Tutte le fiabe di teoderica
Questa la raccolta personale di teoderica. Puoi contribuire anche tu al progetto "Ti racconto una fiaba" inviando i tuoi testi attraverso l'apposita pagina invia la tua fiaba.
La favola del ranocchio
C’era una volta un ranocchio, che non voleva essere un ranocchio, voleva essere un delfino.
Al ranocchio piacevano i grandi luoghi, non sopportava le pozze di acqua stagnanti, dove lui viveva.
Se ne stava sul bordo di uno stagno, su una grande foglia di ninfea a fare gra, gra, gra.
Gracidava e più gracidava, più gli altri ranocchi gli dicevano che solo nelle favole, il ranocchio si trasformava in un principe o in un delfino.
Il ranocchio aveva un bel da fare a spiegare che tutti sono delfini o principi, che era solo una questione mentale, l’esserlo o meno.
Cip e Ciop due gatti sornioni
Si erano intestarditi di acchiappare e poi mangiarsi il topo Diavolito.
Pensavano, in quanto gatti, ed essendo in due, di prendersela con comodo e di riuscire ugualmente nella loro impresa.
Non facevano altro che mangiare crocchette in scatola e poi dormivano su un cuscino di raso.
Erano talmente pigri da non uscire mai neanche nel piccolo giardino.
La loro padrona gli faceva anche le unghie con la lima, e gli puliva il pelo con salviette umidificate, quelle che si usano per i bambini, così loro potevano risparmiarsi di fare la toeletta.
Mangiavano e dormivano e basta.
Storia di una topina // Video fiaba
Un giorno una topina trovò un paio di stivali piccoli, piccoli, e vi infilò dentro le sue zampine piccole, piccole.
Si stese sul pavimento della cantina dove abitava, senza stare attenta a dove si metteva.
Estasiata, ammirava gli stivali piccoli, piccoli e si vantava di come erano belle le sue zampine così vestite.
“Oh come sono felice, ora se per caso finirò su quell’orribile colla, che il mostro stende in tutti gli angoli, sfilerò le mie zampine piccole, piccole, dagli stivali piccoli, piccoli e non farò la fine di mamma e papà.”
La topina fece per alzarsi, ma si accorse che si era distesa proprio sull’orribile colla, più si muoveva, più si incollava al pavimento della cantina.
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