?”

“Sì, più di una volta, e ricordo con piacere quei momenti: spesso, quando nevica, c’è un bel silenzio e i bambini sono felici perché possono giocare a tirarsi le palle di neve oppure costruire dei bei pupazzi. Ooooh sì che sono scesa sulla Terra come fiocco di neve, ed è stato magico.”

“E come chicco di grandine?”

“Ahimè sì! Mi è capitato anche di precipitare durante una grandinata, ma non è mi è piaciuto: le persone detestano la grandine, lo sapevi?”

“Eh sì, lo so bene: i miei genitori corrono a portare l’auto in garage quando grandina, per paura che venga ammaccata.”

Giacomino si fermò qualche secondo per riflettere, poi chiese: “Allora tu vivi per sempre?”

“Certo, come tutto nell’Universo: mi trasformo, ma non muoio mai. Ho tante amiche che sono entrate a far parte di altre creature: per esempio, tu sai che quel radicchio rosso di cui ti parlavo prima è composto principalmente di acqua?”

“Non lo sapevo! Certo che ti è proprio rimasto impresso quel radicchio, eh?”

“Yes, hai ragione: mi è piaciuto tanto rinfrescarlo. Anche tu sei composto per la maggior parte di acqua…non sapevi neanche questo?”

“Ehm, no! – Giacomino arrossì un po’- In effetti, non sapevo neanche questa cosa. Sai, drop of water, è vero che a Scuola ho studiato il ciclo dell’acqua, ma non ne avevo mai davvero capito la meraviglia! Grazie, gocciolina!”

“Grazie a te per la bella chiacchierata. Ora, se non ti dispiace, mi godo ancora un po’ questa bella foglia di limoni, prima di evaporare di nuovo…”

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