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Il principe serpente // Audio fiaba

Fiaba pubblicata da: Alessandra

“Il principe serpente” è un’antica fiaba persiana, dall’autore sconosciuto tramandata per via orale nei secoli.

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C’erano una volta un re ed un visir che erano amici da lunga data.

Entrambe le loro mogli aspettavano un bambino e decisero che se fossero nati un bambino e una bambina li avrebbero poi fidanzati e fatti sposare, ma quando nacquero, la moglie del re ebbe un serpente, mentre la moglie del visir una bellissima bambina.

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L’audio fiaba

La fiaba originale

C’erano una volta un re ed un visir che erano amici da lunga data.

Entrambe le loro mogli aspettavano un bambino e decisero che se fossero nati un bambino e una bambina li avrebbero poi fidanzati e fatti sposare, ma quando nacquero, la moglie del re ebbe un serpente, mentre la moglie del visir una bellissima bambina.

La bambina e il serpente crebbero insieme, malgrado tutto: la bambina era contenta del suo amico, per lei non era un animale ripugnante.

Un giorno, erano ormai grandi, i due stavano giocando insieme quando di colpo la pelle del serpente cadde e venne fuori un bellissimo giovane.

Poco dopo il ragazzo riprese le sembianze del serpente.

Non visto, il re aveva assistito a tutto e chiese alla giovane di fare in modo che il figlio non diventasse più serpente.

Quando il principe riprese la forma umano la ragazza gli bruciò la pelle di serpente. Lui allora la guardò e scomparve.

Disperata, la ragazza non sapeva più a chi rivolgersi.

Un giorno incontrò una vecchia maga, che le disse:

– Il tuo amato è lontano da qui: dovrai consumare sette paia di scarpe per trovarlo!

La ragazza allora partì, attraverso strade, boschi, deserti e il giorno in cui finì di consumare il settimo paio di scarpe arrivò vicino ad un castello cupo, incastrato su una montagna.

Fuori c’era un leone malconcio, che le chiese qualcosa da mangiare: lei gli diede l’ultimo pezzo di carne che le era rimasto.

Poi trovò delle formiche, che le chiesero di aiutarle a ricostruire il proprio formicaio: lei fece come le era stato chiesto. Infine, sulla porta del castello c’era la porta che scricchiolava e lei usò l’ultimo olio che aveva per oliarla.

Entrò nel castello, in cui viveva un genio malefico, che aveva imprigionato il suo principe.

Lo trovò incatenato e lo liberò.

Ma il genio si buttò al loro inseguimento.

Urlò alla porta:- Chiuditi e non lasciarli uscire!

Ma la porta gli rispose:- Lei mi ha unto ed ha avuto cura di me, non posso non lasciarla uscire!

Allora disse alle formiche:- Pungeteli e fermateli!

Ma le formiche risposero:- Non possiamo: lei ci ha aiutato!

Per finire il genio urlò al leone: -Sbranali!

– No, non posso, lei mi ha dato da mangiare!

Il genio non poteva allontanarsi troppo dal castello e si disintegrò nell’aria.

La ragazza e il principe tornarono al loro Paese dove si sposarono e vissero felici e contenti.



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