20Nov
2017

Il circo tra le stelle

Fiaba di: Lau Ferrari

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La fiaba

C’era un circo molto famoso nell’America dell’Ovest, conosciuto da tutti, bambini ed anziani.

Il circo dei Miller girava con le sue tre carovane, per proporre gli spettacoli nelle steppe dell’America.

La sabbia calda  al passaggio delle ruote, si sollevava, formando un grande polverone. I Miller esponevano lungo le strade del paese, dove si accampavano, delle  locandine con le foto del loro padiglione e le date delle rappresentazioni.

La notizia si  sparse a macchia d’olio tra  gli abitanti  della West Coast.

Il circo era conosciuto, perché  oltre alla bravura degli artisti, aveva la particolarità  di svolgere gli spettacoli senza la presenza degli  animali per non farli soffrire, consapevoli del fatto che fosse giusto tenerli  nel loro habitat naturale, lontani dalle gabbie.

Già dal pomeriggio i bambini erano accorsero al circo  per giocare e mangiare pop corn, pannocchie calde e zucchero filato; per loro era una vera festa.

Il tendone con le strisce bianche e rosse e la cupola a punta, era pronto per accogliere il pubblico.

Davanti all’entrata, un’insegna luminosa a colori intermittenti invitava la gente ad entrare.

Tutto era reso ancor più incantevole dalla luce rossastra del cielo che oramai si stava sempre più oscurando per fare spazio ai colori della sera.

“Benvenuti a tutti!” disse il presentatore con il cappello nero a forma di cilindro e in doppio petto rosso con il papillon.

Dopo pochi minuti d’intrattenimento con i clown, un arcobaleno dal cielo entrò nel padiglione.

Il pubblico e gli attori del circo ammirarono con stupore  quello che stava accadendo.

All’improvviso su ogni striscia colorata dell’arcobaleno, comparvero artisti sconosciuti anche ai Miller: musicisti sopra il colore rosso, giocolieri sopra l’ arancione, ballerini sopra il giallo, pagliacci vestiti a pois  sopra il verde e buffi acrobati sopra il colore blu.

Scendevano tutti oltrepassando la cupola del tendone per invitare anche il pubblico a salire sopra l’arco.

I bambini divertiti ed emozionati corsero verso quei colori, accompagnati dalle note musicali  delle trombe e dei flauti.

Gli adulti, increduli, rimasero fermi e titubanti,  pensando che tutto questo fosse frutto della  loro fantasia.

“ Non pensate che ciò che vedete con i vostri occhi e che non riuscite  a spiegarvi, non sia reale amici miei: chiudete gli occhi e camminate sopra l’ arcobaleno!” parlò un clown  al microfono.

Mano a mano che salivano, alcuni bambini si voltarono  e videro  il padiglione del circo, dall’alto, farsi sempre più  piccolo salendo  fino ad arrivare alle  stelle.

Lungo il percorso delineato dall’arcobaleno, alcuni clown scherzavano con i bambini appena incontrati e i trapezisti facevano i loro esercizi  appesi ad una corda, mentre si lanciavano da una punta all’altra di una stella.

“Guarda!”  esclamò un bambino ad un pagliaccio con i trampoli, “quella stella, continua a luccicare forte!”

“Da quassù tutte le stelle brillano di più” rispose in rima il circense sfoggiando il suo bel sorriso con le labbra dipinte di rosso.

Arrivarono tutti sulla grande luna bianca dove gli artisti del “Circo sulla Luna“li attendevano.

Fu uno spettacolo incantevole.

La luce intensa della luna piena illuminava una grande porta e una volta entrati, sembrava di essere  immersi in un ambiente  magico: ballerine con cappelli di svariate forme e  ballerini con eleganti vestiti fluttuavano  leggeri  nell’aria, accompagnati dal suono di un’orchestra.

La piccola Jane decise di uscire  un attimo per ammirare la Luna in tutto il suo splendore e si chiese il perché si fosse accorta solo adesso di quello che stava vedendo sulla luna.

“Perché non aprite abbastanza bene gli occhi” rispose la Luna alla piccola Jane, che rimase sorpresa della risposta, dato che non aveva parlato a voce alta.

“Ti posso dare un consiglio Jane?” continuò la Luna con la sua dolce voce, “ nelle notti limpide e ricche di stelle volgete il naso all’insù perché tutti noi astri del cielo siamo qui da milioni di anni che vi sorridiamo e vi invitiamo a non guardare sempre e solo ad occhi stretti e chiusi, travolti dalle vostre frenesie quotidiane, ma di soffermarvi ad ammirare le bellezze che vi circondano”.

“ Tu Luna, mi stai dicendo che non dobbiamo guardare sempre e solo al di là del nostro naso?” la interruppe la bambina.

“Esatto Jane, perché ogni momento é unico e merita di essere vissuto” le rispose la Luna sotto lo sguardo di tutti i presenti che, avendo udito queste parole sagge, erano usciti  per ascoltarla.

“Forza bambini, è ora di scendere dal cielo” avvisò un pagliaccio con i capelli arruffati.

I bambini scivolarono lasciando dietro di loro una polverina dorata che fuoriusciva dall’arcobaleno.

Al ritorno, Jane in macchina, raccontò ai genitori quello che le era successo, e  mentre parlava si voltò per vedere dal finestrino la Luna.

Vedendo la sua forte luminosità, Jane identificò nelle macchie scure i circensi con il loro tendone, pronti al prossimo spettacolo.

Il circo per i mesi successivi passò da uno stato all’altro dell’America facendo rivivere a tanti altri bambini quella magica esperienza avuta con la Luna.

I Miller, che l’avevano vissuta per la prima volta quella sera, la raccontarono agli adulti e cercarono di far loro capire gli insegnamenti ricevuti dalla saggia Luna.

Da quell’estate Jane cominciò a guardare tutto quello che la circondava non più con distacco ed indifferenza, ma con gli occhi del cuore.

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