14Feb
2012

Il dinosauro triste

Fiaba di: IlmondodiAlichià

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La fiaba

Tanto tanto tempo fa… ma proprio tanto tanto tanto… ma cosa dico tanto? Milioni e milioni di anni fa, viveva, in una grandissima foresta del Nord America, un dinosauro.

Apparteneva alla specie più temuta mai apparsa sulla Terra: era infatti un Tirannosaurus Rex, meglio conosciuto come T-Rex.

Scommetto che sai bene com’era fatto, visto che il T-Rex è il dinosauro preferito di tutti i bambini.

Se invece non sai com’è fatto un T-Rex, ti posso dire che era lungo come un autobus, alto come un lampione che trovi lungo i marciapiedi, e pesante come sette automobili, con un testone enorme e tanti denti affilati.

Comunque il protagonista della nostra storia era ancora un T-Rex molto giovane, e si chiamava Maru (all’epoca dei dinosauri i nomi erano davvero tanto strani…) e aveva una sorella più piccola di nome Lasa.

Maru aveva atteso l’arrivo della sorellina con tanta trepidazione e un po’ di ansia, e quando l’uovo finalmente si era schiuso aveva visto così tanta gioia negli occhi di mamma e papà, che aveva preso una decisione: avrebbe cercato anche lui di rendere felici mamma e papà come li aveva visti quel giorno in cui era nata la sua sorellina.

Anzi, di più: avrebbe cercato di rendere felici tutti, ma proprio tutti.

Da quel giorno, Maru decise che non sarebbe mai più stato triste, e che avrebbe fatto sempre ridere i suoi amici.

Li avrebbe seguiti anche quando decidevano di fare cose pericolose, o vietate dai grandi, così i suoi amici sarebbero sempre stati contenti di stare con lui.

Il tempo passava, Maru e Lasa crescevano e i genitori erano molto felici dei loro due cuccioli.

Qualche volta Maru si sentiva triste, ad esempio quando i suoi amici lo prendevano in giro o quando giocando gli facevano male, magari per sbaglio. Maru rideva, scherzava, ed era soddisfatto di vedere che i suoi amici gli volevano bene e ridevano dei suoi scherzi e delle cose che diceva e faceva.

Quella tristezza che ogni tanto sentiva, la nascondeva sempre dietro a un sorriso.

Un giorno Maru si sentì così triste, ma così triste, che a sera faticò un bel po’ a camminare fino a casa da mamma e papà, tanto che andò subito a dormire senza cena.

La mattina dopo, Maru non riuscì più ad alzarsi.

Spaventato, chiamò: “Mamma! Mamma!!”

Mamma T-Rex accorse subito, tanto da sembrare che stesse arrivando un terremoto. Guardò Maru ed esclamò: “Figlio mio, che ti è successo?”

Maru era tutto gonfio, sembrava un palloncino come quelli delle feste di compleanno.

Mamma T-Rex chiamò suo marito: “Presto, corri a chiamare la Vecchia Saggia! Maru sta male!”

Papà T-Rex corse via come un fulmine, e i suoi pesanti passi fecero tremare la terra.

Gli animali della foresta corsero via spaventati: un T-Rex che correva faceva paura, e tutti se ne stavano alla larga. Tutti tranne la Vecchia Saggia.

Niente e nessuno poteva smuovere la Vecchia Saggia, una tartaruga che nessuno, a memoria di dinosauro, aveva mai visto essere giovane. Doveva avere qualche centinaio d’anni, era talmente grande e pesante che ormai non si muoveva più. Aveva uno stuolo di giovani tartarughe che la servivano e la veneravano: chi le portava da mangiare le più dolci e tenere foglie di insalata, chi puliva la cacca che faceva, chi le spazzava la stuoia di foglie dove se ne stava tutto il giorno, chi le lucidava il guscio con l’olio di palma…

Sentendo i passi tremendi del T-Rex, però, tutti i servitori della vecchia tartaruga erano scappati a gambe levate.

Papà dinosauro si fermò davanti alla Vecchia Saggia, e inchinandosi con rispetto chiese: “Puoi aiutarmi? Mio figlio Maru questa notte si è gonfiato come un pallone e non riesce più ad alzarsi!”

La tartaruga chiuse gli occhi, per un tempo che sembrò interminabile, poi li riaprì disse: “Portalo da me”.

Papà dinosauro corse a casa, e assieme alla mamma e alla sorellina Lasa, trasportarono Maru dalla Vecchia Saggia.

Lo adagiarono delicatamente davanti alla gigantesca tartaruga e attesero, trattenendo il respiro, di sapere quale strana malattia avesse il piccolo T-Rex (piccolo si fa per dire…).

La Vecchia Saggia si prese tutto il tempo necessario. Se era diventata tanto vecchia e tanto saggia, era proprio perché aveva sempre fatto le cose con calma.

Osservò Maru molto attentamente, lo annusò, chiuse gli occhi e ascoltò il suo respiro affannoso.

Infine sollevò una delle sue zampone e gli tastò delicatamente le pancia.

Boing! Blub! Splash! – si sentì arrivare dalla pancia gonfia di Maru.

La Vecchia Saggia cominciò lentamente ma inesorabilmente a sorridere, annuendo con la sua testona verde.

Alla fine annunciò solennemente: “Ho capito”.

Mamma e papà T-Rex scalpitavano, Lasa la sorellina saltellava da un piede all’altro impaziente, ma tutti e tre sapevano di dover solo aspettare il responso della tartaruga.

Finalmente la Vecchia Saggia parlò: “Questo dinosauro è pieno di lacrime non piante!”

Maru, disteso a terra, spalancò gli occhi: pensava di avere una malattia grave, o di aver mangiato qualcosa che gli aveva fatto venire il mal di pancia, e invece questa vecchia tartaruga rugosa gli stava dicendo che dentro alla sua pancia c’era un mare di lacrime???

La Vecchia Saggia guardò Maru senza parlare, e il suo sguardo era così colmo di amore, di comprensione e di saggezza, che Maru sentì qualcosa muoversi dentro alla sua pancia.

Blub! Splash! Boing!

E poi, come una cascata, finalmente i suoi occhi cominciarono a lacrimare.

E scesero lacrime su lacrime, prima silenziose, poi accompagnate anche dai singhiozzi. Maru, il dinosauro allegro fuori e triste dentro, aveva finalmente potuto piangere tutte le lacrime che aveva trattenuto dentro di sé in quegli anni.

La Vecchia Saggia cominciò lentamente a ridere per quel mare di lacrime che le lavava via lo sporco dalla corazza, e anche Maru, dopo tutte quelle lacrime, sorrise e poi cominciò a ridere di gusto, come non aveva mai riso in tutta la sua vita. Si alzò, nuovamente in forma, e guardò mamma, papà e la sorellina, che si erano uniti alla risata di gruppo.

La Vecchia Saggia chiese a Maru: “Cos’hai imparato oggi, giovane dinosauro?”

Maru ci pensò su, sguazzando con i piedoni tra le sue stesse lacrime, poi fece un gran sospiro e disse: “Ho imparato che quando si è tristi bisogna lasciar uscire le lacrime e quando si è felici bisogna lasciar uscire le risate. Che far finta di essere allegri quando dentro si è tristi, può fare male.”

“Si, giovane T-Rex, oggi hai imparato una bella e importante lezione.”

La famiglia di dinosauri tornò a casa, e la terra di nuovo tremò.

Maru, il dinosauro triste, imparò da quel giorno in poi a vivere i suoi sentimenti, anche quelli più brutti o complicati, senza più nasconderli.

Visse molto molto a lungo, e quando fu in là con gli anni – voi bambini forse direste “quando diventò vecchio” – i dinosauri della tribù lo chiamarono Maru il Saggio.

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